ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe misure al vaglio

Pos, il limite di 60 euro per i pagamenti potrebbe abbassarsi: ecco perché

Pesa la bocciatura di Bankitalia, che si aggiunge alle perplessità di Bruxelles. Dal Mef nessuna conferma, ma il Governo è pronto a fare marcia indietro sul limite di 60 euro

di Manuela Perrone

Manovra, Corte dei Conti: "Norme su pos e cash incoerenti con Pnrr"

4' di lettura

Nessun limite, poi 30 euro, infine 60 euro. Ma l’epopea della soglia dalla quale scatta l’obbligo di accettare i pagamenti con Bancomat e carte di credito, accompagnata dall’addio alle sanzioni per chi rifiuta, non sembra ancora finita. Ed è attesa una retromarcia del Governo.

Il freno di Meloni

Anche se dal ministero dell’Economia, per ora, non arrivano conferme, non sono passate inosservate le parole pronunciate il 4 dicembre dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella sua nuova rubrica #gliappuntidiGiorgia: «Quella dei 60 euro è una soglia indicativa - ha ammesso la premier - e per me può essere anche più bassa. C'è ovviamente un'interlocuzione con la Commissione Ue, perché il tema del pagamento elettronico è fra gli obiettivi del Pnrr, bisogna vedere come andrà a finire».

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Le critiche di Bankitalia

Il 5 dicembre, un altro colpo alla norma della legge di bilancio sui pagamenti elettronici (dopo quello della Corte dei conti) è arrivato con l’audizione di Fabrizio Balassone, Capo del Servizio Struttura economica della Banca d'Italia, alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Balassone ha ricordato che «i limiti all'uso del contante, pur non fornendo un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione. In particolare - ha spiegato - negli ultimi anni sono emersi studi, anche condotti nel nostro Istituto su dati italiani, che suggeriscono che soglie più alte favoriscono l'economia sommersa; c'è inoltre evidenza che l'uso dei pagamenti elettronici, permettendo il tracciamento delle transazioni, ridurrebbe l'evasione fiscale».

Il «costo» del contante

Balassone ha smontato anche l’argomentazione più diffusa tra i fautori del contante, che il Governo ha favorito anche alzando a 5mila euro il tetto massimo per i pagamenti cash: il costo delle transazioni. «Con riferimento agli oneri legati alle transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici - ha riferito - è opportuno ricordare che anche il contante ha costi legati alla sicurezza (come quelli connessi con furti, trasporto valori, assicurazione). Nostre stime relative al 2016 indicano che, per gli esercenti, il costo del contante in percentuale dell'importo della transazione è superiore a quello delle carte di debito e credito».

Gli ostacoli dell’Europa e del Pnrr

Bankitalia ha richiamato esplicitamente il pericolo che le norme sui pagamenti in contante e l'introduzione di istituti che riducono l'onere tributario per i contribuenti non in regola entrino in contrasto «con la spinta alla modernizzazione del Paese che anima il Pnrr e con l'esigenza di continuare a ridurre l'evasione fiscale». Inevitabile il richiamo alle Raccomandazioni specifiche per l'Italia formulate dalla Commissione europea nell'ambito del semestre europeo, che «muovono da tale presupposto».

Giorgetti a Bruxelles

La bocciatura della Banca d’Italia arriva nel giorno in cui il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è a Bruxelles per l’Eurogruppo. Giorgetti è consapevole degli umori della Commissione, dove non è stato gradito il raddoppio (dai 30 euro della prima bozza di manovra a 60 euro del testo bollinato) del limite oltre il quale scatta l’obbligo di accettare i pagamenti con il Pos, per giunta accompagnato dallo stop alle sanzioni amministrative per chi rifiuta. Non perché l’Europa abbia competenze dirette nella disciplina delle soglie sotto le quali il pagamento deve essere in contanti, ma proprio per le ragioni esposte da Bankitalia: l’intralcio agli obiettivi fissati nel Pnrr. Quelli sì, un impegno formale anti-evasione concordato tra Italia ed Europa.

Salvini: «Difendo il principio»

A testimoniare il probabile dietrofront del Governo Meloni sono anche le affermazioni del più accanito sostenitore della norma: il leader della Lega e ministro delle Infrastrutture. «30 euro, 50 euro, 60 euro, non è quello», ha detto Matteo Salvini da Bruxelles a margine del Consiglio Ue Trasporti, lasciando intendere che la soglia può essere rivista al ribasso. «A me interessa sancire il principio che il cittadino deve essere libero di pagare come ritiene». Parole che confermano come i 60 euro sono una pagina in via di archiviazione: sarà già un risultato se il Governo italiano riuscirà a difendere il limite a 30 euro e non sarà costretto a toglierlo del tutto. D’altronde da Forza Italia il deputato Giorgio Mulè dice che non ne farebbe una «battaglia di religione» e ritiene che fissare l’asticella a 40 euro vada bene lo stesso. Mentre la collega azzurra Deborah Bergamini non vede proprio l’utilità delle soglie: «Tetti e vincoli sono ostacoli non necessari».

Opposizioni scatenate: Governo «confuso»

Le opposizioni ne approfittano per attaccare. Antonio Misiani, responsabile economia del Pd chiede di eliminare le norme incriminate: «Dopo la Corte dei Conti, anche Banca d’Italia boccia le norme sulla legge di bilancio su Pos e contanti. Giustamente. Favoriscono l'evasione, complicano la vita ai tanti italiani che usano la moneta elettronica e mettono a rischio il Pnrr. Il Governo le tolga di mezzo». Matteo Richetti, capogruppo di Azione-Italia Viva alla Camera, esorta a mettersi d’accordo: «Un giorno il tetto al contante è rivedibile, il giorno dopo va bene così com’è, un giorno Salvini straparla, poi arriva Meloni a spiegare. Peccato che i dubbi sui pagamenti digitali e flat tax ce li ha anche Bankitalia, non l'ultima bocciofila del Paese. Ne vorranno tenere conto, oppure insisteranno senza preoccuparsi di quello che i cittadini italiani si aspettano?».

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