RIGENERAZIONE URBANA

Palasport e hotel, a Bergamo via agli scavi per Chorus Life

Dopo la maxi bonifica, parte il cantiere per la riqualificazione dell’area dismessa ex Ote, con i suoi 65 mila metri quadri destinati a palazzo dello sport, alberghi e residenze nel verde. Inaugurazione, nel 2022.

di Paola Pierotti

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Panoramica - vista aerea

Dopo la maxi bonifica, parte il cantiere per la riqualificazione dell’area dismessa ex Ote, con i suoi 65 mila metri quadri destinati a palazzo dello sport, alberghi e residenze nel verde. Inaugurazione, nel 2022.


3' di lettura

Al via il conto alla rovescia per Chorus Life. A tre anni dal primo masterplan firmato Joseph Di Pasquale, in seguito alla conclusione del percorso di bonifica dell’area ex Ote, sono partite a Bergamo le opere di consolidamento e le attività di scavo che porteranno alla nascita del progetto promosso da Domenico Bosatelli, presidente di Chorus Life e Gewiss. Inaugurazione già calendarizzata per l’8 aprile 2022 e in cantiere si stima si potrà arrivare a picchi di 500 unità. Primo step del nuovo format immobiliare sarà l’hotel.

Il progetto
Il progetto prevede che su un un’area di 150mila mq intervenga un’iniziativa privata di 65mila mq di superficie e 43mila mq di superficine lorda insediata. Tra le funzioni private, un’area polivalente con capienza sportiva di 5mila posti, un’area food annessa all’arena, un’area wellbeing con una spa e un club, un’area family e un’area hospitality (con un hotel 4 stelle superior di 110 stanze). L’operazione include 75 alloggi e spazi commerciali di servizio. Per quanto riguarda le opere pubbliche sono previste una palestra, infrastrutture e servizi. Il tutto per un costo quantificato in 200 milioni di euro, totalmente finanziato e gestito dal promotore.

Innovazione dei servizi immobiliari
Novità nel concept con una struttura intergenerazionale, dove si scardinerà il concetto di spazi esclusivi per giovani, famiglie e anziani, con attività che si integreranno e valorizzeranno a vicenda. Non solo, Chorus Life sarà anche un laboratorio di sperimentazione in termini di digitalizzazione e industrializzazione edilizia.
«La corsa contro il tempo è iniziata – ha dichiarato Francesco Percassi, presidente di Costim, gruppo industriale attivo lungo tutta la filiera del real estate che punta sull’innovazione digitale –. Costim è nata per realizzare Chorus Life, ma anche per replicare questo concept in altre città». Ed è Jacopo Palermo, amministratore delegato della stessa società che conta tra i suoi partner Immobiliare Percassi, Polifin, Elmet e Gualini, a spiegare che «il laboratorio Chorus Life Bergamo si caratterizza per tutte le componenti mixed use di un progetto di real estate, ma queste potranno essere differentemente componibili. Costim può fornire un prodotto chiavi in mano con servizi integrati, ma guardando al futuro, ci immaginiamo di riuscire a coinvolgere potenziali investitori interessati: potrebbero quindi verificarsi delle situazioni con degli spacchettamenti concept e masterplan, ma anche sola realizzazione, senza mettere in campo necessariamente tutta la filiera».

Intanto il laboratorio bergamasco prende il via con tutta la catena del valore, fino alla gestione e al facility management, dove ci sarà il vero guadagno dell’investimento. «Stiamo provando a ragionare a livello progettuale – ha commentatoPalermo – per fare un po’ di produzione off site, soprattutto per gli involucri e le opere a secco, serve tanta pianificazione di processo».
«Partiamo da Bergamo con il sostegno dalla Regione Lombardia in piena sintonia con il governatore Attilio Fontana, ma siamo pronti per replicare questo prototipo in altre città, a partire da Pavia – ha annunciato Domenico Bosatelli – e 100 iniziative in Italia potrebbe essere un target».

Il progetto
Questo progetto pilota di rigenerazione urbana sembra trovare, tra l’altro, un allineamento con le previsioni della nuova legge urbanistica regionale dove è prevista la valorizzazzione di aree industriali che da 5 anni non producono economia, anche con incentivi fiscali e di volumetrie.
Il grande ingresso con i volumi sfalsati, la prua dell’hotel, la facciata dinamica dell’arena sono solo alcuni dei riferimenti iconici del progetto. «Il gesto architettonico di Chorus Life è relazionale: il sistema di edifici crea un perimetro per lo spazio vuoto centrale, quello della piazza. Questo è solo l’incipit – ha commentato Di Pasquale – di un racconto urbano rispetto al quale il visitatore si sentirà personaggio attivo di una storia, e delle tante storie che qui avranno luogo».

Infine, è Bosatelli a dettagliare l’iter per altre opportunità da lanciare nel prossimo futuro: «iniziamo con una consultazione con la pubblica amministrazione per valutare se c’è l’interesse per avviare un’opera pubblica finanziata dai privati, insieme cerchiamo il terreno o un’area dismessa, e al privato chiediamo se vuole cedere l’area o partecipare al processo. A seguire, diamo incarico ad una banca del territorio per cercare dei finanziamenti per la parte equity. A quel punto – ha concluso – si parte con il masterplan e il business plan e si avvia l’iter burocratico per passare alla progettazione dettagliata, agli appalti e al cantiere». Tutto questo con un piano economico e finanziario che tiene conto delle ricadute in termini di gestione dell’operazione e delle sue singole componenti.

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