intervista al commissario straordinario

Paleari: «Alitalia, nel trimestre perdite dimezzate. Linate l’arma in più»

di Mara Monti

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(IMAGOECONOMICA)


4' di lettura

Perdite ridotte di due terzi e prestito ponte intatto. A un anno dall’avvio dell’amministrazione straordinaria, i commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari fanno un primo bilancio del loro intervento su Alitalia. Senza farsi illusioni, perché «l’azienda sta andando meglio rispetto agli anni precedenti, ma non ancora bene. Potremo affermare che andrà bene quando non perderà più e avrà raggiunto la stabilità finanziaria», dice il commissario Stefano Paleari a Il Sole 24 Ore.

Professor Paleari che cosa farete nei prossimi mesi? Riuscirete a chiudere la procedura dopo la proroga prevista dal decreto ?
In primo luogo proseguiremo il negoziato con tutti i soggetti coinvolti. Come detto dal ministro Calenda sarà il prossimo governo a valutare e a prendere una decisione definitiva, avendo a disposizione un ventaglio di scelte, uno scenario impensabile un anno fa. L’esecutivo ha l’ultima parola sul destino di Alitalia, a noi il compito di garantire la continuità aziendale e quindi la valorizzazione degli asset per raggiungere il risultato migliore anche a tutela della massa creditoria. Questo è il nostro mandato da quando ci siamo insediati.

Tra gli obiettivi che vi siete posti da subito c’era la continuità aziendale e valorizzare gli asset. Il buon andamento del settore vi ha aiutato?
Gli interventi effettuati hanno consentito un recupero di marginalità: il 2017 si è chiuso con ricavi per quasi 3 miliardi di euro, in crescita dell’1% dopo anni di calo e l’Ebitda dal 2 maggio (data di inizio dell’amministrazione straordinaria, ndr) al 31 dicembre è stato pari a -24 milioni di euro contro un valore negativo di 190 milioni nello stesso periodo del 2016. E l’Ebitda diventa positivo per 31 milioni se si aggiungono le partite non ricorrenti. Abbiamo operato sul fronte dei costi apportando una riduzione del 7%, un calo che diventa dell’11% nel primo trimestre del 2018. In questi ultimi tre mesi, i più difficili per ragioni di stagionalità, i ricavi passeggeri sono cresciuti del 6,4% con un Ebitda migliorato a -117 milioni da -228 milioni dello stesso periodo del 2017. Sul fronte della procedura, abbiamo lavorato sin dall’inizio e ad oggi risultano depositati in data room 17.100 documenti per offrire ai potenziali investitori un quadro completo della situazione della compagnia.

Si può raggiungere la stabilità finanziaria a prescindere dal prestito ponte di 900 milioni di euro, ora al vaglio della Commissione europea ?
In questo ultimo anno, come commissari straordinari, siamo riusciti a ridurre significativamente le perdite operative: la liquidità complessiva, a fine aprile, tra conti correnti e deposito presso la Iata, si attesterà nell’intorno dei 900 milioni di euro, ma serve un piano di investimenti che, soprattutto nel caso della flotta, richiede tempi lunghi. Tutti questi dati sono stati portati periodicamente all’attenzione delle autorità competenti e delle commissioni Parlamentari. Lo continueremo a fare con regolarità per trasparenza nei confronti della collettività.

Come si annuncia la stagione estiva?
Andiamo incontro a una stagione favorevole e questo ci aiuta: le prenotazioni hanno superato quota 5 milioni, in crescita rispetto allo scorso anno. Ci preoccupa però il costo del petrolio, in un anno salito del 65%, che inciderà sui conti dei prossimi trimestri. Nel frattempo, abbiamo lavorato sul prodotto: migliorando la puntualità a livelli record anche dopo il primato mondiale di gennaio, puntando sulla digitalizzazione con le prenotazioni on line cresciute del 15% nel primo trimestre, ottimizzando le rotte sul lungo e medio raggio e offrendo nuovi prodotti come lo shuttle Milano-Londra. Anche i costi dei contratti leasing sono in forte riduzione. In generale, il clima aziendale è migliorato e il dialogo con le parti sociali è costante, tutti stanno contribuendo per dimostrare il valore dell’azienda. Questi risultati ci portano a dire che ci sono spazi per Alitalia a patto che si lavori su un nuovo posizionamento strategico e sui necessari investimenti, a partire dal piano flotta.

Già, ma non è affatto detto che la valorizzazione strategica sia una delle priorità dei potenziali compratori, anzi …
Con Luigi Gubitosi ed Enrico Laghi, non entriamo nelle strategie degli investitori, ai quali comunque abbiamo anche illustrato alcune possibili potenzialità. In termini di network, Alitalia ha almeno due importanti opportunità di crescita: la prima è nel lungo raggio, perché l’Italia è il Paese europeo con la minor accessibilità intercontinentale diretta. Oggi per ogni 100 passeggeri che arrivano o partono direttamente per una destinazione intercontinentale ce ne sono altri 62 che lo devono fare con almeno uno scalo. È un dato chiave che non ha eguali in Europa e che offre un’opportunità, anche perché il traffico aereo cresce a ritmi più sostenuti di quelli dell’intera economia.

Di nuovo: i timori di un ridimensionamento delle tratte intercontinentali dopo la cessione della compagnia ci sono...
La procedura è aperta e preferisco non entrare nel merito dei singoli punti. Tuttavia l’accessibilità intercontinentale di un Paese non va vista come un atto di nazionalismo, ma di responsabilità viste le ricadute economiche e sociali di ampio spettro.

E l’altro punto di forza qual è?
Linate, il city airport migliore d’Europa, dove Alitalia ha oltre il 70% degli slot. Oggi offre 20 destinazioni, ma possono crescere senza difficoltà fino a 25-30. Il successo del servizio shuttle con Londra, che presto proporremo anche per altre destinazioni, dimostra che gli spazi di crescita, nel point-to-point di qualità, sono importanti. E assieme alla crescita del lungo raggio migliorano anche l'efficienza delle rotte domestiche e uniscono il Paese.

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