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Palestina: piano di pace Usa da 50 miliardi. Ma Olp e Israele lo bocciano

La Casa Bianca lancia la prima parte del suo piano di pace per il Medio Oriente e mette sul piatto 50 miliardi di dollari di investimenti nei territori palestinesi. Sarà presentato durante la conferenza su Medio Oriente che si terrà in Bahrein la prossima settimana


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3' di lettura

La Casa Bianca lancia la prima parte del suo piano di pace per il Medio Oriente e mette sul piatto 50 miliardi di dollari di investimenti nei territori
palestinesi lungo la Cisgiordania e la Striscia di Gaza e per sostenere l'economia delle aree limitrofe negli stati confinanti di Giordania, Libano ed Egitto. Il piano sarà presentato da Jared Kushner, consigliere della Casa Bianca e genero del presidente americano Donald Trump, durante la conferenza su Medio Oriente che si terrà in Bahrein la prossima settimana. Intanto, però, incassa già perplessità e una sorta di bocciatura da parte palestinese e israeliana.

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La ripartizione delle risorse
Il piano decennale ipotizzato dalla Casa Bianca prevede progetti per 27,5 miliardi di dollari in Cisgiordania (West Bank) e Gaza, e rispettivamente 9,1 miliardi per l’Egitto, 7,4 miliardi per la Giordania e 6,3 per il Libano: tutti Paesi che ospitano folte comunità palestinesi.

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Chi dovrebbe mettere i soldi
Le risorse, secondo il piano Usa, saranno erogate da una “banca multinazionale per lo sviluppo” e controllate da un comitato esecutivo che sarà appositamente nominato. La Casa Bianca, anzi, auspica una partecipazione importante da parte degli Stati arabi confinanti. I 50 miliardi di dollari di finanziamenti verranno da un mix di sussidi, prestiti e investimenti privati, e saranno concentrati su progetti e iniziative riguardanti i settori delle telecomunicazioni, del turismo e della sanità, per rafforzare i pilastri dell'economia, dei servizi sociali e delle istituzioni.

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Il piano punta su infrastrutture ed economia
Nella proposta anche lo sviluppo di un porto egiziano vicino al Canale di Suez per rafforzare il commercio e il turismo nella regione, sfruttando la via di collegamento tra il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso. Secondo la Casa Bianca, il piano porterà almeno ad un raddoppio del pil palestinese nei prossimi dieci anni, rafforzando l'occupazione e riducendo del 50% la povertà. La seconda parte del piano messo a punto da Kushner, quello relativo alle implicazioni politiche, sarà svelato in autunno.
Alla conferenza del Barhain parteciperanno anche Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Marocco, gli emirati del Golfo e rappresentanti dell'Unione europea, del Fondo monetario Internazionale e delle Nazioni Unite.

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Le perplessità
Proprio da parte di chi dovrebbe beneficiare maggiormente del piano, cioè dai palestinesi, arrivano le prime e forti critiche a un piano che dà l’impressione di basarsi qwuasi esclusivamente sull’economia. Secondo quanto riporta Associated Press, c’è anche la possibilità che possa rivelarsi come una sorta di “distrazione” dalla crescente tensione Usa-Iran con la possibilità – «ancora sul tavolo» come ha detto lo stesso presidente Donald Trump – di un intervento militare . Il membro dell’Olp Hanan Ashrawi ha sottolineato come il piano Kushner sia farcito di promesse astratte e che «solo una soluzione politica può porre fine al conflitto» con Israele. E proprio dal governo israeliano arriva un’altra sostanziale bocciatura: «Il corridoio tra la striscia di Gaza e la Cisgiordania – uno dei punti di forza del piano Usa per lo sviluppo dei territori – è irrilevante fino a quando Hamas continuerà la sua politica del terrore al fianco dell’Iran», ha detto un membro del governo vicino a Netanyahu.

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