ecofin e conti pubblici

Padoan, procedura Ue sarebbe grosso problema di reputazione per Italia

di Beda Romano

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(LaPresse)


2' di lettura

BRUXELLES – Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha chiarito che l'apertura di una procedura per debito eccessivo sarebbe negativa per l'economia italiana, perché provocherebbe sui mercati finanziari nuovi dubbi sulla solvibilità del paese. La presa di posizione giunge mentre sulla stampa nazionale rimbalzano voci secondo le quali una parte della maggioranza governativa vedrebbe di buon occhio questa eventualità, fosse solo per cavalcare un certo euroscetticismo della società italiana.

«La procedura di infrazione sarebbe un grosso problema in termini di reputazione che in questo periodo recente (l'Italia, ndr) ha rafforzato e costruito. Una procedura di infrazione sarebbe quindi una inversione a U rispetto a quanto fatto» negli ultimi anni, ha detto stamani il ministro Padoan a margine dell'incontro dei ministri delle Finanze dell'Unione europea a Bruxelles. La presa di posizione è giunta in risposta a una specifica domanda della stampa.
Da alcuni giorni, ormai, il governo italiano sta negoziando con le autorità comunitarie un accordo sul bilancio del 2017. La Commissione europea considera che vi sia un buco da colmare dello 0,2% del prodotto interno lordo e ha chiesto ragguagli a Roma. Il governo Gentiloni vuole evitare manovre impopolari, e ha ricordato all'esecutivo comunitario tra le altre cose che i recenti terremoti dovrebbero essere motivo per una certa magnanimità nell'applicare le regole europee.

DEFICIT E DEBITO DELL’ITALIA

Disavanzo e debito pubblico dell'Italia in percentuale del Pil (Fonte: Commissione Ue, previsioni dell'autunno 2016)

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Le trattative sono in corso, e l'esito rimane aperto. La Commissione si dice ottimista su una intesa. Il negoziato è complicato dal fatto che a Roma vi è la possibilità di elezioni anticipate. La maggioranza che sostiene il governo è divisa. C'è chi, cavalcando un certo euroscetticismo della società italiana, esclude d'emblée qualsiasi manovra di politica economica ed è pronto ad affrontare eventualmente una procedura per debito eccessivo. L'indebitamento italiano supera il 130% del Pil.

Sul fronte opposto, vi sono posizioni più realiste. Molti cercano un compromesso con Bruxelles, fosse solo per evitare una procedura di infrazione che comporterebbe, oltre a un danno di reputazione, anche un aumento sensibile dei rendimenti obbligazionari e quindi del costo del servizio del debito. «Accenti anti-europei ci sono sempre stati nel dibattito italiano, non sono una novità», ha detto sempre stamani a Bruxelles il ministro dell'Economia. La partita negoziale sul bilancio del 2017 prevede che entro il 1° febbraio il governo italiano invii una risposta alla richiesta di ragguagli da parte della Commissione europea. L'esecutivo comunitario deve presentare nelle prossime settimane nuove previsioni economiche, ma anche un atteso rapporto sull'andamento del debito pubblico italiano. Da questa relazione dipende l'eventuale apertura di una procedura ai danni del governo italiano, una strada finora mai percorsa in Europa.

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