RUSSIAGATE

Conte smentisce Salvini: Savoini alla cena con Putin su invito della Lega

Lo staff del presidente del Consiglio attribuisce ad ambienti leghisti la scelta di invitare Savoini al Forum Italia-Russia. La sua presenza alla cena è stata «sollecitata» da Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche del vicepremier Salvini


Lega, nuove grane su caso Russia

3' di lettura

L’invito di Gianluca Savoini al Forum Italia-Russia «è stato sollecitato dal signor Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepresidente Salvini». Così Palazzo Chigi rilancia la palla nel campo del Carroccio, dopo gli ultimi sviluppi del Russiagate.

«Dopo aver compiuto tutte le verifiche del caso», aggiunge il comunicato della Presidenza del Consiglio, si è arrivati alla conclusione che Savoini «tramite l’Ufficio di vicepresidenza, ha giustificato l’invito in virtù del ruolo dell'invitato di Presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e ha chiesto ai funzionari del premier di inoltrarla agli organizzatori del Forum». Pertanto l’invito alla cena con Putin la sera del 4 luglio, «è stata una conseguenza automatica della sua partecipazione al Forum».

Il «doveroso chiarimento» di Palazzo Chigi
L’evidente presa di distanze, dopo gli ultimi dettagli che emergono sulla vicenda, è giudicata dai collaboratori del premier Giuseppe Conte «un doveroso chiarimento», poiché «continuano a pervenire alla presidenza del Consiglio richieste di informazioni sulla presenza del signor Gianluca Savoini alla cena». «Come già anticipato, il presidente del Consiglio non conosce personalmente il signor Savoini», ribadisce Palazzo Chigi, precisando che il Forum è stato organizzato dalla presidenza del Forum stesso e dall’Ispi. Conte non è il primo a rimarcare la sua estraneità a Savoini, considerato prima dello scandalo come un emissario del Carroccio a Mosca. Dopo il caso innescato dalla pubblicazione dell’audio su BuzzFeed, anche all’interno del partito sono arrivati diverse prese di distanza dall’uomo politico che avrebbe dovuto fare da «sherpa» per Salvini nei suoi rapporti con il Cremlino. Lo stesso vicepremier ha scaricato immediatamente il suo ex collaboratore, sostenendo che la presenza di Savoini in diverse circostanze ufficiali fosse dettata da iniziative a titolo personale.

Di Maio invita Salvini a non temere l’Aula
Dopo la precisazione di Conte, interviene via Facebook anche il vicperemier e leader M5S Luigi Di Maio. Con una posizione critica ma anche cauta. Critica verso il no di Salvini alle richieste di riferire in Aula che arrivano dall’opposizione. «Quando il Parlamento chiama, il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione», scrive, attenuando la critica con un “consiglio” all’alleato di governo: «Quando si ha la certezza di essere strumentalizzati, l'aula diventa anche un’occasione per dire la propria, difendersi e rispondere per le rime alle accuse, se considerate ingiuste».

Di Maio: inchiesta sui finanziamenti alla politica
Di Maio lancia poi la proposta di un’inchiesta generalizzata sui finanziamenti alla politica: «Se ci sono sospetti su finanziamenti ai partiti, si fa una commissione di inchiesta per tutti i partiti. Riteniamo doveroso garantire la tracciabilità dei soldi che un partito incassa durante una campagna elettorale. Il M5s, con la SpazzaCorrotti, ha obbligato tutti a rendere pubbliche le donazioni, non ci si può tirare indietro».

Attesa per gli interrogatori
I pm di Milano che indagano Savoini per corruzione internazionale dovrebbero interrogarlo lunedì. Ed è stato convocato in Procura anche Gianluca Meranda, dopo la sua «autodenuncia» come secondo uomo presente all’incontro con i russi all’hotel Metropol di Mosca per trattare la partita di carburanti e il presunto finanziamento alla Lega .

Pd all’attacco, Zingaretti sente Fico e Casellati
Dopo aver chiesto, per ora inutilmente, che Salvini riferisca in Parlamento, il Pd torna a chiedere le sue dimissioni . Il segretario Nicola Zingaretti ha contattato al telefono questa mattina i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico e ha chiesto loro che il governo venga chiamato a riferire immediatamente alle Camere sulla vicenda che riguarda Salvini. «Palazzo Chigi smentisce Salvini su Savoini. A questo punto non basta riferire in Parlamento. Chi dice falsità per coprire truffe e truffatori non può fare il ministro dell'Interno di un grande paese democratico», scrive su Twitter il presidente Dem Pd Paolo Gentiloni.

Fi: niente scorciatoia giudiziaria
Si dissocia invece dalla «scorciatoia giudiziaria» Forza Italia: «Questo governo prima va a casa meglio è per l'Italia, Forza Italia lo dice da un anno, ma cerchiamo di buttarlo giù con le armi della politica, non attraverso la solita scorciatoia giudiziaria», dice Anna Maria Bernini, presidente dei senatori Fi.

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