Inaugurazioni

Palazzo Leopardi, dal 18 giugno aperte al pubblico le stanze di Giacomo

“Ove abitai Fanciullo”, è il nuovo itinerario, per entrare nel mondo più privato di Giacomo: la sua stanza, il salotto condiviso con i fratelli e il giardino de “le Ricordanze”

di Patrizia Maciocchi

"Rivivere" l'Infinito di Leopardi ora si puo'

“Ove abitai Fanciullo”, è il nuovo itinerario, per entrare nel mondo più privato di Giacomo: la sua stanza, il salotto condiviso con i fratelli e il giardino de “le Ricordanze”


2' di lettura

Dal prossimo 18 giugno per la prima volta gli amanti di Giacomo Leopardi potranno entrare nel Palazzo in cui il paeta di Recanati è nato e nel quale ha vissuto negli anni della sua adolescenza. La famiglia Leopardi apre le porte del piano nobile, finora parte privata, inaugurando l’itinerario “Ove abitai fanciullo”, che dal 18 giugno in poi darà a tutti la possibilità di vedere la stanza del “Giovane favoloso” gli appartementi in cui il poeta di Recanati viveva con i fratelli.

Palazzo Leopardi apre al pubblico

Palazzo Leopardi apre al pubblico

Photogallery5 foto

Visualizza

Un’opportunità unica resa possibile grazie a un accurato progetto di restauro, che si è concluso a gennaio 2020. Il lavoro ha portato agli antichi splendori gli originali decori pittorici delle “Brecce”, la parte del palazzo in cui viveva Giacomo. Sale, che si trovano tra il giardino di ponente e quello di levante, fatte edificare dal conte Monaldo per garantire ai suoi figli adolescenti, indipendenza e intimità.

I luoghi di vita
La possibilità di entrare nel mondo del poeta, va ora oltre la biblioteca, la casa di Silvia e il colle dell’Infinito con il suo l’Orto delle monache. E si apre sulla vita di Giacomo ragazzo. Oltre le porte di casa Leopardi i saloni di rappresentanza, la galleria dove sono esposte le collezioni d’arte, il giardino che ispirò gli immortali versi de “Le ricordanze”. Nel percorso anche il salottino, via di “fuga” dalla biblioteca, luogo di studio «matto e disperatissimo», in cui Giacomo si intratteneva con i fratelli e la sua camera privata, dalla cui finestra, osservava l’amata luna e le vaghe stelle dell’Orsa. «L’emergenza pandemia ci ha costretto a rinviare al 18 giugno l’apertura al pubblico della nostra casa - dice la Contessa Olimpia Leopardi -. Ma ora siamo pronti a condividere la forza della cultura. Il periodo buio che abbiamo vissuto non può farci dimenticare l’importanza della memoria. Il pubblico potrà rivivere le suggestioni che toccarono l’animo del giovane Leopardi nelle stanze dove ha vissuto e che lo hanno ispirato».

Il progetto di Vanni Leopardi e l’impegno di Olimpia
“Ove abitai fanciullo”, che arricchisce il percorso recanatese dei luoghi Leopardiani, è il punto d’arrivo di un lungo lavoro pensato, voluto e messo in atto dalla famiglia. «Aprire le porte di Palazzo Leopardi era un forte desiderio di mio padre Vanni, che io ho condiviso con passione, malgrado l’importante impegno economico interamente sostenuto dalla famiglia - afferma Olimpia Leopardi - mio padre ha potuto seguire i lavori, anche se non ha avuto modo di vedere l’apertura al pubblico. Ma so di aver fatto qualcosa e cui teneva particolarmente: condividere l’arte, la poesia, e l’emozione».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti