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Pace fiscale: per l’ok alla rottamazione vale la data di consegna del ruolo

di Rosanna Acierno


3' di lettura

Non tutti i carichi affidati all’agente della Riscossione sono rottamabili. Pertanto, prima di presentare l’istanza di rottamazione occorre, innanzitutto, valutare se i carichi siano o meno definibili. A tal fine, occorre tener presente che rientrano nella sanatoria, con le esclusioni di cui si dirà, tutti i carichi affidati dagli enti impositori ad agenzia delle Entrate – Riscossione e Riscossione Sicilia Spa nel lasso temporale compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017.

In tale ambito, possono essere definiti in maniera agevolata non soltanto i carichi relativi alle imposte (Ires, Irap, Iva, addizionali, canone Rai e altro), ai contributi Inps e ai premi Inail, ma a ogni entrata riscossa a mezzo ruolo, incluse le contravvenzioni stradali.

Inoltre, l’articolo 5 del Dl 119/2018 ha previsto la possibilità di estinguere i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 anche a titolo di risorse proprie tradizionali (tra cui dazi della tariffa doganale comune) e di Iva riscossa all’importazione.

Va detto poi che rientrano nella rottamazione non solo i ruoli riportati nelle cartelle di pagamento, ma anche i carichi derivanti da accertamenti esecutivi e da avvisi di addebito Inps.

Le cartelle esattoriali

Per quanto riguarda le cartelle esattoriali, siccome la norma fa riferimento all’affidamento del carico, per capire se esse siano o meno rottamabili non bisogna riferirsi alla data di notifica della cartella ma alla data, antecedente, di consegna del ruolo, che non necessariamente coincide con il giorno in cui questo è stato reso esecutivo.

Pertanto, può accadere che una cartella notificata nei primi mesi del 2018 sia comunque rottamabile, essendo il ruolo consegnato entro il 31 dicembre 2017. In via speculare, se la cartella era stata notificata nei primi mesi del 2000, potrebbe risultare non definibile, in quanto il ruolo è stato consegnato prima del 1° gennaio 2000.

Purtroppo, però, la descritta informazione di consegna del ruolo non emerge dalla cartella di pagamento, né dall’estratto di ruolo rilasciato al contribuente, ma è desumibile soltanto dai sistemi interni degli agenti della Riscossione. Ed è proprio in merito alla data di consegna dei ruoli che potrebbero sorgere dei problemi con riferimento a quelli trasmessi dall’ente impositore negli ultimi 15 giorni di dicembre 2017.

Secondo quanto stabilito dall’articolo 4 del Dm 321/99, infatti, «per i ruoli trasmessi fra il giorno 16 e l’ultimo giorno del mese, la consegna al concessionario si intende effettuata il giorno 10 del mese successivo». Sul punto, agenzia delle Entrate-Riscossione, in risposta ai quesiti posti dall’Odcec di Roma in merito alla rottamazione bis, ha specificato che, in ragione di ciò, sono esclusi i ruoli consegnati dal 16 dicembre 2017 al 31 dicembre 2017, in quanto la consegna si intende effettuata il 10 gennaio 2018. Di contro, l’agenzia delle Entrate, nella circolare 2/E dell’8 marzo 2017 si è espressa in senso opposto, specificando che rientrano nella definizione i ruoli consegnati dal 16 dicembre 2017 al 31 dicembre 2017. Ovviamente, occorrerà tenere ben presente la posizione più favorevole dell’agenzia delle Entrate in sede di impugnazione del diniego alla definizione agevolata eventualmente opposto da Riscossione per tale ragione.

Avvisi di addebito Inps

Nel caso, invece, degli accertamenti esecutivi e degli avvisi di addebito Inps, al fine di capire se si rientra nella rottamazione occorre considerare la data di trasmissione del flusso di carico.

In tal caso, infatti, siccome l’accertamento/avviso di addebito stesso costituisce titolo esecutivo, non vi è la formazione del ruolo, ma l’affidamento del debito mediante flussi telematici, che avviene il trentunesimo giorno dopo il termine previsto per il pagamento delle somme (coincidente con il termine di impugnazione).

Al fine di fugare eventuali dubbi circa la data di trasmissione del ruolo o flusso di carico, è possibile chiedere informazioni direttamente all’agente della Riscossione.

Per espressa previsione normativa, invece, non sono inclusi nella definizione:

le somme dovute a seguito di recupero di aiuti di Stato in base all’articolo 16 del regolamento (Ue) 2015/1589 del Consiglio del 13 luglio 2015;

i crediti derivanti da pronunce della Corte dei Conti;

le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;

le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazioni degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali (come, ad esempio, le sanzioni Antitrust, le sanzioni comminate dalla Consob e/o dalla Banca d’Italia, le sanzioni connesse al lavoro nero, le sanzioni connesse al riciclaggio);

le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada, anche se, in merito a queste ultime, sempre che la riscossione sia affidata ad agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione è possibile limitatamente agli interessi secondo l’articolo 27, comma 6 della legge 689/81, mentre le sanzioni rimangono dovute.

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