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Palazzo Madama a Torino celebra Arthur Jafa

Torino rende omaggio all'artista americano, vincitore del 47° PIAC - Prix International d'Art Contemporain della Fondation Prince Pierre de Monaco, mostrando a Palazzo Madama il video che lo ha reso famoso

di Silvia Anna Barrilà


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Arthur Jafa, Love is the Message, the Message is Death, Installation view © Perottino-Piva-Bottallo-Peirone / Artissima 2019

2' di lettura

Pochi mesi dopo il Leone d'oro alla Biennale di Venezia arriva un altro importante riconoscimento per l'artista americano Arthur Jafa, classe 1960: il 47° PIAC - Prix International d'Art Contemporain, un premio per l'arte contemporanea da 75.000 euro, assegnato ogni tre anni dalla Fondation Prince Pierre de Monaco e pensato per favorire la produzione di una nuova opera. Per celebrare l'evento, l'opera di Arthur Jafa “Love Is The Message, The Message Is Death”, un video di sette minuti che traccia la storia e l'esperienza afroamericana sulle note di “Ultralight Beam” di Kanye West, è in mostra a Palazzo Madama a Torino (fino al 13 novembre).

Arthur Jafa © Perottino-Piva-Bottallo-Peirone / Artissima 2019

La carriera nel cinema
La carriera dell'artista ha vissuto una crescita esponenziale in pochi anni, quanto meno nel mondo dell'arte contemporanea. Per almeno 30 anni, infatti, Jafa ha lavorato nel cinema, collaborando con nomi noti quali Spike Lee e Stanley Kubrick. La sua opera più famosa è “Daughters of the Dust”, regia di Julie Dash, allora sua moglie, primo film diretto da una donna afroamericana a ottenere una distribuzione regolare negli Stati Uniti, per il quale ha vinto il premio per la fotografia al Sundance Festival.

Il porta dell’arte
Già alla fine degli anni ’90 Jafa ha compiuto una breve incursione nel mondo dell'arte esponendo, per esempio, all' Artists Space di New York nel 1999 (selezionato da Kiki Smith), alla Biennale del Whitney del 2000 e incontrando curatori come Hans Ulrich Obrist e Okwui Enwezor. Poi, nel 2005, è tornato al cinema.

Una rapida ascesa
Fino al 2016, quando l' Hammer Museum lo ha invitato alla biennale “Made in L.A.” per mostrare centinaia di raccoglitori con ritagli di immagini trovate giustapposte, lo stesso principio alla base di “Love Is The Message”, lavoro video ora in mostra a Torino, realizzato in quello stesso anno e messo in circolazione da un amico artista di Jafa, Khalid Joseph. Grazie a lui è stato scoperto dal potente dealer newyorkese Gavin Brown , che ha esposto il video nella sua galleria in quello stesso anno. Da allora l'opera è entrata nelle collezioni del Metropolitan , del Moca , dell' High Museum di Atlanta e dello Studio Museum di Harlem . L'anno dopo la Serpentine ha dedicato a Jafa una personale, fino alla partecipazione alla Biennale con varie nuove opere tra cui il video “The White Album”.

Intorno ad Artissima: gender, blackness, antico e (in)visibile

Le sue opere ad Artissima
In occasione della presentazione a Palazzo Madama, Gavin Brown, che dal 2016 lo rappresenta in esclusiva, gli ha dedicato il suo stand ad Artissima (1-3 novembre), in dialogo con l'artista americana Joan Jonas. In mostra c'erano varie opere recenti realizzate per la personale in galleria del 2018, come “My Little Buddha”, un richiamo alla Biennale di Venezia dove pure è in mostra, oppure “La Scala”, una fotografia in cui Jafa, sempre attento alla storia dei neri in America e della loro marginalizzazione, impersonifica Peter Sewally, prostituta transgender di inizio 800 finita sulle pagine della cronaca per un furto ad un cliente. Il price range per le sue opere in galleria può andare da 50.000 a 500.000 dollari, all'asta non sono ancora stati registrati passaggi.

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