ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùValutazione performance

Pa, doppia indagine su programmi e produttività negli enti

Pronti i questionari per misurare l’impatto delle riforme

di G.Tr.

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Nella Pa ci sono riforme che si fanno per legge. E ce ne sono altre, la maggioranza, che invece richiedono studio, analisi dei fenomeni e tempo, perché la loro realizzazione passa da un cambio culturale e organizzativo che va fatto maturare negli uffici e non nella Gazzetta Ufficiale.

Proprio per questa ragione quando si è trattato di avviare il lavoro sul «rafforzamento amministrativo» per il Pnrr a Palazzo Vidoni non ci si è occupati solo di norme e decreti. Ma si è chiesto l’aiuto di docenti universitari, professionisti e dirigenti di punta delle altre amministrazione per indagare i filoni di lungo periodo da percorrere per arrivare a quella nuova Pa che nelle ambizioni più accese dovrebbe rappresentare una delle eredità strutturali del Pnrr.

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Commissione tecnica dell’Osservatorio nazionale del lavoro agile

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Rapporto Comitato scientifico valutazione riforme

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Commissione tecnica performance

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Due dei tre temi chiave affrontati in questo modo sono strettamente intrecciati fra loro. Si tratta della valutazione delle performance, eterna promessa di tante riforme della Pa, e dello Smart Working. Perché, come spiega anche il presidente dell’Aran Antonio Naddeo nell’articolo in pagina, se il lavoro si sposta dalla sede fisica dell’ufficio cade anche l’ultimo sipario che fin qui ha permesso a regole e dirigenti di occuparsi delle tranquille valutazioni formali, fatte di cartellini e presenza, per evitare di avventurarsi sul terreno più impervio dell’analisi dei risultati. L’impegno della commissione tecnica per la Performance, insediata a maggio sotto la guida di Claudia Ciccodicola (vice capo del servizio Gestione del personale della Banca d’Italia) si è subito concentrato sul Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione che sostituisce i vecchi documenti di programmazione delle Pa nel tentativo di creare un documento “strategico” invece del solito adempimento formale. Tentativo tutto da realizzare, su cui la Commissione ha strutturato i questionari che arriveranno alle amministrazioni su cinque snodi principali del loro piano (condizioni abilitanti, obiettivi, processi, performance e impatti) da affiancare all’esame massivo dei documenti caricati sul Portale dei Piao.

La via del censimento sul campo è stata scelta anche dalla commissione tecnica sul Lavoro agile presieduta da Michele Tiraboschi (ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Modena), che ha preparato un questionario su un campione di 284 enti per capire prima di tutto se l’attivazione dello Smart Working si è accompagnata a sistemi di misurazione della produttività e della soddisfazione dell’utenza: due grandi assenti secondo le rilevazioni Istat.

Al comitato scientifico presieduto da Sergio Fabbrini (Sole 24 Ore del 20 settembre) è stato chiesto invece di valutare l’impatto delle riforme del Pnrr, giudicato positivo su reclutamento e carriere nodali per far ripartire un personale pubblico sotto del 30% rispetto ai livelli numerici di Francia e Germania. Fin qui le analisi, che torneranno utili se il prossimo governo vorrà dare continuità a questa impostazione.

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