76a Mostra CINEMA Venezia

«Panama Papers» e crisi greca, Baratta: c’è interesse su grandi conflitti economici

La rassegna veneziana aprirà i battenti il 28 agosto e durerà fino al 7 settembre. Quasi seimila i posti a sedere nelle sale rinnovate

di Gerardo Pelosi


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3' di lettura

ROMA – Era il '69, al festival di Cannes il regista greco Constantin Costa-Gravas presentava “Z l'orgia del potere” che poi vinse l'Oscar l'anno successivo. A cinquanta anni di distanza, il regista greco è tornato in patria per mettere in scena il libro dell'ex ministro delle Finanze greco, Gianis Varoufakis “Adulti in una stanza” sui retroscena della trattativa tra il Governo greco e la trojka del 2015. Il film sarà presentato fuori concorso alla 76a Mostra del cinema di Venezia che si terrà al Lido dal 28 agosto al 7 settembre il cui programma è stato presentato oggi a Roma dal presidente della Biennale, Paolo Baratta e dal direttore della Mostra, Alberto Barbera.

Freddezza in Grecia sul lavoro di Costa-Gabras
Il lavoro di Costa-Gravas è stato accompagnato in Grecia da freddezza e qualche polemica in Grecia anche se nelle intenzioni la narrazione doveva servire a riconciliare tutti gli attori della Grexit tanto che il governo di Tsipras (prima delle recenti elezioni che hanno sancito la sua sconfitta e la vittoria di Nuova democrazia) aveva deciso di destinare 630 mila euro per la produzione del film. Stampa greca e opposizione hanno accusano Costa Gravas di avere accettato gli aiuti di stato per fare propaganda al Governo.

In concorso la truffa dei Panama Papers con Meryl Streep e BanderasIn concorso a Venezia verrà anche proiettato “The Laundromat” (la lavanderia) di Steven Soderbergh con Meryl Streep, Gary Oldman e Antonio Banderas. Una ricostruzione dettagliata della megatruffa dei Panama Papers, la più grande perdita di dati (oltre 11milioni di documenti) della storia aziendale e del governo statunitense. Lo script trae spunto dal libro di Jake Bernstein “Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite”. Panama Papers è il nome di un fascicolo di documenti riservati e confidenziali della Mossack Fonseca, uno studio legale panamense. Questi documenti mostrano i nomi di funzionari, manager e anche capi di governo connessi a 214 mila società offshore per sottrarre capitali al controllo fiscale.

Baratta: film che indagano le crisi economiche
«Una volta – spiega al Sole 24 Ore il presidente della Biennale Paolo Baratta – era il tempo dei film di guerra o dei tentativi di golpe come Z. Ora la riflessione si è spostata sui conflitti tra Stati e anche sui grandi conflitti economici come il negoziato tra la Grecia e la trojka; oppure su vicende personali che hanno fatt9o storia come ‘J'accuse' di Roman Polanski sul caso Dreyfus; c'è grande interesse nel pubblico di conoscere tutto il non detto, le cause e gli effetti di quelle crisi”. Anche per il direttore della Mostra Alberto Barbera “la 76 edizione della Mostra oltre a un approfondimento sulla condizione femminile con sensibilità nuove si concentra sulle ricostruzioni documentate di eventi del passato come invito a una riflessione profonda sulle cause di quei fenomeni, tendenza che emerge con chiarezza nei film di Costa Gravas e Soderbergh».

Tre italiani in concorso: Martone, Marcello e Maresco
Tre saranno i film italiani in concorso: “Il sindaco del rione Sanità” di Mario Martone, “Martin Eden” di Pietro Marcello e “La mafia non è più quella di una volta” di Franco Maresco. Fuori concorso “Vivere” di Francesca Archibugi e “Tutto il mio folle amore” di Gabriele Salvatores. “I film di Archibugi e Salvatores – ha precisato Barbera – sono ottimi prodotti ma destinati a un grande pubblico mentre i tre in concorso hanno grandi ambizioni soprattutto la riscrittura di un classico come Martin Eden da parte di Marcello e la ricerca antropologica sulla società siciliana di Maresco”. Fuori concorso saranno a Venezia anche la nuova serie The New Pope di Paolo Sorrentino e “Zerozerozero” di Stefano Sollima, dal best seller di Roberto Saviano.

Il noir di Capotondi chiuderà la Mostra
Il thriller “The Burnt Orange Heresy” diretto da Giuseppe Capotondi sarà il film di chiusura, sempre fuori concorso. Un affresco sul mondo dell'arte e della malavita in un thriller neo-noir ambientato nell'Italia di oggi. Il film d'apertura della mostra (la cui giuria sarà presieduta dalla regista argentina Lucrecia Martel) sarà “La verité” di Kore-Eda Hirokazu con Catherine Deneuve e Juliette Binoche. Grande attesa oltre che per l film di Polanski su Dreyfus, il “Joker” di Todd Philipps con un “sorprendente” Robert De Niro. Negli eventi collaterali un viaggio nelle carceri di Fabio Cavalli promosso dalla Corte Costituzionale, un omaggio a Fellini in Venezia classici e la versione restaurata del film “Bu San Goodbye Dragon Inn” di Tsai Ming-Liang accompagnata da una performance live (molto attesa) all'interno della Mostra d'arte all'Arsenale. Le strutture rinnovate e il Cubo rosso ingrandito garantiranno quest'anno, ha annunciato Baratta, 5938 posti a sedere. I lavori per il restauro dell'ex Casinò cominceranno alla fine della Mostra.

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