ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI dati ANIF

Palestre e piscine al tappeto: i danni salgono a 8,5 miliardi

Nel 2020 è prevista una perdita del 70% dei 12 miliardi fatturati nel 2019. Sono 100mila i centri sportivi che occupano 1 milione di lavoratori

di Marcello Frisone

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Nel 2020 è prevista una perdita del 70% dei 12 miliardi fatturati nel 2019. Sono 100mila i centri sportivi che occupano 1 milione di lavoratori


3' di lettura

All’aperto. Oppure dietro uno schermo. Per le associazioni sportive sono questi gli unici modi per cercare di continuare l’attività che per il 2020 stima una perdita di 8,5 miliardi circa, il 70% dei 12 miliardi fatturati dai 100mila centri (palestre, piscine, campi) che occupano un milione di lavoratori, adesso a rischio. Per il 2021, sempre che si venga fuori dall’emergenza Covid-19 entro la primavera del prossimo anno, i danni sono già stimati intorno al 50/60% rispetto al 2019.
È una fotografia poco consolante quella scattata dall’Anif (Associazione nazionale impianti sport & fitness, palestre piscine e campi sportivi), all’indomani dell’entrata in vigore (29 ottobre) del “ decreto ristori e delle proteste dei lavoratori del settore che da Cagliari a Genova, da l’Aquila a Bologna, da Rimini a Firenze, hanno fatto sentire forte la loro protesta contro il Dpcm che ha chiuso loro la possibilità di continuare l’attività ripresa il 25 maggio, dopo tre mesi di chiusura totale. A meno che non sia all’aperto o dietro uno schermo, appunto.

Dove si può fare sport

I 20 milioni di praticanti attività sportiva possono continuare a fare esercizi presso i centri che dispongono di spazi all’aperto. Padel e tennis sono gli sport che possono essere svolti senza problemi, così come quelle attività di allenamento all’aperto (aerobica, ginnastica a corpo libero e, tanto per fare un altro esempio, ginnastica isotonica) in tensostrutture che non abbiano coperture laterali. Dietro uno schermo, invece, tramite lezioni su skype o zoom, collegandosi da casa con il personal trainer.

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Il danno economico

«Per stimare il danno economico - spiega Giampaolo Duregon, presidente dell’Anif - dobbiamo ragionare su tutto il periodo della pandemia, sperando di esserne fuori entro la primavera del 2021. La situazione è che nei primi 2 mesi del 2020 (gennaio-febbraio) eravamo già in perdita per l’imminente arrivo del Covid in Italia. Nei tre mesi successivi (da marzo a maggio) la perdita è stata totale a causa del lockdown, mentre nei seguenti quattro mesi (da giugno a settembre) è stata al 50%. A ottobre la perdita è del 40% mentre a novembre sarà totale. Nel caso si riaprissero gli impianti da dicembre in avanti - continua il presidente Anif - avrebbero comunque un flusso economico non superiore al 20/30% rispetto all’anno precedente. Per il 2020 prevediamo un calo sostanziale pari al 70%, considerando che il totale del flusso economico annuo dei 100mila centri sportivi è 12 miliardi, solo per il 2020 il danno economico è di otto miliardi e mezzo circa. Nel 2021 - conclude Duregon - molto dipenderà da quando supereremo l’emergenza Covid, ma prevediamo danni intorno al 50/60% rispetto al 2019».

Il rimborso delle quote

I centri sportivi non rimborseranno le quote incassate, né tantomeno ci saranno voucher come invece erano previsti per il passato lockdown. Le palestre si stanno attrezzando a dar mesi in più alla scadenza dell’abbonamento, per un valore pari all’esercizio non fornito a seguito della chiusura del mese di novembre a causa del Covid-19 . Ci sono palestre, inoltre, che oltre a sospendere l’abbonamento forniscono ai propri abbonati corsi online (dietro però il pagamento di un’ulteriore fees) da svolgere a casa.
La gestione dei singoli casi quindi rimane piuttosto soggettiva e dipende dal tipo di struttura e di abbonamento acquistato. Una cosa è certa: gli operatori sono disponibili a trovare una soluzione che sia un compromesso sostenibile per la struttura e che accontenti il cliente, fermo restando che nessuno ha chiuso il proprio centro sportivo intenzionalmente.

Decreto ristori in vigore

Con il decreto legge n.137 del 28 ottobre 2020 (pubblicato sull’edizione straordinaria della «Gazzetta Ufficiale» n. 269 del 28 ottobre, in vigore dunque dal 29), per il milione di lavoratori del settore (collaboratori Coni e Comitato paralimpico, federazioni sportive, società e associazioni dilettantistiche) è prevista un’indennità di 800 euro (che sarà erogata tramite la società Sport e Salute nel limite di 124 milioni). Per chi ha già ricevuto l’indennità a marzo, aprile maggio e giugno non è necessario inoltrare domanda perché il rimborso avverrà in automatico anche per novembre, mentre per tutti gli altri operatori che hanno i requisiti sarà necessario inviare richiesta telematica entro il 30 novembre e saranno indennizzati in base di ordine cronologico di presentazione.
Per le società dilettantistiche è poi previsto un fondo di 50 milioni, mentre per l’impiantistica sportiva vanno infine 5 milioni.

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