Artigianato

Palorosa rende attuale la cesta intrecciata delle donne del Guatemala

Cecilia Pirani ha creato una collezione di tote bag di plastica riciclata dalla palette di colori attuali e moderni

di Paola Dezza

2' di lettura

Reinterpretare l’artigianato del Guatemala per esportare oggetti nel resto del mondo. Il brand Palorosa è nato con questo intento dalla mente creativa di Cecilia Pirani, architetto del paesaggio, italiana di origine guatemalteca. Perno sul quale si fonda il brand è l’intreccio delle borse usate nella vita di tutti i giorni dalle donne del Paese, dove Cecilia ha vissuto per diversi mesi alla scoperta delle proprie origini. Da qui il desiderio di cimentarsi in una attività che le consentisse di recuperare l’artigianato locale da mixare con forme e colori attuali in una collezione dinamica e accattivante.

La nascita del brand

Della collezione fanno parte tote bag e piccoli accessori che si ispirano a luoghi lontani. «Un modo per far coesistere e collaborare la moda con l’architettura - racconta Cecilia -, così da creare borse e accessori da indossare e utilizzare come oggetti per la casa».

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Il brand nasce nel 2015 e ora vanta un atelier a Città del Guatemala e un negozio monomarca a Milano, in via Vigevano. Ma lo sviluppo è stato impostato sulla distribuzione con ricerca precisa dei negozi per posizionamento del marchio.

«Tra il 2012 e il 2013 sono tornata in Guatemala per un periodo - racconta Cecilia -, che prima di allora era stato solo un luogo di vacanza di quando ero piccola. Mi sono innamorata delle ceste delle donne locali e così ho studiato un prodotto che potesse unire la mia passione estetica della cultura italiana e il Guatemala».

Un prodotto che resiste al tempo

Il prodotto si distingue per la praticità. Partendo dalla tecnica locale dell’intreccio Cecilia ha fatto molta ricerca per arrivare al prodotto finale e creare con un artigiano una piccola collezione.

Anche il nome Palorosa, richiama Paesi lontani, perché è il nome di un albero tropicale. Nella collezione spicca il colore, mantenendo la funzionalità originale.

«Il materiale che utilizziamo è al 100% plastica - dice l’intervistata -. Si tratta di plastica riciclata unita a plastica vergine, senza Pvc, e con polietilene, recuperata dai barattoli dei detersivi». Le borse sono resistenti, nate per durare nel tempo. La ricerca punta anche molto sui colori, attuali e facilmente abbinabili.

Ogni anno vengono prodotte circa 6-7mila borse di varie modelli. Una collezione delle basket riconoscibile per pattern a rombo tono su tono, che è oggi il prodotto iconico e continuativo, accanto alla quale vengono proposti nuovi modelli.

«Ogni anno propongo colori nuovi - dice Cecilia -, quest’anno ci siamo concentrati su un blu molto intenso. Tra qualche settimana lanceremo dei nuovi intrecci, più complicati, con colori esistenti».

Collaborazioni di co-marketing, da Eres a Imersa

Diverse le collaborazioni, come quella realizzata lo scorso anno con il celebre brand di costumi Eres, per il quale è stata studiata una capsule di borse, oppure con il Moma di New York, per il quale è stata creata una combinazione di colore in esclusiva su un modello di borsa.

Lo scorso Natale Palorosa e Imersa, brand cosmetico italiano, hanno realizzato un kit con i propri accessori, con l’idea di un supporto reciproco in un momento così difficile per la pandemia.

Tra i negozi e boutique selezionati dove Palorosa è presente ci sono La Garçonne, MoMA Design Store, Clic Gallery, Le Bon Marchè, Ines de La Fressange, Merci, The Conran Shop, Mina Perhonen, Ron Herman.

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