Cambio della guardia

Pakistan, Shahbaz Sharif è il nuovo primo ministro

Dopo i disordini che hanno portato alla cacciata di Imran Khan, il Parlamento elegge il leader di opposizione

Aggiornato lunedì 11 aprile 2022, ore 16:40

Shahbaz Sharif, nuovo premier del Pakistan (Ap)

2' di lettura

Il parlamento pakistano ha eletto il deputato dell’opposizione Shahbaz Sharif come nuovo primo ministro, dopo una settimana di disordini politici che hanno portato alla cacciata del premier Imran Khan nel fine settimana. Ma la nomina di Sharif non garantirà un percorso pacifico né risolverà i problemi economici del paese, tra cui l’alta inflazione e una crisi energetica vertiginosa. Sharif, fratello dell’ex primo ministro caduto in disgrazia Nawaz Sharif, ha vinto con 174 voti dopo che più di 100 deputati del partito di Khan sono usciti dall’Assemblea nazionale per protesta. Questi 174 voti sono sufficienti per approvare le leggi nell’assemblea da 342 posti, ma se i seguaci di Khan scendono in strada per protesta, potrebbero mettere sotto pressione i deputati e acuire la crisi.

Per eleggere il nuovo primo ministro il Parlamento pachistano si è riunito lunedì 11 dopo il voto di sfiducia al premier Imran Khan che ha portato alla sua destituzione. L’opposizione aveva nominato come candidato Sharif, presidente del partito Lega musulmana del Pakistan Nawaz (Pml-N). Anche l’ex presidente Asif Ali Zardari aveva manifestato il suo sostegno a Shahbaz Sharif.

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Khan in carica dall’agosto 2018

Imran Khan è il primo premier pachistano a lasciare l’incarico dopo un voto parlamentare di sfiducia (a favore sono stati in 174 su un totale di 342 seggi dell’Assemblea nazionale). La votazione sulla mozione di sfiducia è iniziata dopo che il presidente del parlamento Asad Qaiser, alleato di Khan, si era dimesso. La Corte Suprema del Pakistan ha ordinato di condurre la votazione. Imran Khan, che ha lasciato la residenza ufficiale da primo ministro, si è trasferito nella sua casa a Bani Gala situata alla periferia di Islamabad. Aveva assunto il suo incarico il 18 agosto del 2018.

La chiamata alla piazza

Anticipando la sua uscita, Khan ha accusato l’opposizione di collusione con gli Stati Uniti per spodestarlo, invitando i suoi sostenitori a organizzare manifestazioni a livello nazionale. Le opzioni di Khan sono limitate e solo in caso di grande affluenza a sostegno potrebbe cercare di mantenere lo slancio delle proteste di piazza come un modo per fare pressione sul Parlamento affinché tenga elezioni anticipate.

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