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Padel, giro d’affari da 700 milioni. Aumentano anche gli agonisti

A fine 2022 saranno 1 milione i praticanti. Dal 2019 ad oggi è stato registrato un incremento dei ricavi dell’800 per cento.

di Marco Bellinazzo

: “Con Padel Mixto superiamo distinzione olimpico/ paralimpico”

3' di lettura

Le squadre nazionali italiane, quella maschile e quella femminile, stanno ben figurando nei match della sedicesima edizione del World Padel Championships, in corso di svolgimento a Dubai. I titoli mondiali, nell’evento organizzato dall’International Padel Federation presieduta da Luigi Carraro con la collaborazione della Uaepa, la Federazione padel degli Emirati Arabi Uniti, saranno assegnati (insieme a un montepremi di 500mila dollari) sabato prossimo.

Il boom

In ogni caso, il 2022 sarà ricordato, per quanto riguarda l’Italia, come l’anno della consacrazione del padel come sport e come fenomeno socio-economico. Entro la fine dell’anno, infatti, si stima che a praticarlo con una certa regolarità negli oltre 6mila campi costruiti su tutto il territorio nazionale (erano un migliaio nel 2019, 3.300 nel 2021) saranno un milione di persone.

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Per farsi un’idea del trend di crescita basti pensare che nel 2019, prima dello scoppio della pandemia , si contavano nella Penisola appena 200mila giocatori. Ovviamente questo boom si è tradotto in un incremento del giro d’affari: nel 2022 saranno vendute 880mila racchette, rispetto alle 180mila del 2019, alle 310mila del 2020 e alle 700mila dello scorso anno.

Il giro d’affari

Sono questi alcuni dei numeri messi in fila nel report dell’Osservatorio sullo Sport System Italiano di Banca Ifis dedicato al fenomeno padel e che si tradurranno in un fatturato complessivo, nel corso del 2022, di 693 milioni di euro. Secondo l’Osservatorio il 2022 vedrà a consuntivo una crescita dei ricavi a doppia cifra sul 2021, con un incremento del 25 per cento. Nel dettaglio gli introiti diretti, vale a dire le entrate per il noleggio dei campi, peseranno per 425 milioni, il 61 per cento. L’altro 39% sarà legato all’indotto, suddiviso tra la vendita di nuove racchette, che valgono 165 milioni, e la costruzione di nuovi campi che avrà un controvalore economico di 103 milioni (anche se con l’incremento dei prezzi delle materie prime potrebbe esserci un rallentamento).

L’effetto agonisti

La crescita del padel è stata costante in questi anni. Il giro d’affari del 2019 era di appena 87 milioni e nel 2020 ha raggiunto i 176 milioni. Il balzo si è registrato nel 2021, quando il comparto padel ha incassato 554 milioni. Dal 2019 al 2022, si è avuto un incremento dell’800 per cento. In effetti, è se fino allo scoppio della pandemia il padel era confinabile a un fenomeno di nicchia, sia pure trainato da testimonial famosi ed ex-calciatori, è con le restrizioni dovute al Covid anche per le attività sportive di squadra o di contatto che il padel, date le sue caratteristiche, ha preso piede.

È aumentato peraltro il numero degli agonisti: se a fine aprile 2019 i tesserati padel della Fit erano 5.915 due anni dopo, ad aprile 2021, si è arrivati a quota 55.140 (di cui 51.503 con tessera agonistica). Al punto che la Federazione guidata da Angelo Binaghi ha modificato la propria denominazione e dal 16 ottobre scorso si chiama Fitp, Federazione Italiana Tennis e Padel.

Anche perché i margini di crescita sono ancora ampi: in Spagna si contano oltre 6 milioni di praticanti. Secondo le analisi effettuate da Banca Ifis il bacino di italiani interessati al padel raggiunge già oggi 5,5 milioni, ossia l’11% della popolazione maggiorenne. Ipotizzando un raddoppio nel numero dei praticanti abituali si arriverebbe, con i prezzi attuali, a un giro d'affari annuo di 1,4 miliardi di euro.

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