dopo covid

Paestum con Muti in concerto celebra la Siria e la riapertura

Il Parco archeologico stima un calo del 70% dei biglietti nel 2020

di Vera Viola

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Il Parco archeologico stima un calo del 70% dei biglietti nel 2020


3' di lettura

Fa tappa a Paestum, il concerto intitolato “Le vie dell'amicizia”, diretto da Riccardo Muti: un ponte verso la Siria e Palmira, il sito archeologico devastato dall’Isis e gemellato con Paestum. Il concerto si svolgerà davanti al Tempio di Nettuno il 5 luglio ed è sostenuto dalla Regione Campania con la Camera di Commercio di Salerno in collaborazione con il Ravenna Festival, il Comune di Capaccio, il Parco Archeologico di Paestum e Velia ed è organizzato dalla Scabec (società della Regione Campania).

Primo grande evento dopo Covid

Un grande evento per celebrare anche la riapertura del sito archeologico, dopo la chiusura di 70 giorni (dall8 marzo al 18 maggio) imposta dalle norme anti Covid. «Quando abbiamo riaperto il sito di Paestum, siamo stati tra i primi e non lo abbiamo fatto per un beneficio economico, ma per dare un messaggio di speranza e rilancio, per dire che la cultura c'è – dice Gabriel Zuchtriegel, direttore del sito archeologico di Paestum – . Sarebbe stato facile trovare una scusa per non aprire ma abbiamo creduto fortemente che era necessario dare questo messaggio di ripartenza dopo il Covid-19».

Previsto un calo dei biglietti del 70%

«Le entrate sono calate, mancano tutti i turisti dall’estero che sono la metà del nostro pubblico – dice ancora Zuchtriegel – Finora abbiamo perso circa 100mila visitatori. In questi giorni registriamo una buona affluenza, per lo più si tratta di visitatori italiani. Ma parliamo di 700 presenze giornaliere, contro le 5mila dello stesso periodo dell’anno scorso. Ma andiamo avanti e speriamo di dare un nostro importante contributo all’economia locale. In netto calo il numero di eventi. «L’anno scorso avevamo le giornate gratuite, concerti, conferenze, mostre. In questi giorni ci limitatiamo ad attività ordinarie, piccole iniziative, fatta eccezione del grande concerto del 5 luglio». Due le cause di questa gestione. «In primo luogo la sicurezza: – sottolinea il direttore di Paestum –  è chiaro che non sono possibili tutte le iniziative di un tempo, come le visite ai depositi». E poi, le disponibilità finanziarie si sono fortemente ridotte. «Il nostro bilancio è stravolto – aggiunge – perciò abbiamo programmato una revisione. E abbiamo deciso di concentrare le risorse disponibili su sicurezza, manutenzione e fruizione. Solo per i dispositivi di sicurezza abbiamo sostenuto costi per 500mila euro». Saranno coperti da finanziamenti statali? «In buona parte si. Ma l’esperienza di questi mesi ci induce a pensare a un nuovo modello economico finanziario, con un ruolo più importante dei privati», conclude l’archeologo tedesco.

Concerto per la Siria

Il maestro Muti dirigerà l’orchestra Giovanile Luigi Cherubini, con musicisti della Syrian Expat Philharmonic Orchestra, nella Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica” di Ludwig van Beethoven. Il concerto è dedicato al popolo siriano incarnato in due personaggi simbolo: la politica curda Hevrin Khalaf, in prima fila nella lotta per i diritti delle donne in Siria e per questo uccisa a 35 anni in un agguato nell’ottobre 2019, e il direttore del museo di Palmira Khaled al-Asaad, rimasto da solo a difendere il museo di Palmira dalla furia degli islamici dell’Isis che lo decapitarono, prima di devastare il museo. Con Muti ci saranno anche la musicista Aynur Dogan e l’artista Zehra Dogan, di origine curda e impegnate sulla questione femminile, entrambe oggetto di attacchi e censure. Il concerto sottolinea ancora una volta l’unione tra Palmira e Paestum, due luoghi protetti dall’Unesco.

Riccardo Muti: «Un cammino partito da Sarajevo»

«Veniamo a Paestum proseguendo il cammino delle Vie dell’Amicizia iniziato tanti anni fa in una Sarajevo martoriata dalle bombe. Veniamo con l’esecuzione dell’Eroica di Beethoven _ ha detto il maestro Muti nel presentare in un videomessaggio il concerto in programma nell’area archeologica – con quella marcia funebre che rispecchia il nostro stato d’animo per i massacri fatti contro la cultura e mi riferisco a Palmira, gemellata con Paestum, e sottolineando il nostro rapporto con la Siria».

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