Ospitalità

Palazzo Avino riapre e punta all’espansione

Il celebre hotel di Ravello lancia sette suite create dall’architetto Cristina Celestino

di Paola Dezza

2' di lettura

È una delle eccellenze dell'ospitalità italiana. A Ravello, Palazzo Avino domina la scenografica Costiera Amalfitana. L'antica dimora gentilizia che risale al XII secolo è stata rivisitata e trasformata in hotel dalla famiglia Avino sul finire degli anni Novanta. Alla riapertura nel 1997, dopo due anni di restauro conservativo, quella che fu la residenza della famiglia Sasso aprì con 43 stanze, di cui dieci suites, che hanno iniziato ad accogliere gli ospiti.

Quella che fu la visione imprenditoriale di Giuseppe Avino è oggi compito delle figlie Mariella, Attilia e Mariavittoria.

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«Già la famiglia Sasso aveva iniziato la tradizione dell'ospitalità in maniera rudimentale – racconta Mariella, managing director - ospitando artisti e scrittori per periodi brevi di vacanza».

L'immobile, che fa parte dei beni vincolati, domina la costa dalla collina di Ravello, con una vista privilegiata, mentre all'interno il giardino d'inverno ricorda una sorta di riad marocchino, un luogo scenico sul quale si affacciano i piani delle camere.

«Dopo il fatturato record del 2019, 10,5 milioni di euro, l'estate scorsa è stata complicata per via del Covid - racconta -. Abbiamo aperto a metà luglio e chiuso a metà settembre. La nostra clientela di riferimento è americana e inglese, solo il 5% del mercato è italiano».

Quest’anno l’hotel ha aperto a fine maggio, con come prospettiva una stagione migliore della precedente (da vedere il dossier hotel sulle riaperture).

Ma è proprio grazie alla pandemia che la clientela italiana ha scoperto la struttura. L'hotel ha 43 in totale, di cui 10 suites (tra junior e deluxe con vista mare). Sette di queste fanno parte della capsule collection creata in collaborazione con l'architetto Cristina Celestino nelle nuances del sabbia, corallo e acquamarina.

Per il futuro? Un progetto di espansione. «Bisogna però trovare la location giusta» dice Mariella.

A due passi dall'hotel, invece, è stata aperta nel 2019 The Pink Closet, la boutique-wunderkammer progettata sempre da Cristina Celestino. Curata da Mariella Avino, The Pink Closet è il luogo dove si trovano ricordi di viaggio, abiti e oggetti. Il lavoro di ricerca va da New York a Londra, da Creta a New Delhi, da Como, dove si realizzano sete ad hoc, alle piccole sartorie napoletane dove con le stesse sete vengono realizzati i pink pajama.

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