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Pace fiscale: il saldo e stralcio aiuta chi è in gravi difficoltà

di Salvina Morina, Tonino Morina


3' di lettura

Il cosiddetto decreto Crescita ha riaperto la speciale definizione “saldo e stralcio”, il cui termine è scaduto il 30 aprile 2019. La riapertura consente ai contribuenti di accedere alla definizione agevolata, presentando la dichiarazione entro il 31 luglio 2019, con le modalità e in conformità alla modulistica che l’agente della Riscossione ha pubblicato nel proprio sito internet mercoledì 3 luglio. La definizione speciale a saldo e stralcio riguarda solo le persone fisiche e per i pagamenti, valgono le stesse regole previste per chi ha presentato la dichiarazione entro il 30 aprile 2019.

Le persone fisiche che si avvalgono della speciale definizione beneficiano della cancellazione di sanzioni, interessi di mora e di dilazione, delle altre sanzioni e somme aggiuntive, cioè degli accessori dovuti sui ritardati od omessi pagamenti dei contributi previdenziali.

Entro il 31 ottobre 2019 l’agente della Riscossione comunica ai debitori l’ammontare complessivo delle somme dovute (e delle singole rate) nonché, nel caso sussista, la mancanza dei requisiti per il riconoscimento di grave difficoltà economica, o la presenza di debiti diversi da quelli definibili, con conseguente impossibilità di estinguere il debito con gli sconti previsti dal saldo e stralcio.

Le regole

Le persone fisiche, che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, con Isee del nucleo familiare non superiore a 20mila euro, possono estinguere i debiti tributari e contributivi affidati all’agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, presentando la domanda all’agente della Riscossione entro il 31 luglio 2019. La definizione a saldo e stralcio riguarda i debiti derivanti dall’omesso versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di controllo automatico delle dichiarazioni stesse, nonché dall’omesso versamento dei contributi Inps dovuti dagli iscritti alle casse professionali o alle gestioni autonomi Inps, artigiani o commercianti. Questi carichi possono essere definiti versando il capitale, gli interessi e le somme spettanti all’agente della Riscossione a titolo di aggio e rimborso delle spese esecutive. Si possono definire anche i carichi derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps, con esclusione di quelli chiesti a seguito di accertamento.

Per i contributi dovuti dagli iscritti alle Casse previdenziali professionali, il saldo e stralcio si applica previe apposite delibere favorevoli approvate dalle stesse Casse, pubblicate nei rispettivi siti internet istituzionali entro il 16 settembre 2019 e comunicate, entro la stessa data, all’agente della Riscossione mediante posta elettronica certificata. Nella domanda, da presentare entro il 31 luglio 2019, sono esclusi i debiti compresi nella precedente dichiarazione a saldo e stralcio presentata entro il 30 aprile 2019.

Per accedere alla nuova definizione deve in ogni caso sussistere una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, che si verifica nel caso in cui l’Isee del nucleo familiare non è superiore a 20mila euro. Al riguardo, si ricorda che l’Isee è l’indicatore della situazione economica equivalente, che serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie.

Sconti dal 65 al 90%

Le persone fisiche che accedono alla rottamazione a saldo e stralcio devono pagare:

a) le somme affidate all’agente della Riscossione a titolo di capitale e interessi, in misura pari:

al 16%, se l’Isee del nucleo familiare non supera l’importo di 8.500 euro;

al 20%, se l’Isee del nucleo familiare supera l’importo di 8.500 euro, ma non supera 12.500 euro;

al 35%, se l’Isee è superiore a 12.500 euro e non superiore a 20mila euro;

b) l’aggio maturato a favore dell’agente della Riscossione ed il rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.

Si trovano, in ogni caso, in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica le persone fisiche per le quali è stata aperta alla data di presentazione della dichiarazione di definizione agevolata, cioè al 31 luglio 2019, la procedura di liquidazione di cui all’articolo 14-ter della legge 3/2012. Si tratta delle persone che si trovano in stato di sovraindebitamento, che hanno presentato la domanda per la liquidazione di tutti i propri beni. Queste persone potranno estinguere i loro debiti versando le somme affidate all’agente della Riscossione dal 2000 al 2017, a titolo di capitale e interessi, in misura pari al 10 per cento.

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