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Palladio, adesso il prezzo crolla. La bolla sta scoppiando?

di Sissi Bellomo


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(Afp)

2' di lettura

La bolla del palladio forse sta scoppiando. Le quotazioni sono crollate di quasi il 15% nel giro di due giorni, sfondando importanti soglie tecniche e scendendo ai minimi da circa due mesi, sotto 1.360 dollari l’oncia: un’inversione di rotta drammatica, dopo la corsa sfrenata che dall’estate scorsa aveva più che raddoppiato il valore del metallo, rendendolo addirittura più prezioso dell’oro.

Il palladio – impiegato principalmente nelle marmitte catalitiche per a benzina – resta sorretto da solidi fondamentali: sul mercato fisico ci sono evidenti segnali di scarsità e il fabbisogno nel settore automobilistico è in forte crescita, sull’onda delle specifiche sempre più severe per il controllo delle emissioni.

Il recente richiamo di quasi 900mila veicoli da parte di Fiat Chrysler Automobiles (Fca), che comporta la sostituzione dei catalizzatori, rischia addirittura di aggravare il deficit di offerta, che persiste da otto anni e ha ormai quasi esaurito le scorte di metallo.

Il rally aveva tuttavia una forte componente speculativa. Ed è questa che sta esaurendo la spinta. Il forte sbilanciamento degli hedge funds su posizioni rialziste peraltro rischia di innescare ulteriori ribassi prima che il mercato giunga ad assestarsi.

Il palladio ha rotto importanti supporti tecnici, osservati con attenzione dagli speculatori, scendendo mercoledì prima sotto la soglia dei 1.500 dollari l’oncia e poi – per la prima volta dallo scorso agosto – sotto la media mobile dei precedenti 50 giorni (che era posta a 1.426 dollari). Si è così innescata una spirale di vendite che ha fatto concludere la giornata con un ribasso di quasi il 7%, il peggiore da oltre due anni. Oggi il crollo prosegue, con perdite intorno al 6%.

Le quotazioni solo la settimana scorsa avevano raggiunto un record storico di 1.620,52 $/oncia, mentre oggi hanno toccato un minimo di 1.356,75 dollari.

Complice una risalita del dollaro, anche l’oro sta intanto soffrendo: la soglia dei 1.300 dollari l’oncia ha ceduto e il metallo giallo è anch’esso andato sotto la media mobile dei 50 giorni, scivolando verso 1.290 dollari.

A innescare le vendite sul palladio sembrano aver contribuito anche le affermazioni di Mark Cutifani, ceo di AngloAmerican, che attraverso la controllata AngloPlatinum è tra i maggiori produttori del metallo. «È una bolla», aveva dichiarato mercoledì il manager, aggiungendo di prevedere una parziale sostituzione del palladio con il platino o altri metalli «man mano che l’industria dell’auto svilupperà nuovi modelli».

Il crollo dei prezzi del palladio potrebbe anche avere vita breve, ovviamente. Il metallo, caratterizzato da un mercato sottile, ha sempre avuto corsi volatili. Tra gli analisti tuttavia c’è chi ricorda quello che accadde una ventina di anni fa, suggerendo che la storia potrebbe ripetersi:  tra il 1997 e il 2001 il valore del palladio era addirittura decuplicato – da circa 100 a oltre 1.000 dollari l’oncia – ma il successivo declino era stato altrettanto impressionante, con un ritorno nel marzo 2003 a un minimo di 144 dollari.

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