FISCO E CONTRIBUENTI

Pace fiscale, rottamazione-ter per 16 miliardi di debiti. E arriva la proroga

di M. Mobili e G. Parente


Riapre la rottamazione-ter delle cartelle: nuove domande entro il 31 luglio

3' di lettura

Rottamazione con rate in formato extralarge ad alto appeal. La corsa alla presentazione delle domande di adesione alla terza edizione della sanatoria delle cartelle, che per i debiti tributari dà diritto alla cancellazione di sanzioni e interessi di mora, e al saldo e stralcio (riservato alle persone fisiche in difficoltà con Isee fino a 20mila euro) ha riguardato complessivamente quasi 1,7 milioni di contribuenti. Ma è il controvalore delle cartelle potenzialmente rottamabili a fare una certa impressione: 16 miliardi di euro. A tanto ammontano, infatti, i carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2017 (ossia quelli ammissibili alla sanatoria) per cui le istanze presentate puntano a ottenere la chiusura definitiva dei conti.

A oggi, però, non è affatto detto che per tutte le somme in questione si arrivi a completare l’iter della sanatoria. Due snodi importanti saranno rappresentati dal 1° luglio (il termine in realtà è il 30 giugno ma cade di domenica) e dal 31 ottobre prossimi: date entro le quali agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) dovrà comunicare il conto da pagare e il piano secondo le rate prescelte rispettivamente per rottamazione-ter e saldo e stralcio.

Nonostante la terza edizione la avvicini molto a una sanatoria permanente, i 16 miliardi di cartelle di cui è stata chiesta la rottamazione dimostrano come l’attrattività sia aumentata a causa delle modifiche introdotte dal decreto fiscale collegato all’ultima manovra. «Una scelta voluta - commenta il sottosegretario leghista all’Economia, Massimo Bitonci - perché uno dei limiti principali delle due precedenti edizioni, come è stato fatto notare da più parti, era rappresentato dal numero ridotto di rate, al massimo cinque, concentrate in due anni». L’ampliamento a 18 rate in cinque anni ha invogliato molti ad aderire, anche perché così si viene incontro alla carenza di liquidità che aveva indotto molti debitori (almeno quelli non etichettabili come evasori seriali) a rinunciare alla definizione agevolata.

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«In molti casi ciò è avvenuto - commenta Bitonci - nonostante la domanda di adesione sia stata presentata ma il conto da saldare si sia rivelato comunque insostenibile nelle scadenze ristrette della prima e seconda rottamazione». Anche per questo è stato previsto un meccanismo per convogliare sulla rottamazione-ter chi proveniva dalle precedenti definizioni delle cartelle, ma comunque con un numero inferiore di rate (10) consecutive.

Ma non è ancora finita, perché per rottamazione-ter e saldo e stralcio si prospetta una coda grazie a un emendamento parlamentare della Lega. «La forte affluenza in prossimità della scadenza del 30 aprile con le segnalazioni che ci sono arrivate da professionisti e associazioni di categoria - precisa Bitonci - ci hanno indotto a riflettere sulla necessità di concedere una nuova finestra. Per questo con il decreto crescita ora all’esame della Camera puntiamo a riaprire la possibilità di presentare le domande sia della rottamazione-ter che del saldo e stralcio fino al 31 luglio».

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L’emendamento in questione prevede anche che saranno considerate valide le istanze pervenute all’agente della riscossione nel periodo dal 1° maggio alla data di entrata in vigore della legge di conversione. Per chi aderirà alla riapertura - qualora l’emendamento venisse approvato - si prospetterà la possibilità di pagare gli importi dovuti (sempre al netto di sanzioni e interessi di mora in caso di debiti tributari) in un massimo di 17 rate: la prima delle quali in scadenza il 2 dicembre (il termine è il 30 novembre ma slitta perché è sabato). Una prima rata che sarà più pesante, anche per non penalizzare chi ha presentato la domanda entro il termine originario del 30 aprile, perché bisognerà subito “dare” al concessionario della riscossione il 20% della somma richiesta.

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