Firenze

Palazzo Strozzi: nel 2020 punta sul contemporaneo

La programmazione futura espone due artisti del calibro di Tomás Saraceno e Jeff Koons. Aumento delle erogazioni liberali, grazie al contributo dell'Associazione Partners Palazzo Strozzi (APPS) e Amici di Palazzo Strozzi

di Maria Adelaide Marchesoni


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3' di lettura

Il 2019 della Fondazione Palazzo Strozzi si chiude con la retrospettiva dedicata a «Natalia Goncharova, Una donna e le avanguardie, tra Gauguin, Matisse e Picasso» (in programma fino al 12 gennaio 2020), che ha ripercorso attraverso 130 opere, la ricca e poliedrica produzione dell’artista russa a confronto con capolavori di celebri artisti come Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso e Umberto Boccioni provenienti dalle collezioni dei più prestigiosi musei internazionali. Il 2020 sarà un anno dedicato al contemporaneo in continuità con le mostre che hanno portato a Firenze nomi come Ai Weiwei, Bill Viola, Carsten Höller e Marina Abramovic. In programma due mostre dedicate a Tomás Saraceno (21 febbraio – 19 luglio 2020) e Jeff Koons (settembre 2020-gennio 2021) che realizzeranno grandi esposizioni prodotte e organizzate appositamente per gli spazi di Palazzo strozzi.

L'affluenza
Nel 2018 sono stati oltre 300mila i visitatori delle mostre e di questi circa 83mila sono stati i visitatori “esclusivi”, cioè che si sono recati a Firenze per visitare in primo luogo le mostre di Palazzo Strozzi, attratti in particolare dalla grande retrospettiva su Marina Abramovic.
Questo risultato della Fondazione Palazzo Strozzi ha generato un significativo impatto economico nel 2018 sul territorio fiorentino, pari a 57 milioni di euro.

I “numeri” della Fondazione
Il nuovo Consiglio entrato in carica nel 2019 ha ereditato una situazione patrimoniale che a fine 2018 ha evidenziato un patrimonio netto in calo a 3,6 milioni (3,9 milioni nel 2017) per effetto del risultato della gestione che ha registrato una perdita netta di 760mila euro. Inoltre, nel corso dell'esercizio per la copertura parziale dei costi relativi all'attività contemporanea e per interventi di manutenzione straordinaria del Palazzo, sono stati utilizzati 338mila euro di fondi appositamente vincolati con delibera del precedente Consiglio di Amministrazione.
Il risultato della gestione è stato determinato da un aumento dei costi totali rispetto alla media degli esercizi precedenti che hanno raggiunto 7,3 milioni rispetto a 6,3 milioni del 2017.

I costi
Quelli diretti, pari a 4,8 milioni circa il 66% del totale (4 milioni del 2017) si riferiscono ai costi per la realizzazione delle mostre. Quelli più significativi sono stati 1,7 milioni per «Nascita di una Nazione», 600mila per «The Florence Experiment» (l'installazione site specific realizzata dall'artista Carsten Höller e Stefano Mancuso uno dei fondatori della neurobiologia vegetale) e 1,9 milioni per l'esposizione Marina Abramović. I costi di struttura diretti (che includono fra gli altri gli stipendi del personale dipendente della Fondazione e i costi per la segnaletica del cortile) sono rimasti sostanzialmente in linea con il 2017 (1,2 milioni).

Ricavi
Sul fronte dei proventi la Fondazione ha registrato proventi complessivi per 7,4 milioni di euro (6,8 milioni nel 2017) che sono stati generati per il 43% da risorse private, per il 36% da risorse proprie e per il 21% da contributi pubblici. Negli ultimi anni l'evoluzione della struttura dei proventi di Palazzo Strozzi ha evidenziato un progressivo aumento delle risorse provenienti da privati e delle risorse proprie e una graduale riduzione del contributo pubblico. In particolare l'incremento delle risorse private rispetto al 2017
è legato principalmente alle sponsorizzazioni della mostra primaverile «Nascita di una Nazione» e all'aumento delle erogazioni liberali, rappresentate dal contributo dell'Associazione Partners Palazzo Strozzi (APPS) e Amici di Palazzo Strozzi.
I proventi riconducibili alle esposizioni nel 2018 sono stati pari a 4,6 milioni (+15% rispetto all'esercizio precedente) e tra questi, «Nascita di una Nazione» ha registrato ricavi per circa 1 milione di euro di cui 437mila da biglietteria, 559mila da sponsorizzazioni e 50mila da royalty bookshop e audioguide; per «The Florence Experiment» i ricavi sono stati pari a oltre 500mila euro di cui 248mila da biglietteria e 276mila da sponsorizzazioni; «Marina Abramović. The Cleaner» ha evidenziato ricavi pari a 1,6 milioni di cui 1,2 milioni da biglietteria, 300mila da sponsorizzazioni e 100mila euro da royalty bookshop e audioguide.

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