IL CONFRONTO CON L’AGENZIA SUGLI ISA

Pagelle fiscali, la proroga non basta ai commercialisti: «Isa facoltativi»

Pesano i ritardi per il debutto dell’operazione. Segnalati problemi di bassi punteggi anche in caso di piccole anomalie. Le Entrate: accoglieremo segnalazioni e siamo pronti a dare risposte in una o più circolari

di Giovanni Parente


default onloading pic

3' di lettura

La proroga dei versamenti al 30 settembre non basta. Il ritardo con cui è partita l'operazione delle pagelle fiscali (in gergo tecnico gli Isa, ossia indicatore sintetici di affidabilità fiscale) per oltre tre milioni e mezzo di partite Iva (ditte, società, professionisti) richiede una moratoria per il primo anno di applicazione. La compilazione deve essere considerare solo facoltativa. Una richiesta che arriva con forza dai rappresentanti del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec) nel corso del confronto organizzato con l'agenzia delle Entrate e Sose. Come spiegato dal consigliere delegato alla fiscalità, Gilberto Gelosa, «i gravi ritardi si sono riverberati sul ritardo del rilascio dei software da parte delle case che forniscono i gestionali, quindi la concreta operatività dello strumento si è potuta apprezzare solo a inizio luglio e ora i commercialisti si stanno misurando».

PER SAPERNE DI PIÙ/ Pagelle fiscali, slitta al 30 settembre la scadenza per versare le imposte

Gli otto passaggi necessari
Gelosa ha elencato ben otto passaggi che il professionista deve effettuare, tra cui rientra anche il controllo dei dati precompilati messi a disposizione dell'amministrazione finanziaria e relativi alla storia dei sette anni precedenti del contribuente. «È di tutta evidenza una grave situazione di disagio. E questa è i contrasto n con le disposizioni dello statuto del contribuente», ha continuato Gelosa.

Facoltatività della compilazione
La conversione del Dl crescita ha previsto la proroga dei versamenti al 30 settembre. Ma l’intervento legislativo, ad avviso del rappresentante dei commercialisti, non colma le esigenza di certezza e chiarezza che dovrebbero accompagnare un adempimento così complesso. Per questo motivo, anche alla luce di anomalie e malfunzionamenti, per il Cndcec va riconosciuta «per il primo anno di applicazione del nuovo strumento, la natura meramente facoltativa della compilazione dei modelli Isa, al fine di permettere un miglior affinamento dell'elaborazione statistica alla luce dei riscontri ricevuti in questo primo anno e, nel contempo, di non pregiudicare le legittime aspettative di accesso al regime premiale previsto dalla normativa a coloro che ne abbiano diritto».

In questo modo, si «consentirebbe a tutti i commercialisti di programmare per tempo l'attività dei propri studi professionali, senza essere costretti a dover gestire per l'ennesima volta situazioni di emergenza francamente poco tollerabili».

Barbantini (Entrate): spinta alla compliance
Pur riconoscendo le difficoltà del debutto, il vicedirettore delle Entrate Paolo Valerio Barbantini ha sottolineato la netta discontinuità con la precedente esperienza degli studi di settore: «Negli Isa c’è il superamento della logica ex post e della rigidità degli studi di settore. Oggi con gli Isa l'idea è guidare il contribuente ex ante, dandogli uno strumento che gli consenta di conoscere preventivamente il suo grado di affidabilità».

PER SAPERNE DI PIÙ/ La lotta all’evasione viaggia online ma aumentano gli adempimenti

Dialogo aperto con i commercialisti
Barbantini ha poi sottolineato che il canale con i commercialisti resterà aperto proprio per cercare di cogliere tutti gli aspetti, in particolar modo quelli problematici, di questa prima fase di prova sul campo. «La nostra idea è di fare tesoro anche di quesiti in cui non siamo in grado di dare risposta in questa sede e di recepirli in una o pià circolari, a seconda delle questioni e dei problemi a cui si renderà necessario dare soluzioni».

Le anomalie segnalate
Le prime problematiche applicative sono state segnalate dall’altro consigliere delegato alla fiscalità dei commercialisti, Maurizio Postal: «Dai primi riscontri dei test effettuati sembra che gli indici di anomalia inseriscano un punteggio pari ad 1 spesso senza graduazione in presenza di piccole anomalie, sia in termini di piccoli scostamenti rispetto ai valori ritenuti minimi sia per classi di ricavi irrisori».

Il caso delle società immobiliari
Una delle problematiche rimarcate da Postal riguarda le società immobiliari che presentano una analoga eccessiva sensibilità all'indice di anomalia relativo ai costi residuali di gestione. Spesso «le voci di costo che abbattono sensibilmente tale indicatore sono le imposte e tasse pagate penalizzando incomprensibilmente il punteggio finale, con una riduzione del tutto priva di logica economica».

Inoltre «ci viene segnalato che alcuni file Xml - ha fatto presente il consigliere nazionale del Cndcec - si fondano sui dati dei contratti di locazioni inviati con il software RLI: tali dati possono essere errati o fuorvianti in quanto i canoni originariamente dichiarati possono essere stati oggetto di rinegoziazione successiva. Un'ipotesi, peraltro, molto frequente in tempi di crisi economica. Si tratta di controlli preliminari che presuppongono un dispendio elevatissimo di tempo per una verifica puntuale».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...