classica

Padre Giambattista Martini, un grande musagete per Mozart

di Armando Torno


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Ritratto di padre Giovanni Battista Martini (1706-1784)”. Dipinto di Angelo Crescimbeni (1734-1781), Bologna, Civico museo musicale (Af’p)

2' di lettura

Formidabile conoscitore della musica e della sua storia, chiamato ancora in vita “Gran musagete italiano”, padre Giambattista Martini (1706-1784) era considerato un'autorità in tutta l'Europa del suo tempo.
Vero è che quando Charles Burney, autore della prima storia moderna della musica (“A General History of Music”, che uscì a Londra nel 1776), decise di attendere a tale opera, si recò a Bologna per sottoporre il progetto a padre Martini e averne l'approvazione.

Del resto, basterà ricordare che il giovane Mozart, giunto in Italia con papà Leopold nel 1770, si recherà dopo gli impegni di Milano da padre Martini per farsi esaminare e ricevere insegnamenti. Ci resta il giudizio che il grande musicista e musicologo stilò dopo l'incontro con il giovane Amadeus.
Vale la pena rileggerlo. Reca appunto la data 1770: “Avevo io infrascritto, come avendo avuto sotto gli occhi alcune posizioni musicali di vario stile, e avendo più volte ascoltato suonare il cembalo, il violino e cantare il Sig. Cav. Giovanni Amedeo Wolfango Mozart di Salisburgo, M.ro di Musica della Camera di Sua Altezza l'eccelso principe Arcivescovo di Salisburgo, in età d'anni 14, con mia singolar ammirazione l'ho ritrovato versatissimo in ognuna delle accennate qualità di musica, fatta qualunque prova, sopra tutto nel suo cembalo, con dargli vari soggetti all'improvviso, quali con tutta maestria ha condotti con qualunque condizione che richiede l'Arte”.

Di padre Martini ci restano saggi sul contrappunto, regole utili agli organisti per accompagnare il canto e altri saggi, soprattutto una “Storia della musica”, di cui uscirono tre volumi tra il 1757 e il 1781, mentre il quarto è rimasto manoscritto.
Compose anche numerose opere sacre, profane e strumentali, alcune delle quali riuscì a pubblicare e altre sono ancora manoscritte; inoltre fu autore di messe, antifone, salmi, mottetti, litanie, oratori.
Ora, per la prima volta, in un cofanetto di 9 cd e un Dvd, pubblicato in questi giorni dalla Warner Music, sono state registrate tutte le opere strumentali di padre Martini. Le esecuzioni si devono all'Accademia degli Astrusi sotto la direzione di Federico Ferri.
Ritornano i suoni di un autore che le storie della musica e i repertori ricordano per la sua straordinaria erudizione, per la biblioteca che riuscì a raccogliere e che aveva molto da dire nell'ambito delle sinfonie, dei concerti e delle sonate. Nell'ottavo cd di questa raccolta vi sono anche un “Ballo da turco”, un minuetto, un rondeau. E poi ancora fughe, brani per l'elevazione, trii, altro.
E' un universo che scopriamo e che fa di Martini il maggior compositore bolognese del XVIII secolo. Certo, non è paragonabile al suo allievo Mozart; tuttavia profondità contrappuntistica, stile e un grazioso eclettismo d'indirizzi estetici fanno di lui un autore che sa rappresentare un'epoca e ne conserva eleganze e piaceri.

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