il decreto ora all’esame della Camera

Pace fiscale, via libera del Senato. Tutte le scadenze da ricordare

di Marco Mobili e Giovanni Parente


Decreto fiscale, salta il condono: si potrà regolarizzare solo il dichiarato

2' di lettura

Un vero e proprio tour de force di scadenze. La pace fiscale, approvata in prima lettura al Senato con 147 sì (ora passerà all’esame della Camera), perde la dichiarazione integrativa speciale ma guadagna la sanatoria degli errori formali con pagamento sdoppiato tra il 31 maggio 2019 e il 2 marzo 2020. E ancora con l’aumento delle rate della rottamazione-ter, che passano complessivamente da 10 a 18 per venire incontro ai contribuenti e consentire loro di diluire ulteriormente i pagamenti, ci sarà ancora di più da segnare bene ogni scadenza sul calendario.

Rottamazione: entro il 7 dicembre per mettersi in regola

La rottamazione presenta già una scadenza ravvicinata. È il 7 dicembre, data entro la quale chi ha aderito alla rottamazione-bis può rimettersi in carreggiata in relazione alle rate che erano in scadenza a luglio, settembre, ottobre. Un’occasione per risalire sul treno della definizione agevolata e non perdere l’occasione di sfruttare poi il piano di dilazione dei pagamenti extra large.

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Le nuove adesioni entro il 30 aprile 2019
Per aderire, invece, alla rottamazione-ter ci sarà tempo fino al 30 aprile 2019. Poi una volta arrivata la comunicazione degli importi da pagare dall’agente della riscossione (comunicazione attesa entro il 30 giugno 2019), bisognerà iniziare a pagare. Il primo snodo da dentro o fuori è il 31 luglio 2019. Dopo la scadenza del 30 novembre 2019, a partire dal 2020 si potrà arrivare a pagare in 4 rate annuali in scadenza il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre. Fino a raggiungere un totale di 18 rate complessive.

Con la significativa novità rispetto alle edizioni passate del riconoscimento del lieve inadempimento, ossia di un margine di tolleranza di 5 giorni per i ritardi, che non farà quindi decadere dalla sanatoria.

Lo strappa cartelle allo spartiacque del 31 dicembre

Non bisognerà presentare nessuna domanda ma il 31 dicembre 2018 sarà uno spartiacque decisivo per lo strappa-cartelle, ossia per la cancellazione dei carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2010 fino a mille euro. È quella, infatti, la scadenza entro cui dovrà avvenire l’annullamento.

Pvc e liti pendenti guardano al 31 maggio 2019
Il 31 maggio 2019 sarà una data clou anche per le sanatorie relative ai processi verbali di constatazione (pvc) e delle liti pendenti ammesse alla definzione agevolata. Nel primo caso, infatti, dovrà essere presentata la dichiarazione per regolarizzare le violazioni constatate nel Pvc ma è anche il termine per il versamento in unica soluzione o della prima rata delle imposte autoliquidate senza il pagamento di sanzioni e interessi. Nel secondo caso, invece, sempre entro il 31 maggio 2019 dovrà essere presentata l'istanza di definizione agevolata per ciascuna controversia autonoma e per versare l'unica o la prima rata del dovuto.

Errori formali con sanatoria in due tempi
Anche per la nuova sanatoria degli errori formali il 31 maggio sarà decisivo. Sarà quella la data per il versamento della prima rata dei 200 euro per anno d’imposta con cui “cancellare” le irregolarità formali commesse. Il secondo appuntamento sarà, invece, entro il 2 marzo 2020.

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