L’impatto della crisi

Pandemia: il 55% soffre di solitudine, disagio sempre più forte tra i giovani

Nella fascia di età tra 18 e 34 anni si riscontra la quota più alta (il 32%) di chi dichiara di patire «spesso» per un senso di isolamento.

di Antonio Noto*

Covid, gli effetti psicologici della pandemia

Nella fascia di età tra 18 e 34 anni si riscontra la quota più alta (il 32%) di chi dichiara di patire «spesso» per un senso di isolamento.


4' di lettura

Gli italiani avvertono sempre di più il peso della solitudine, un sentimento capace di depotenziare il capitale sociale rappresentato soprattutto dalle nuove generazioni che si sentono senza una rotta e senza un timoniere in cui riporre fiducia. E il ritorno prepotente dell’epidemia, con la prospettiva a breve di un possibile nuovo lockdown, acuisce ancor di più la sensazione di isolamento, i sospetti verso il prossimo - anche se non si tratta di sconosciuti ma dei vicini di casa – e l’assenza di speranze per l’imminente futuro sotto l’aspetto emotivo, economico e lavorativo.

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Sondaggio sul crescente senso di solitudine/isolamento degli italiani. Risposte in %

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A sorpresa sono i giovani a sentirsi oggi maggiormente in una condizione di solitudine. Le ultime restrizioni hanno peggiorato ancor di più la loro percezione. Dalla nostra ricerca emerge, infatti, che proprio nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni si riscontra la quota più alta - il 32% - di chi dichiara di «soffrire spesso» di solitudine. Un livello che scende al 21% tra chi ha invece più di 55 anni. L’età più protesa verso la progettualità è, dunque, quella a cui la solitudine sta erodendo prospettive, mentre gli anziani sembrano reagire meglio.

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Oltre la metà degli italiani (18% «spesso» e 37% «a volte») soffre la solitudine, più le donne degli uomini, più al Sud che al Nord. L’esplosione del coronavirus inevitabilmente ha peggiorato questo stato d’animo, in particolare tra i più giovani (70% nella fascia 18-34 anni), che sono ostacolati nel loro percorso di studio e obbligati a rinunciare alle consuete relazioni sociali, le uscite con gli amici, i viaggi e lo sport preferito.

È difficile frequentare amici e parenti

Non a caso tra i motivi addotti per spiegare il senso di solitudine c’è proprio la difficoltà nel riuscire a frequentare i propri amici, il partner o i parenti (61%). Le nuove restrizioni vengono, infatti, percepite come una minaccia per le proprie relazioni sociali: è convinto che incideranno negativamente il 53% di chi si sente più solo e il 37% degli italiani in generale. Un rischio, in questo caso, sentito più dagli uomini (59%) che dalle donne (48%).

In questo contesto c’è il rischio di essere sospinti verso l’isolamento. Infatti, nel 77% dei casi le «persone estranee» vengono percepite - sempre dagli italiani più colpiti dalla solitudine - come ostili e minacciose. Stesso sentiment anche nei confronti della propria città (59% tra chi si sente solo rispetto al 23% degli italiani), del quartiere in cui si abita (56% rispetto al 19% di tutta la popolazione) e del condominio in cui si risiede (52% anziché 17% di tutti gli italiani).

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Il rapporto con Internet e i social

Anche il rapporto con il web ed i social cambia radicalmente: il 53% di chi soffre la solitudine, pur utilizzandoli, avverte disagio nel doversene servire come canale di contatto con le altre persone, una percentuale che crolla all’11% se si considera il campione di tutti gli italiani. Appena il 26% di chi si sente “in solitudine” considera i social un buon veicolo per mantenere le relazioni esistenti.

Questo stato fa la differenza anche nel grado di soddisfazione per alcuni aspetti della quotidianità. Solo il 32% di chi patisce una condizione di solitudine è contento della propria vita di relazione, il 34% della propria situazione finanziaria, il 38% del lavoro e il 44% della realizzazione personale .

Sfiducia nella politica

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un crescendo di cambiamenti, anche drammatici. Qual è la percezione degli italiani nei confronti della politica? Per il 54% di chi si sente “in solitudine” prevale una sensazione di rabbia e disgusto, molto superiore al 32% tra la generalità degli italiani. E ancora: se quasi la metà della popolazione si sente adeguatamente rappresentata dalla politica, tra chi soffre di solitudine la quota crolla al 37 per cento.

Non ci sono, invece, particolari differenze tra le due categorie (chi si sente solo e chi no) per quanto riguarda le maggiori preoccupazioni del momento: in vetta l'emergenza sanitaria (56-55%), seguita dalle problermatiche economiche (47-48%) e, molto distanziate, la riforma del lavoro, la regolamentazione dell’immigrazione e la violenza sulle categorie più deboli.

Quasi nessuno ritiene che la situazione sanitaria migliorerà entro la fine dell’anno. Anzi, ci vorrà ancora tempo (46-48%). Pessimismo anche su economia e benessere personale.

In sintesi, una forma di disagio sociale già latente è stata acuita dal Covid-19. Richiede ora approfondimenti importanti e investimenti strutturali. Non è un caso che, già all’inizio del 2018, il Governo britannico dell’allora Premier Theresa May avesse annunciato un «ministero per la Solitudine», sulla base di studi svolti dalla commissione Jo Cox, creata in onore della parlamentare laburista assassinata che per prima aveva colto la portata del fenomeno.

*Direttore Noto Sondaggi

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NOTA METODOLOGICA
Sondaggio
«Gli italiani e la solitudine», ottobre 2020
Committente
Il Sole 24 Ore
Istitituto fornitore
Noto Sondaggi
Data di effettuazione
22-24 ottobre 2020
Estensione
Territorio nazionale
Campione
Panel Omnibus rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne
Interviste
Tecniche di somministra-zione: Cawi e Tempo reale
Consistenza numerica del campione
1.000 persone
Rispondenti
95%

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