I NUMERI

Pacchetto pensioni, da “quota 100” al Tfs: conto da 4,6 miliardi nel 2019

di D. Colombo e M. Rogari

Il governo ha approvato reddito di cittadinanza e quota 100

3' di lettura

Una spesa di 3,7 miliardi per quota 100 nel 2019, ai quali si aggiungono oltre 430 milioni per l’operazione di anticipo della liquidazione (Tfs) dei dipendenti pubblici con prestito bancario e quasi altri 400 milioni per la proroga di Opzione donna, Ape social, per le misure per i lavoratori “precoci” e per quelle sulla pace contributiva e il riscatto della laurea per gli under 45. A quantificare in oltre 4,6 miliardi per quest’anno, e 22 miliardi nel triennio, il costo del pacchetto pensioni del maxi-decreto su «quota 100» e reddito di cittadinanza è la relazione tecnica allegata al provvedimento.

La bozza finale del decreto reddito e pensioni

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Clausola salva spesa mensile
Con il testo finale diventa più stringente la clausola salva-spesa su «quota 100». L’ultima versione del maxi-decreto, che dopo l’ok della Ragioneria generale dello Stato passerà al vaglio del Quirinale per la controfirma del capo dello Stato per il 2019, viene confermato il monitoraggio mensile, e non più bimestrale, dell’Inps sulle nuove domande di pensionamento anticipato presentate (che resta trimestrale per gli anni successivi). E , se emergeranno sforamenti rispetto alla dote prevista dal testo il ministero dell’Economia potrà proporre al presidente del Consiglio un taglio lineare compensativo anzitutto sui capitoli di spesa del ministero del Lavoro e, se necessario, anche su altre voce del bilancio dello Stato.

Nel 2019 3,7miliardi per quota 100
Il costo di quota 100 è quantificato in 3,78 miliardi quest’anno, che poi salgono a 7,85 miliardi nel 2020 e a 8,31 miliardi nel 2021, quindi leggermente al di sotto delle risorse messe a disposizione dalla legge di bilancio approvata dal Parlamento (rispettivamente, 3,9, 8,3 e 8,6 miliardi).

Oltre 430 milioni per l’operazione Tfs statali
Ma complessivamente il pacchetto pensioni del maxi-decreto nel solo 2019 assorbe altri 820 milioni: 432,6 milioni per la solo operazione di anticipo della liquidazione (Tfs) degli statali attraverso il “prestito bancario” e quasi 400 milioni per le proroghe di Ape social, Opzione donna e le misure per i lavoratori “precoci”.

La bozza finale del decreto reddito e pensioni

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Pacchetto pensioni da 22 miliardi in tre anni
In tutto l’onere per gli interventi sulle pensioni sale a 4,60 miliardi quest’anno per poi lievitare ulteriormente a 8,45 miliardi nel 2020 e oltre 9 miliardi nel 2021 superando cosi i 22 miliardi nel triennio.

Previste 290mila uscite per quota 100
La relazione tecnica allegata al maxi-decreto stima per il 2019 290.000 pensionamenti in più con «quota 100», di cui 100mila di dipendenti pubblici e 88mila dei lavoratori autonomi. Si sale poi a 327mila uscite anticipate nel 2020 e a 356mila nel 2021 per poi scendere a 296mila l’anno successivo e arrivare a 155mila pensionamenti aggiuntivi nel 2028.

Con Opzione donna 24mila uscite e 14mila con Ape social
Quest’anno sono poi previsti 24.500 pensionamenti con la proroga di Opzione donna (costo 250 milioni), ovvero la possibilità delle lavoratrici con 58 anni di età (59 se “autonome”) di uscire con almeno 35 anni di contributi vedendo ricalcolato l’assegno con il metodo contributivo, e altri 13.900 con il proseguimento dell’Ape sociale (costo 98,2 milioni).

Pace contributiva per 3.500 lavoratori
Sempre la relazione tecnica stima in 3.500 i lavoratori interessati ogni anno fino al 2021 alla copertura agevolata di buchi contributivi con un meccanismo di rateizzazione quinquennale facendo leva sulla cosiddetta pace contributiva. Che riguarda solo i soggetti che hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996.

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