ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùpagamenti

Pagamenti, Borsa punta su Nexi: alleanza con Intesa e fusione con Sia

Secondo un report degli analisti di Citi, l'alleanza da un miliardo che Nexi sta trattando con Intesa Sanpaolo non crea ostacoli a una successiva fusione con Sia per creare il campione italiano dei pagamenti. Il nodo della governance e dell'indipendenza della società per tutelare le altre 150 banche clienti di Nexi

di Alessandro Graziani


default onloading pic

2' di lettura

La possibile alleanza con Intesa Sanpaolonon comprometterebbe in futuro una possibile aggregazione di Nexi con Sia. È questo lo scenario su cui puntano gli analisti di Citi, in un report inviato agli investitori datato 27 novembre, che vedono in Nexi il perno del settore dei pagamenti in Italia. La fusione tra Nexi e Sia, da realizzarsi con ogni probabilità dopo la quotazione in Borsa anche di Sia (ma l'ipotesi non è specificata da Citi), ha tre motivazioni industriali: ha senso strategico; genera rilevanti sinergie; restringe il mercato italiano a concorrenti esteri.

Prima però Nexi dovrà gestire il probabile deal con Intesa Sanpaolo. Che ha molte ragioni inustriali, secondo gli analisti di Citi, per rendere «felici entrambe le parti». Due i criteri dirimenti perché l'operazione sia efficace: prezzo e indipendenza. Secondo Citi, tra le varie ipotesi apparse sulla stampa, lo scenario più probabile riguarda un deal del valore di un miliardo che dovrebbe portare Intesa ad avere una partecipazione in Nexi «a doppia cifra» ma con una quota inferiore a quella che, per esempio, ha Poste Italiane in Sia (17%).

La futura partecipazione azionaria in Intesa Sanpaolo in Nexi è ritenuta decisiva per non “spaventare” le altre 150 banche clienti di Nexi. Secondo Citi, le relazioni industriali delle altre 150 banche con Nexi potrebbero addirittura migliorare.

Con la joint venture con la più grande banca italiana, Nexi sarà spinta a migliorare ulteriormente la qualità dei servizi. E di conseguenza, le «banche più piccole potrebbero beneficiare dall'avere accesso a una delle piattaforme best-in-class in Italia senza prendersi il rischio di doversi rivolgere ad altri fornitori o imbarcarsi in costose migrazioni informatiche in cambio di piccoli incrementali risparmi».

Le trattative sono appena iniziate e non è ancora detto che vadano a buon fine. Ma è evidente che la creazione di un campione nazionale nel settore dei pagamenti, aperto in prospettiva a un merger con Sia, genererebbe un polo “italiano” con azionisti come Cdp, Poste e la stessa Intesa che avrebbe il gradimento anche di Governo e Autorità di Vigilanza.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...