LA SANATORIA ALLO STUDIO

Pace fiscale in due tempi, per le cartelle rottamazione con rate più lunghe

di Marco Mobili e Giovanni Parente


Fisco, perché gli annunci possono danneggiare l’Erario

2' di lettura

Subito le liti pendenti e le cartelle esattoriali con una rottamazione-ter rivista e corretta rispetto alle precedenti edizioni. Poi un ravvedimento “rafforzato” per gli anni ancora accertabili e un meccanismo per chiudere le liti potenziali. È l’ultima ipotesi sulla pace fiscale che dovrebbe quindi essere gestita in due tempi. Un’ipotesi portata avanti dalla Lega e su cui si cercherà una quadra con il Movimento 5 Stelle. E questi due tempi potrebbero anche materializzarsi con l’introduzione della prima parte nel decreto fiscale collegato alla manovra e con la seconda parte poi nella conversione parlamentare.

Contenzioso: chi ha già vinto paga di meno
Sulle liti pendenti si punta a rivedere il meccanismo dell’ultima sanatoria 2017, della quale non sono stati mai diffusi i risultati di adesione e del gettito. La leva per dare più appeal è consentire a chi ha già vinto in primo o secondo grado uno sconto più sostanzioso. L’ipotesi sul tavolo è forfettizzare la riduzione che potrebbe arrivare a dimezzare l’importo dovuto per chi ha già vinto in primo grado e a limitare l’esborso per definire la lite al 20% delle maggiori imposte richieste dal secondo grado.

Per le cartelle rottamzione-ter con pagamenti fino a 5 anni
Stesso discorso per le cartelle: agire sui “freni” delle ultime due definizioni agevolate. Così la rottamazione-ter dovrebbe consentire un piano di pagamenti più dilazionato nel tempo con rate che potrebbero essere spalmate anche fino a 5 anni. Ma non solo, perché dovrebbe riguardare i carichi affidati alla riscossione nel 2018 e allo stesso tempo guardare anche al passato, provando a invogliare proprio con piani di ammortamento più lunghi il mini-esercito di contribuenti attratto dalla prima edizione della definizione agevolata e che poi si è tirato indietro per la difficoltà di sostenere i versamenti in un massimo di 5 rate su due anni: per una cifra che secondo la Corte dei conti vale 9,6 miliardi di euro.

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Poi si punta a un raccordo tra sanatoria liti e cartelle. Se il ruolo per il quale il contribuente ha chiesto la sanatoria scaturisce da un contenzioso, si potrà chiudere la lite pendente portando a scomputo quanto già versato per la rottamazione.

Il ravvedimento «rafforzato»
Nella fase 2 della pace fiscale - e sempre che si trovi l0accordo tra le forze politiche di maggioranza - l’idea di partenza è quella di potenziare l’attuale meccanismo di ravvedimento, ossia l’autocorrezione del contribuente sulle annualità ancora accertabili (dal 2013 al 2017). Una sorta di compliance rafforzata grazie alla quale si potrà pagare il 20% di imposte sul maggior reddito fatto emergere. Il tutto però nel limite massimo di 500mila euro.

E sempre in seconda battuta potrebbe entrare una sanatoria su misura su chi è stato già raggiunto da una contestazione del Fisco. In questo caso si ipotizza una chiusura evitando sanzioni e interessi e ridiscutendo le maggiori imposte richieste in contraddittorio con gli uffici.

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