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Pace fiscale: un’altra chiamata per la rottamazione e il saldo e stralcio

di Rosanna Acierno


3' di lettura

Termini più ampi per tutti i ritardatari che, pur avendo debiti con agenzia delle Entrate-Riscossione, non hanno fatto in tempo ad aderire alla rottamazione. Lo stabilisce il Dl 34/2019 (cosiddetto decreto crescita) convertito nella legge 58/2019, che prevede, fino al 31 luglio 2019, la riapertura dei termini per la presentazione delle istanze di rottamazione dei carichi e del saldo e stralcio delle cartelle, il cui termine era scaduto lo scorso 30 aprile.

In virtù della riapertura dei termini, non solo le domande presentate dopo l’originaria scadenza del 30 aprile 2019 saranno ritenute valide, ma, sempre entro il 31 luglio 2019, si potranno presentare nuove istanze relative a carichi non inclusi nelle precedenti domande.

Deludendo le aspettative di molti, tuttavia, la riapertura riguarda solo il termine per presentare la domanda e non anche l’ambito di applicazione dei carichi rottamabili o stralciabili, che rimangono quindi quelli affidati all’agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2017.

L’esclusione

Continuano a rimanere esclusi dalla rottamazione o dal saldo e stralcio i debitori con carichi affidati dal 1° gennaio 2018 e coloro che hanno ricevuto le comunicazioni di irregolarità (articoli 36-bis del Dpr 600/73 e/o 54-bis del Dpr 633/72) entro il 31 dicembre 2017 e che non hanno definito la pretesa.

Inoltre, la riapertura dei termini non comporta alcun nuovo vantaggio, con la conseguenza che, anche per coloro che presenteranno l’istanza entro il 31 luglio 2019, una volta accolta, la definizione agevolata dei carichi continuerà a comportare il solo stralcio delle sanzioni amministrative e degli interessi di mora e dell’aggio su queste due voci. Continuano ad essere dovute le somme relative a imposte e interessi da ritardata iscrizione a ruolo e all’aggio della riscossione su tali somme.

I modelli da compilare

Agenzia delle Entrate-Riscossione ha reso disponibile sul proprio sito internet il modello per l’istanza (modello DA-2018 R): una volta compilato, andrà presentato allo sportello o inviato via Pec. Per i titolari di Fiscoonline, Entratel e Spid, la domanda può essere compilata e inoltrata dalla propria area riservata, ottenendo già a video una simulazione del risparmio.

Con la compilazione dell’istanza, si potrà inoltre optare per il pagamento delle somme dovute in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019, o in un massimo di 17 rate, di cui la prima con scadenza sempre entro il 30 novembre 2019, e con interessi del 2% annui decorrenti dal 1° dicembre 2019. Per chi ha già aderito alla rottamazione-ter entro lo scorso 30 aprile 2019, il massimo di rate richiedibili ammontava a 18 (inclusa la prima rata del 31 luglio 2019).

A seguito della presentazione dell’istanza entro il 31 luglio 2019, le somme verranno liquidate entro il 31 ottobre 2019 da agenzia delle Entrate-Riscossione, che non potrà avviare nuove azioni cautelari (quali, ad esempio, il fermo amministrativo e/o l’iscrizione di ipoteca) e/o esecutive (quali, ad esempio, il pignoramento dei beni mobili anche presso terzi e/o l’espropriazione immobiliare), ferme restando quelle eventualmente già avviate.

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