L’EVOLUZIONE

PagineSì! «studia» la Borsa e cerca i nuovi partner

L’azienda, nata come produttore di elenchi telefonici, è ora una vera digital company con l’88% dei ricavi legati al web. Ma non ha abbandonato la comunicazione tradizionale

di Simona Rossitto


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La sede di Paginesì! nel palazzo Bazzani a Terni

4' di lettura

PagineSì!, gruppo umbro che opera nell’editoria pubblicitaria multimediale, è arrivato a un punto di svolta. Nato come produttore di elenchi telefonici e diventato una vera e propria digital company, si sta preparando, per la prima volta nei suoi 23 anni di vita, a crescere per linee esterne. A fine anno valuterà tra l’opzione Borsa, a cui guarda con interesse, e la ricerca di una partnership, magari proprio con le compagnie telefoniche con le quali si possono sviluppare sinergie nei servizi a valore aggiunto. Lo racconta lo stesso fondatore e presidente, Sauro Pellerucci, classe ’67, a cui fa capo il 92% della società. Nel 1996 Pellerucci lasciò la Seat Pagine Gialle dove lavorava e, approfittando della liberalizzazione del settore degli elenchi telefonici, diede vita all’azienda. Era un periodo di fermento per il settore, caratterizzato dall’avvio di simili iniziative, come quella, poi fallita, delle Pagine Utili di Fininvest. Oggi PagineSì! conta 45mila clienti business, tra piccole e medie imprese, micro imprese, negozi, 350 agenti e 150 tra dipendenti e collaboratori sparsi nelle 50 sedi nazionali. Sul versante dell’occupazione il gruppo non prevede numeri rilevanti di assunzioni: «Nella realtà di oggi – spiega Pellerucci - le esigenze cambiano in fretta, è troppo alto il rischio di assumere un eccessivo numero di persone senza sapere se l’indirizzo scelto possa essere confermato o meno nel breve periodo. Certamente assumeremmo molto di più - chiosa - se ci fosse più flessibilità nel mondo del lavoro». PagineSì!, che nel 2018 ha chiuso i conti con utile in calo per costi di ristrutturazione, continuerà a puntare sul business sostenibile. La società, su questo fronte, è considerata tra le punte di diamante del mercato, tanto che Pellerucci, insignito del premio “Impresa etica 2019”, è stato accostato a un altro imprenditore umbro umanista, Brunello Cucinelli.

Ora PagineSì! è chiamata a nuove sfide. E dire che l’azienda di svolte ne ha conosciute tante, tutte legate ai cambiamenti tecnologici. Cambiamenti che, avverte Pellerucci, il gruppo è riuscito a cavalcare e non a subire. Nel passaggio dal mondo della carta all’era digitale, «caso unico in Italia, siamo riusciti a incrementare il nostro business, mantenendo una crescita costante. Ad oggi, nel 2019, non abbiamo abbandonato la comunicazione tradizionale, anche perché la carta è un valore aggiunto per una fascia importante di clientela, ma siamo diventati una internet company a ciclo completo con l’88% dei ricavi legati al web».

PagineSì! ha da poco chiuso il bilancio per il 2018. I ricavi si sono attestati su 24,9 milioni, con una crescita del 2,2%; l’ebitda è aumentato del 25% a 1,4 milioni. L'ultima riga di bilancio mostra un utile di 241.182 euro, in calo del 45 per cento. Donatella Pellerucci, a.d. di PagineSì, spiega così la riduzione: «In ordine al completamento della ristrutturazione aziendale iniziata nel 2018, l’azienda nel IV trimestre dell’anno ha acquisito varie unità di dipendenti, per passaggio di personale da altre aziende subfornitrici. L’insourcing effettuato, circa 40 unità, ha comportato oneri ed investimenti che, secondo i nostri programmi, verranno ampiamente ricompensati entro il 2019. In più nel 2018 la società ha sostenuto costi di Ricerca & Sviluppo».

La società ternana, finora, è cresciuta solo per linee interne. «Oggi ci guardiamo intorno, possiamo essere credibili anche per chi ha capacità di investimento, riuscendo così a crescere più velocemente», spiega Pellerucci. In questa ottica l’approdo in Borsa «non lo escludiamo in nessun modo, stiamo guardando alla quotazione con interesse, e nel frattempo ci stiamo strutturando per essere più solidi e appetibili». Piazza Affari non è l’unica via considerata. «Il processo di cambiamento all’interno dell’azienda è iniziato a inizio 2018, e non è stato ancora completato. Alla fine di quest’anno decideremo quale percorso intraprendere. Non è escluso che troveremo dei partner con cui crescere assieme. Potrebbe esserci una convergenza tra operatori digitali come noi e soggetti che hanno capacità di investimento come i gruppi di tlc».

Pellerucci ha intenzione inoltre di tener viva l’attenzione sulla sostenibilità. Storicamente il gruppo è stato attivo nel recupero dei beni architettonici, nelle iniziative umanitarie ed ecologiche. Nel 2006, solo per fare un esempio, ha comprato 32 ettari di terreno vicino Orvieto che conta 46mila alberi da fusto in grado di assorbire 160 tonnellate di CO2. L'azienda si è distinta anche per copertine degli “Elenchi Telefonici Sì!” dedicate a battaglie come la lotta al femminicidio. E l’edizione dell’elenco di Treviso, con in copertina San Pio X, è stata da consegnata da Pellerucci nelle mani di Papa Francesco.

Più recentemente, a maggio scorso, è stata inaugurata, con la partecipazione del presidente di Confindustria, Francesco Boccia, la sede romana di PagineSì! al Salaria Sport Village. Sono quindi stati aperti i battenti della digital agency “lungostrada” di Sì!4Web, luogo accessibile ai clienti. «L’imprenditoria sostenibile – sintetizza Pellerucci - non solo non deve inquinare e deve gestire buoni rapporti con i dipendenti, ma arricchire il territorio. Noi ci sentiamo un punto di riferimento per Terni, per l’Umbria». Il quartier generale, peraltro, è a palazzo Bazzani, ex palazzo delle Poste a Terni, ristrutturato, neanche a dirlo, in chiave ecologica e denominato PalaSì.

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