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Pagelle fiscali, le cinque trappole da evitare per aumentare il voto

Mentre continua il pressing dei rappresentanti di commercialisti e altri professionisti per chiedere al nuovo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri di concedere la facoltatività nel primo anno di applicazione, gli operatori sono impegnati a fare la quadratura del cerchio su almeno 5 punti essenziali da monitorare prima di procedere con il calcolo in vista della scadenza del 30 settembre per i versamenti d’imposta

di Lorenzo Pegorin e Gian Paolo Ranocchi


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4' di lettura

Pagelle fiscali con verifiche last minute prima di procedere a confermare la posizione per i possibili adeguamenti. I continui aggiornamenti del software degli Isa (indicatori sintetici di affidabilità fiscale), gli ultimi chiarimenti ufficiali della circolare 17/E del 2 agosto scorso e quelli ufficiosi (su tutti quelli del 24 luglio emersi dal forum di Rete imprese Italia con agenzia delle Entrate e Sose) stanno richiamando gli operatori a dover rilanciare le funzioni di calcolo per tutte le posizioni presenti, in alcuni casi per recepire le modifiche, in altri anche solo per verificare che nulla sia cambiato rispetto alle versioni già elaborate nei mesi scorsi. Mentre continua il pressing dei rappresentanti di commercialisti e altri professionisti per chiedere al nuovo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri di concedere la facoltatività nel primo anno di applicazione, gli operatori sono impegnati a fare la quadratura del cerchio su almeno 5 punti essenziali da monitorare prima di procedere con il calcolo in vista della scadenza del 30 settembre per i versamenti d’imposta.

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Cause di esclusione

In prima battuta è necessario verificare che non operino sulla singola posizione specifiche ipotesi di esclusione dalla compilazione del modello. Anche grazie ai chiarimenti forniti dall’agenzia delle Entrate ora non vi sono più dubbi che, in tutte le ipotesi di operazioni straordinarie costituite, ad esempio, da cessione d’azienda, affitto d’azienda, conferimento, trasformazione, così come nel caso di ripresa dell’attività entro 6 mesi dalla cessazione, l’Isa non troverà mai applicazione, né per il soggetto che cessa, né per chi inizia.

In questi casi le imprese interessate incontreranno, a seconda delle singole ipotesi che si possono presentare, generalmente la causa di esclusione rinvenibile nell’inizio dell’attività o nella cessazione della stessa (rispettivamente codice 1 e 2 in dichiarazione dei redditi).

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Multiattività e codice prevalente

Sempre in via preliminare andrà verificato il codice di attività prevalente esercitato dall’impresa in funzione del quale applicare l’Isa corretto. In quest’ambito si consiglia anche di analizzare l’eventuale presenza di indicatori di anomalia appartenenti alla famiglia delle cosiddette «attività non inerenti». Tali indicatori segnalano, infatti la presenza, con ogni probabilità, di problemi inerenti la scelta del codice attività prevalente e quindi dell’Isa compilato.

In ipotesi di multiattività (attività secondarie maggiori 30%) si ricorda che, rispetto alle altre cause di esclusione dove il modello non va mai nemmeno compilato, qui vi è la necessità di dover allegare comunque l’Isa alla dichiarazione dei redditi, anche se in questo caso il contribuente pur in presenza di voto positivo non avrà mai alcun titolo per l’accesso al premiale.

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Gli importi precalcolati

Prima di procedere con il calcolo si ricorda altresì della necessità di verifica la correttezza delle operazioni di scarico dei dati dal cassetto fiscale. Come già segnalato (si veda il Sole 24 Ore di venerdì) si richiama l’attenzione sulla necessità di procedere con un nuovo scarico dei dati (possibile dal 3 settembre scorso) per le posizioni del comparto immobiliare, (Isa AG40U - AG50U e AG69U) in virtù delle problematiche riscontrate in relazione ai bonifici agevolati.

Per il resto questi dati dovranno essere verificati dal contribuente solo nelle ipotesi in cui dovessero scattare appositi indicatori di anomalia originati dal confronto fra gli elementi contabili dichiarati dal contribuente e quelli importati dal cassetto fiscale.

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I dati extracontabili…

Va analizzata anche la correttezza dei dati indicati nel modello (quadri A-B-C-D-E) soprattutto in ordine alla compilazione del quadro A dove indicare il personale (dipendente e non) addetto all’impresa. In un sistema che pesa i principali indicatori di affidabilità (ricavi, valore aggiunto e reddito) in funzione del numero di addetti, un errore in questo senso potrebbe costare davvero caro in termini di voto finale. L’agenzia delle Entrate ha più volte ribadito che negli Isa, avendo ridotto, rispetto agli studi di settore, il numero delle informazioni richieste nei rispettivi quadri, ogni dato da compilare risulta essenziale per l’esito finale elaborato dal software.

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…quelli contabili

Infine particolare cura dovrà essere riposta nel controllo dei dati del quadro F (imprese) e G (professionisti) del modello. Peculiare attenzione va rivolta specie per tutti i righi «di cui» presenti nel modello, ossia quei righi, per i quali le istruzioni richiedono un’analisi minuziosa dei costi presenti. Ci si riferisce in particolar modo ai dettagli previsti nel rigo F23 degli oneri residuali di gestione (si tratta di ben 9 campi interni), nel rigo F16 e F19 dedicati all’importo dei compensi destinati agli amministratori soci, nel rigo F27 (campi 2 e 3) destinato al dettaglio del valore dei leasing e dei beni a noleggio. Anche qui errori banali di compilazione potrebbero far scattare pericolosi indicatori di anomalia.

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