accuse di tangenti

Panama, arrestati fondatori studio legale Mossack Fonseca per scandalo Odebrecht

di Angelo Mincuzzi

(AFP)

3' di lettura

Juergen Mossack e Ramon Fonseca, i fondatori dello studio legale panamense al centro dello scandalo dei Panama Papers, sono stati arrestati a Panama City e accusati di essere coinvolti in un giro di tangenti pagate dalla società brasiliana Odebrecht, la più grande impresa di engineering del Sud America. Si tratta delle stesse mazzette che hanno dato vita all’inchiesta Lava Jato, la Mani pulite brasiliana che ha travolto gli ex presidenti Dilma Roussef e Lula da Silva. Secondo le accuse dei magistrati panamensi, i due fondatori della Mossack Fonseca avrebbero nascosto fondi di origine sospetta, provenienti proprio dalle tangenti scoperte nell’operazione Lava Jato.

Juergen Mossack, figlio di un ex ufficiale delle SS fuggito in Centro America dopo la Seconda guerra mondiale, e Ramon Fonseca, ex ministro ed ex consigliere del presidente panamense Juan Carlos Varela, sono stati presi in custodia temporanea dalla polizia e trasferiti in cella per essere interrogati.
Giovedì mattina gli uffici della Mossack Fonseca erano stati perquisiti alla ricerca di documentazione utile all’inchiesta.

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L’accusa: un’organizzazione criminale dedita al riciclaggio
Secondo il procuratore generale Kenia Porcell, le informazioni raccolte dagli inquirenti identificano Mossack Fonseca come «una presunta organizzazione criminale dedita a nascondere denaro di origine sospetta». I rappresentanti brasiliani dello studio legale panamense avrebbero ricevuto istruzioni per nascondere documenti e prove che legherebbero Mossack Fonseca con l’inchiesta Lava Jato. «Il denaro proveniente dalle tangenti - ha spiegato il procuratore generale – veniva riciclato in alcune società per poi far ritorno a Panama completamente ripulito». Le persone coinvolte nell’inchiesta sarebbero quattro, tra cui i due fondatori della Mossack Fonseca.

L’indagine panamense si è avvalsa della collaborazione delle autorità di numerosi paesi: Brasile, Ecuador, Colombia, Perù, Svizzera e Stati Uniti. Secondo il Diaprtimento della Giustizia americano, Odebrecht - un gigante dell’engineering - avrebbe pagato solo a Panama, tra il 2010 e il 2014, più di 59 milioni di dollari di tangenti in cambio di appalti per oltre175 milioni. Su questo giro di mazzette è in corso un’altra inchiesta a Panama nella quale risultano indagate 17 persone.

In una conferenza stampa precedente all’arresto, Ramon Fonseca aveva negato ogni collegamento tra lo studio legale panamense e la Odebrecht, società che ha invece ammesso il pagamento di mazzette a funzionari panamensi in cambio degli appalti. «Mossack Fonseca non ha nessuna relazione con Odebrecht né con nessun’altra società legata all’inchiesta Lava Jato che vede al centro la società petrolifera Petrobras - ha affermato Fonseca -. Stanno usando me per deviare l'attenzione».

Varela mi ha detto di aver accettato donazioni dalla Odebrecht sostenendo di non poter lottare contro tutti

Le accuse al presidente panamense Varela
Ma l’arresto dei due fondatori della Mossack Fonseca, sta già provocando scossoni politici nel paese del Canale. Fonseca, infatti, ha accusato il presidente di Panama, Juan Carlos Varela, di aver ricevuto soldi direttamente dalla Odebrecht. «Varela mia ha detto di aver accettato donazioni dalla Odebrecht sostenendo di non poter lottare contro tutti», ha affermato Fonseca. Varela ha smentito le accuse e ha affermato che rivelerà tutte le donazioni ricevute durante la sua campagna elettorale.

Lo scorso aprile lo scandalo dei Panama Papers era esploso su tutti i giornali del mondo. Milioni di documenti riservati erano stati prelevati dai server della Mossack Fonseca da un anonimo whistleblower, che li aveva trasmessi al quotidiano di Monaco di Baviera, Sueddeutsche Zeitung. I giornalisti tedeschi avevano condisivo i file con il Consorzio internazionale giornalisti investigativi, lo stesso che aveva rivelato i documenti della Lista Falciani e degli OffshoreLeaks. Dopo mesi di lavoro, i documenti erano stati rivelati provocando dimissioni e inchieste giudiziarie in mezzo mondo.

L’arresto dei due titolari della Mossack Fonseca chiude parlzialmente il cerchio, dimostrando (se le accuse verranno provate) il legame diretto tra la loro attività e le maxitangenti pagate in Brasile attorno alla Petrobras.

Il mandato di arresto per l’ex presidente peruviano
Mentre a Panama finivano in cella i due potenti avvocati fondatori della Mossack Fonseca, le tangenti versate dalla Odebrecht provocavano un’altra vittima illustre, questa volta in Perù. Un giudice peruviano ha infatti emesso un mandato di cattura internazionale contro l’ex presidente Alejandro Toledo, accusato di aver intascato una maxitangente da 20 milioni di dollari dalla stessa Odebrecht. Alcune testimonianze di dirigenti del colosso brasiliano dell’engineering e di alcune banche avrebbero fatto emergere le prove che accuserebbero Toledo di traffico d’influenza e di riciclaggio. Toledo era andato al potere denunciando la corruzione del suo predecessore e ha ripetutamente negato nei mesi scorsi di aver mai preso soldi dalla Odebrecht. La scorsa settimana l’ex presidente si trovava in Francia. Adesso rischia - se sarà ritenuto colpevole - una condanna fino a 15 anni di reclusione.

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