Venezia

Palazzo Grassi riparte nel segno di Cartier Bresson

L'importante mostra verrà poi trasferita nelle sale della Bibliothèque nationale de France

di Silva Menetto

3' di lettura

A Venezia anche Palazzo Grassi riapre al pubblico e regala un coinvolgente omaggio al maestro della fotografia Henry Cartier Bresson, realizzato da cinque curatori d'eccezione, e una monografica dell'artista Youssef Nabil.
Quella foto di Alberto Giacometti sotto la pioggia in Rue d'Alésia, che tenta di coprirsi con l'impermeabile e diventa incredibilmente simile a una delle sue sculture; o quella del ragazzino di Rue Muffetard, che se ne va spavaldo con due bottiglioni sotto il braccio; o ancora il ritratto di Ezra Pound, in controluce, sulla poltrona, perso nei suoi pensieri.

Storia del Novecento

Immagini in bianco e nero che raccontano la storia del Novecento, la nostra storia: è qui che si innesta il “grande gioco”, “Le Grand Jeu” creato a Venezia dalla Collezione Pinault a Palazzo Grassi. Una mostra inaugurata lo scorso 11 luglio 2020 e poi congelata a causa del lockdown che adesso riapre al pubblico a ingresso gratuito dall'11 al 26 febbraio ma solo il giovedì e il venerdì, dalle 10 alle 19.

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Sei giorni di apertura per offrire ancora la possibilità di visitare l'importante mostra prima che venga trasferita nelle sale della Bibliothèque nationale de France, sede della seconda tappa espositiva.

L'omaggio di Palazzo Grassi al padre nobile dell'arte dello scatto è un gioco di specchi: un ammiccamento, un intreccio originale tra le scelte del maestro e le scelte di cinque curatori d'eccezione alle prese con la sua opera. Il progetto espositivo, inedito, è ideato da Matthieu Humery e realizzato con la Bibliothèque nationale de France e la Fondation Henri Cartier-Bresson.

I soggetti coinvolti sono il collezionista François Pinault, la fotografa Annie Leibovitz, il regista Wim Wenders, lo scrittore Javier Cercas e la conservatrice e direttrice del dipartimento di Stampe e Fotografia della Bibliothèque nationale de France Sylvie Aubenas. A ciascuno di loro è stato chiesto di compiere una selezione all'interno della “Master Collection”, la raccolta dei 385 scatti scelti da Cartier Bresson come i più importanti e i più significativi della sua carriera.

I cinque “super-curatori” hanno avuto piena libertà di scegliere le foto, la loro disposizione, le cornici, i colori delle pareti delle stanze, in maniera tale che si sono venute a creare cinque mostre autonome pur partendo dagli stessi materiali.I giovedì e venerdì di febbraio sarà possibile visitare anche la seconda mostra ospitata a Palazzo Grassi, “Once Upon a Dream”, monografica dell'artista egiziano Youssef Nabil. Anche in questo caso si tratta di foto, ma molto particolari: sala dopo sala scorrono immagini tra gli anni Sessanta e Ottanta di un Egitto che non c'è più, ritratti di dive del cinema, locandine di film. Le foto sono ritoccate a mano col colore dall'artista, secondo una tecnica molto in uso nel secolo scorso che Nabil ha fatto sua. Il risultato è quello di una narrazione onirica e romantica del passato che è al tempo stesso fuga dalla realtà e denuncia della condizione odierna in cui versa il Medio Oriente.Intanto, sempre a causa dell'emergenza sanitaria, la Pinault Collection ha dovuto annunciare anche lo slittamento della data di apertura per l'attesa mostra dedicata a Bruce Nauman (1941, Indiana, USA) sempre a Venezia, a Punta della Dogana. “Bruce Nauman: Contrapposto studies”, a cura di Carlos Basualdo e Caroline Bourgeois, dovrebbe aprire i battenti il prossimo 23 maggio 2021.


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