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Pa, ok ai cinque decreti Madia. Via libera a riforma statali

(emblema)

3' di lettura

Primo via libera del Consiglio dei ministri a cinque decreti attuativi della riforma P.a targata Madia che così arriva al traguardo. Tra le novità principali c'è il nuovo Testo Unico sul pubblico impiego, accompagnato dalla revisione del sistema di valutazione. Completano il pacchetto il documento unico per l’auto (una semplificazione per i cittadini che partirà dal giugno del 2018), la revisione dei ruoli delle forze di polizia e la riorganizzazione dei corpo dei vigili del fuoco. Dal consiglio dei ministri via libera anche al «decreto correttivo al codice degli appalti.

Madia: approvati ultimi decreti riforma, pronti a sblocco contratti
«Approvati ultimi decreti #riformaPA. Nuove regole per lavoro pubblico e soluzione a precariato storico». Così la ministra della P.a, Marianna Madia, via Twitter al termine del Cdm.Aggiungendo: «Sono pronta a fare la direttiva per iniziare il percorso per riaprire la stagione contrattuale ferma da diversi anni». La discussione sui decreti approvati oggi, comunque, resta aperta, perché quella odierna è la prima lettura di provvedimenti che poi dovranno andare al Consiglio di Stato e alle commissioni parlamentari, oltre a dover cercare l'intesa con gli enti territoriali.

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Ok alla riforma del pubblico impiego
Gli ingredienti centrali della riforma del pubblico impiego sono il superamento degli “organici” attuali, sostituiti da una programmazione che potrà differenziare i vincoli di turn over anche all'interno dei singoli settori della Pa, con l’intenzione di “premiare” gli enti in base alle attività svolte e quindi al bisogno di personale per garantirle.­

La valutazione delle performance
Ogni amministrazione pubblica è tenuta a misurare e a valutare la performance con riferimento all'amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti. Gli organismi indipendenti di valutazione dovranno verificare l’andamento delle performance rispetto agli obiettivi programmati durante il periodo di riferimento e segnalare eventuali necessità di interventi correttivi. Viene riconosciuto, per la prima volta, un ruolo attivo dei cittadini ai fini della valutazione della performance organizzativa, mediante la definizione di sistemi di rilevamento della soddisfazione degli utenti in merito alla qualità dei servizi resi

Le misure anti-precariato
Tra gli altri obiettivi della riforma del pubblico impiego c’è il «superamento» del precariato, con una doppia mossa. La prima è un piano straordinario di assunzioni di chi ha maturato almeno tre anni di servizio anche non continuativo, da attuare con concorsi riservati per i precari che non hanno superato selezioni in passato; la seconda è lo stop alle co.co.co.

Articolo 18, resta reintegra: ma tetto indennizzo come privati
Sui premi di produttività decideranno i contratti nazionali, che dovranno però garantire differenziazioni in base alle pagelle dei dipendenti. Nelle Pa resterà in vigore l’articolo 18 vecchia maniera, ma i vizi procedurali non potranno azzoppare le sanzioni. Su un aspetto però ci sia allinea al tetto massimo del privato: il risarcimento non potrà infatti superare le 24 mensilità.

Sicurezza: 1,6 mld in 2 anni per riordino carriere
Il ministro dell’Interno Marco Minniti, al termine del Cdm, ha indicato in 621 milioni per il 2017 e un miliardo e 27 milioni per il 2018 le cifre stanziate e
«immediatamente operative» per il riordino delle carriere delle forze di polizia, forze armate e vigili del fuoco. Il riordino, ha sottolineato, era un «obiettivo da lungo tempo perseguito» e dunque si tratta di «un obiettivo storico» raggiunto. Con il provvedimento, ha aggiunto, «si ridefinisce tutto il percorso delle carriere» e si danno risposte «a coloro che si dedicano ogni giorno a a sicurezza e soccorso».

Ok a decreto correttivo codice appalti
Dal consiglio dei ministri via libera al «decreto correttivo al codice degli appalti per una maggiore semplicità e trasparenza e per cercare di dare un contributo
alla ripresa degli appalti e dei lavori pubblici». Lo ha annunciato il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm.

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