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Palantir. il gigante del software pronto al debutto a Wall Street con una valutazione di 22 miliardi $

Il debutto nel mercato finanziario americano del colosso di software e big data è previsto il 30 settembre attraverso un direct listing

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

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Alex Karp, ceo di Palantir colosso del big data pronto a maxi-Ipo a Wall Street (Afp)

Il debutto nel mercato finanziario americano del colosso di software e big data è previsto il 30 settembre attraverso un direct listing


2' di lettura

NEW YORK - Palantir pronta al debutto a Wall Street mercoledì 30 settembre. La società di software e di big data che fa affari con i governi, le agenzie di intelligence e le multinazionali si prepara alla quotazione alla borsa americana non con la tradizionale Ipo ma attraverso un direct listing, sulla scia di quanto già fatto in passato da altre società tech come Spotify e Slack. Le banche che seguono il processo di quotazione hanno comunicato agli investitori che le azioni di Palantir potrebbero cominciare a essere scambiate con un prezzo di circa 10 dollari. Prezzo che porterebbe la valutazione di mercato della società a circa 22 miliardi di dollari.

Fondata nel 2003, la società hi-tech Palantir ha preso il nome dalle pietre veggenti capaci di avere visioni del passato e del presente raccontate nel “Signore degli anelli” da J.R.R. Tolkien. Si è sviluppata in fretta grazie agli investimenti di In-Q-Tel, venture capital legato alla Cia, che è poi diventata uno dei primi clienti di questa società che realizza software e big data per agenzie governative e multinazionali. Più volte finita nel mirino delle critiche nell’ambiente liberal della Silicon Valley negli ultimi anni per aver fornito le tecnologie di sorveglianza all’Immigration Customs Agency Usa e alla polizia americana e per il sostegno aperto del co fondatore Peter Thiel alle politiche di destra del presidente Donald Trump su immigrazione e “dreamers”.

Palantir ha spostato la sua sede dalla California al Colorado, a Denver. E come molte aziende hi-tech che scelgono a un certo punto di quotarsi in Borsa nei suoi 17 anni di storia non ha mai registrato un esercizio in utile: nell’ultimo anno fiscale 2019 ha riportato perdite per 580 milioni di dollari.

Negli ultimi documenti presentati alla Sec alla vigilia della quotazione, Palantir ha comunicato che prevede una crescita record dei ricavi nel 2020, con un fatturato al +42% a fine anno, pari a 1,06 miliardi di dollari. Con un utile operativo adjusted a 121 milioni di dollari, e un margine dell’11,5%.

Nel direct listing di Palantir gli investitori esistenti venderanno il 20% delle loro quote azionarie a nuovi investitori. Per gli analisti che hanno studiato il business model di Palantir la sfida fondamentale della società sarà quella di allargare la sua base solida ma limitata di clienti dagli attuali 125 clienti, attraverso gli sviluppi futuri dei suoi software personalizzati e facili da usare per gli utenti.

Nel 2015 Palantir era stata valutata dagli investitori 20 miliardi, ma il suo valore si è diluito negli ultimi anni: la società specializzata PitchBook a inizio mese valutava Palantir 8,8 miliardi. Come le quotazioni delle aziende tecnologiche che l’hanno preceduta con il “direct listing”, la valutazione della società è destinata secondo gli osservatori a salire nel giorno del debutto. Nel 2018 nel direct listing di Spotify le azioni vennero scambiate al debutto a 165,9 dollari da un prezzo di riferimento di 132 dollari. Lo stesso avvenne con Slack Technologies lo scorso anno che cominciò ad essere scambiata a Wall Street con 38,5 dollari ad azione da un prezzo di riferimento di 26 dollari.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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