Professioni del futuro

Pandemia e conflitto dettano l’agenda dei corsi universitari

I due anni di emergenza sanitaria hanno messo alla prova il sistema che ora deve adeguarsi alle nuove necessità: a Trieste debuttano due lauree. L’ateneo di Verona fa sponda con i privati nel sostenere le specializzazioni. Per Ca’ Foscari un programma sempre più internazionale

di Barbara Ganz e Valeria Zanetti

 L’apertura dell’anno accademico 2021-2022 dell’Università di Trieste con il presidente Sergio Mattarella

3' di lettura

La pandemia e l’attenzione alla salute. La geopolitica e le crisi internazionali. La sostenibilità e un’economia che sta rivoluzionando il modo di ragionare su internazionalizzazione e filiere. L’attualità entra prepotentemente nella programmazione degli atenei di NordEst, che sfornano nuove proposte per attrarre gli studenti in questi mesi alle prese con la scelta della facoltà del futuro e con i test di ammissione. Lo sforzo è di orientare i percorsi a soddisfare necessità sempre nuove, segnalate dal mondo del lavoro e dalle imprese, con l’aiuto diretto dei privati o attingendo a fondi europei.

Verona, nuove lauree

È il caso dell’università di Verona, che amplia l’offerta con sette nuove lauree, grazie al sostegno di Fondazione Cariverona e all’ospedale Pederzoli. Il rettore Pierfrancesco Nocini riconosce che «in un periodo storico complicato come quello che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo a causa della pandemia, siamo riusciti a gestire l’ordinario e ad attivare le nuove proposte, grazie al contributo fondamentale dei privati, dopo aver varato già nell’anno accademico 2021-2022 i due corsi in Ingegneria robotica per la persona e Governance delle emergenze». Da settembre partiranno le triennali in Innovazione e sostenibilità nella produzione industriale di alimenti, in Studi strategici per la sicurezza e le politiche internazionali, in Scienza della nutrizione e della salute alimentare, in Assistente sanitario. All’elenco si aggiungono anche le magistrali in Scienze delle professioni sanitarie tecniche assistenziali e diagnostiche, in Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e adattata (interateneo con l’università di Modena e Reggio Emilia) e infine in Artificial intelligence. Evidente l’intesse per la sfera sanitaria e alimentare, ambiti per i quali l’attenzione è cresciuta dall’inizio della pandemia. «Innovazione e sostenibilità nella produzione industriale di alimenti è una cosiddetta laurea professionalizzante, una delle prime a nascere in Italia su impulso del decreto numero 446/2020 del ministero dell’Università e della ricerca», spiega Fabio Favati, docente di Scienze e tecnologie alimentari del dipartimento di Biotecnologie. «Nel biennio il rapporto con le imprese agroalimentari è importante: sono previsti seminari e workshop con professionisti che a vario titolo lavorano in azienda, dai direttori tecnici di impianto, responsabili del controllo di qualità o del marketing. Il terzo anno è programmato un tirocinio da 1.200 ore in azienda», afferma.

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L’offerta di Padova e Venezia

Due le nuove proposte al Bo e altrettante a Ca’ Foscari. L’Università di Padova vara la laurea in Scienze tecnico assistenziali veterinarie, emanazione del Dipartimento di Medicina animale, produzione e salute che fa capo alla Scuola di agraria e medicina veterinaria. Propone inoltre il corso internazionale in Biology of human and environmental health, che nasce dal dipartimento di Scienze biomediche. Ca’ Foscari di Venezia spinge l’acceleratore sull’internazionalizzazione con due magistrali in inglese, portando a 56 il numero di corsi di laurea offerti e suddivisi in sette ambiti di studio. La laurea magistrale in Economics, finance and sustainability offrirà una preparazione di alto livello in ambito economico e finanziario, attenta agli impatti del cambiamento climatico e agli obiettivi di sviluppo sostenibile. Quella in Engineering Physics combinerà insegnamenti di fisica moderna e ingegneria informatica ed elettronica per formare una nuova classe di ingegneri, in collaborazione con la Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste.

La nuova sanità

«Stiamo uscendo da due anni che hanno messo a dura prova il nostro sistema sanitario - dice il rettore di UniTs, Roberto Di Lenarda -. Osserviamo un aumento dell’interesse dei giovani verso corsi di laurea che preparano a lavorare in questo ambito: c’è ora una diffusa consapevolezza della centralità del ruolo di medici, infermieri e professioni sanitarie in genere. Con due nuove attivazioni abbiamo ulteriormente arricchito l’offerta formativa dell’Università di Trieste che in ambito medico, odontoiatrico e sanitario è considerata un’eccellenza. Gli studenti ci hanno premiato iscrivendosi con entusiasmo».

Il nuovo Corso di laurea Magistrale in Scienze infermieristiche e Ostetriche, interateneo con l’Università di Udine, è stato attivato dal Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute (DSM). Il nuovo percorso biennale segna il ritorno dopo più di dieci anni di una laurea di secondo livello per i professionisti infermieri, infermieri pediatrici e ostetriche. Il Corso di laurea in Assistenza sanitaria forma professionisti abilitati all’esercizio della professione di Assistente sanitario, figura che si occupa di promozione della salute e prevenzione delle malattie sia in ambito pubblico, nei Dipartimenti di prevenzione e nei Distretti sanitari, sia nel settore privato, per esempio in case di riposo.

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