LA MEMORIA DEL MAGISTRATO

L’Anm espelle Palamara. La replica: espulso da chi mi chiedeva aiuto

L’ex numero uno dell’associazione magistrati contrattacca: ”Mi è stato negato il diritto di parola”. Salvini: espulsione non basta

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(ANSA)

L’ex numero uno dell’associazione magistrati contrattacca: ”Mi è stato negato il diritto di parola”. Salvini: espulsione non basta


3' di lettura

Il Comitato direttivo centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati all'unanimità ha respinto la richiesta del pm romano Luca Palamara di essere ascoltato, prima della pronuncia del parlamentino delle toghe che ha decretato la sua espulsione dal sindacato dei magistrati, con una sola astensione. Palamara era stato presidente del’Anm tra il 2008 al 2012, ai tempi di Berlusconi e delle leggi ad personam.

Ha commesso gravi e reiterate violazioni del codice etico: è per queste ragioni che l'Associazione nazionale magistrati ha decretato l'espulsione del pm romano Luca Palamara, indagato a Perugia per corruzione. E' la prima volta che un provvedimento così drastico viene assunto nei confronti di un ex presidente dell'Anm.

Solo qualche giorno fa Palamara aveva chiesto di essere ascoltato per poter chiarire la sua posizione. Ma il Comitato direttivo centrale ha ritenuto che questa audizione non si potesse compiere perché non è previsto dal suo statuto. L'audizione può avvenire solo davanti al collegio dei probiviri, dinanzi al quale Palamara non si è mai presentato.

La memoria difensiva

“Mi è stato negato il diritto di parola. Nemmeno nell'Inquisizione”. Così Luca Palamara , commenta a caldo la decisione dell'Anm di non ascoltarlo prima del voto sull’espulsione. “Chiedo scusa ai tanti colleghi che sono fuori dal sistema delle correnti, che inevitabilmente saranno rimasti scioccati dall'ondata di piena che rischia ingiustamente di travolgere quella magistratura operosa e aliena dalle ribalte mediatiche. Per loro sono disposto a dimettermi ma solo se ci sarà una presa di coscienza collettiva e se insieme a me si dimetteranno tutti coloro che fanno parte di questo sistema. Non farò il capro espiatorio di un sistema”.Lo afferma in una memoria Luca Palamara.

“Espulso da chi mi chiedeva aiuto”

“Ognuno aveva qualcosa da chiedere, anche chi oggi si strappa le vesti. Penso ad alcuni componenti del collegio dei probiviri che oggi chiedono la mia espulsione, oppure a quelli che ricoprono ruoli di vertice all'interno del gruppo di Unicost, o addirittura ad alcuni di quelli che siedono nell'attuale Comitato direttivo centrale e che hanno rimosso il ricordo delle loro cene e dei loro incontri con i responsabili Giustizia dei partiti di riferimento”. E' l'attacco di Luca Palamara ai suoi “giudici”.

“Non mi sottrarrò alle responsabilità politiche del mio operato per aver accettato 'regole del gioco' sempre più discutibili. Ma dev'essere chiaro che non ho mai agito da solo. Sarebbe troppo facile pensare questo”. Lo sottolinea Luca Palamara nella memoria che avrebbe voluto presentare al Comitato direttivo centrale dell'Anm.

“Credo ci sia bisogno di un confronto collettivo” aggiunge Palamara all'esterno della Cassazione, dove si è riunito il Comitato direttivo centrale dell'Anm. “: chi sta qui fa parte del sistema delle correnti che prevedeva che si parlasse con Palamara ma anche con i rappresentanti degli altri gruppi associativi. Sicuramente ci sono stati errori ed eccessi. Il fine non può giustificare i mezzi, quel sistema ha fallito e con me hanno fallito tutti coloro che di quel sistema facevano parte, anche chi siede qui dentro”, ha dichiarato Palamara.

“La politica ha un lato oscuro”

In un altro passaggio della sua memoria per l'Anm scrive: Luca Palamara: “Le nomine dei dirigenti giudiziari sono il frutto di estenuanti accordi politici. Talvolta esse conducono alla designazione di persone degnissime e meritevoli di ricoprire i posti per cui hanno fatto domanda. Ma la politica ha anche un lato oscuro. Fuori di metafora in alcuni casi le nomine hanno seguito solo logiche di potere nelle quali il merito viene sacrificato sull'altare dell'appartenenza”.

Salvini: espulsione non basta

''Un primo segnale di cambiamento è stato dato, ma non basta. Una profonda riforma della Giustizia, civile, penale e amministrativa è fondamentale per rilanciare l'Italia. Tempi certi dei processi, certezza della pena, separazione delle carriere: la Lega è pronta''. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando l'espulsione di Palamara dall'Anm.

Sospeso anche Criscuoli

Sospensione per 5 anni per l'ex consigliere del Csm Paolo Criscuoli. Lo ha deciso il Comitato direttivo centrale dell'Anm. Per gli altri ex togati che, con Luca Palamara e i politici Luca Lotti e Cosimo Ferri parteciparono all'incontro all'hotel Champagne in cui si parlò delle nomine dei procuratori di Roma e di Perugia, è stato invece deciso il non luogo a provvedere perché, intanto, si sono dimessi dall'Anm. Diversa la posizione di Ferri, che è magistrato in aspettativa. Secondo il Comitato direttivo centrale, Ferri è ancora socio dell'Anm a differenza di quanto sostenuto dal diretto interessato e almeno da una parte dei probiviri: per questo sono stati rinviati gli atti al collegio dei probiviri, che ora dovranno procedere con una proposta

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