esecutivo in bilico

Mattarella riceve Conte: «Uscire dallo stato di incertezza»

Dopo le dimissioni delle ministre di Iv il segretario dem Nicola Zingaretti ha parlato di «errore gravissimo contro l'Italia». Dure le reazioni anche in casa M5s. «Credo che nessuno abbia compreso le ragioni di questa scelta» ha scritto in un post il capo politico del M5s Vito Crimi

Recovery plan: via al Piano di ripresa e resilienza da 210 miliardi

4' di lettura

Uscire velocemente da una condizione di incertezza: è l’esortazione che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha rivolto al premier Giuseppe Conte in un incontro al Quirinale sullo stato dei rapporti nella coalizione che potrebbero portare a breve a una crisi di governo. Dopo il colloquio il premier ha lanciato segnali distensivi a Matteo Renzi augurandosi che il leader di Italia viva non ritiri le sue due ministre e che non si arrivi a una crisi di governo. Segnali che però non sono stati raccolti alla luce delle dimissioni in serata delle due ministre e del sottosegretario Scalfarotto.

Dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri alla bozza di Recovery plan con l’astensione delle due ministre di Italia viva Teresa Bellanova ed Elena Bonetti Renzi ha annunciato infatti l’addio all’Esecutivo nella conferenza stampa svoltasi dopo le 18. Eppure nel primo pomeriggio Conte dopo il colloquio al Colle con Sergio Mattarella aveva aperto al leader di Iv: «Credo che una crisi non sarebbe compresa dal Paese in un momento in cui ci sono tante sfide» aveva detto. E per questo si era augurato che non si arrivasse a una rottura con Renzi, assicurando: «Sto lavorando ad un patto di legislatura e serve uno spirito costruttivo. Confido che ci si possa trovare intorno a un tavolo. Se c’è disponibilità di confrontarsi in modo leale sono convinto si possa trovare il senso di una maggiore e nuova coesione». Quanto ai “responsabili”, cioè parlamentari che potrebbero subentrare a Iv nella maggioranza Conte aveva chiarito:«Ho sempre detto che ci vuole una maggioranza solida per portare avanti l’azione del governo».

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Crimi (M5s): da Renzi decisione incomprensibile

Dure le reazioni in casa M5s dopo l’annuncio di Renzi delle dimissioni delle ministre di Iv. «Mentre il Paese affronta con fatica, impegno e sacrificio la più grave crisi sanitaria, sociale ed economica della storia recente, Renzi sceglie di ritirare la propria delegazione di ministri. Credo che nessuno abbia compreso le ragioni di questa scelta» ha scritto in un post il capo politico del M5s Vito Crimi. «Non c'è nessun merito nella fuga dalle responsabilità. Il MoVimento 5 Stelle continuerà a lavorare per i cittadini al fianco di Giuseppe Conte» gli fa eco su Fb il capodelegazione M5S Alfonso Bonafede.

Zingaretti: da Iv errore gravissimo contro l’Italia

Preoccupazione e irritazione anche in casa dem. «Quello di Italia Viva è un errore gravissimo contro l'Italia. Abbiamo bisogno di nuovi investimenti, di combattere la pandemia e non di una crisi di governo» ha detto al Tg1 il segretario dem Nicola Zingaretti, che ha convocato per giovedì mattina l'ufficio politico del partito. «Conte aveva assicurato la disponibilità per un patto legislatura e questo rende scelta Italia viva ancora più incomprensibile. Ora è a rischio tutto, dagli investimenti nel digitale alla sanità» ha aggiunto il leader dem. E il vicesegretario Pd Andrea Orlando, dopo l'annuncio delle dimissioni delle ministre Iv, ha parlato di «un grave errore fatto da pochi che pagheremo tutti».

Centrodestra: Conte si dimetta, poi via maestra è il voto

Dal centrodestra è unanime la richiesta di elezioni anticipate. «Il centrodestra - prima forza politica del Paese - chiede che il Presidente del Consiglio prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o, diversamente, si presenti domani in Parlamento per chiedere un voto di fiducia. Se non ci sarà la fiducia, la via maestra per riportare al governo del Paese una maggioranza coesa ed omogenea, con un programma condiviso e all'altezza dei problemi drammatici che stiamo affrontando, resta quella delle elezioni» si legge in una nota congiunta dei leader dell'opposizione, che ribadiscono la loro «indisponibilità a sostenere governi di sinistra»

L’ipotesi “responsabili”

Continuano a circolare voci e “conteggi” sui possibili “responsabili” pronti a prendere il posto di Iv al Senato: si accredita l'uscita di 4 senatori dal gruppo di Renzi e ben 8 da Forza Italia. Ma una maggioranza che si regga su numeri non certi non convince il Pd. «Serve una maggioranza politica con Iv dentro», chiarisce il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci.

Lo scontro sul Mes

È sul Mes che si è consumato l'ultimo scontro in Cdm tra Iv, Conte e gli altri partiti alleati. Le ministre renziane definiscono «incomprensibile» la rinuncia al fondo salva-Stati, lamentano ritardi sulle urgenze del Paese e sui nuovi ristori. «Il Mes non è compreso nel Next Generation, non è questa la sede per discutere il punto», è stata la replica di Conte, che ha invitato a «non speculare sul numero dei decessi in Italia per invocare l'attivazione del Mes», con «un accostamento che offende la ragione e anche l'etica». Mentre il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ricordato quanto fatto per contrastare la pandemia, anche in termini di risorse.

ALLOCAZIONE DELLE RISORSE DEL PNRR
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Il doppio Cdm

Nelle scorse ore intanto Conte ha convocato un doppio Cdm, uno in serata sul nuovo dl anti-Covid (con lo stato di emergenza che potrebbe essere prorogato al 30 aprile), l'altro giovedì sul nuovo scostamento per i ristori di gennaio. Tentando così di mettere in cassaforte i provvedimenti più cruciali per il Paese in questo momento.

Tentativi di accordo sulla nuova squadra

Nonostante il quadro politico lacerato, i pontieri hanno continuato a lavorare all'accordo sulla nuova squadra di governo. Tra le ipotesi di nuovo ingressi più accreditate ci sono quelle dei renziani Ettore Rosato al Viminale e di Raffaella Paita alle Infrastrutture (in calo nelle ultime ore l'ingresso di Maria Elena Boschi, che non sembra essere disponibile). In caso di spacchettamento del suo ministero la democratica Paola De Micheli resterebbe ai Trasporti, altrimenti traslocherebbe al Lavoro al posto della pentastellato Nunzia Catalfo. Le caselle dell'Economia, degli Esteri della Difesa non dovrebbero essere toccate anche per andare incontro ai desideri del Capo dello Stato. Per quanto riguarda il Pd, il nuovo ingresso di peso sarebbe quello di Andrea Orlando come vicepremier o come sottosegretario alla Presidenza al posto di Riccardo Fraccaro. La quadra si chiuderebbe con la delega ai servizi segreti nelle mani dell'attuale ministra degli Interni Luciana Lamorgese e con la compensazione di un ministero di spesa per il M5s in caso di perdita del Lavoro. Il tutto, naturalmente, solo se nelle prossime ore il campo sarà sminato.

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