agroalimentare

Pandittaino punta all’estero con i prodotti da grano tenero

I programmi della cooperativa Valle del Dittaino dell'ennese per far crescere
la quota export: in pista due progetti per Francia e Ungheria e vendere il pangrattato ai giapponesi

di Nino Amadore

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La cooperativa Valle del Dittaino di Assoro in provincia di Enna scommette sul pane di grano tenero

3' di lettura

Hanno portato il pane di grano duro siciliano negli scaffali della Grande distribuzione organizzata già parecchi anni fa, porteranno ora anche il pane di grano tenero con una linea dedicata. E per i soci della cooperativa Valle del Dittaino di Assoro in provincia di Enna è un ulteriore passo avanti più conosciuta per il marchio Pandittaino. Se ne parlerà a giugno quando sarà inaugurato il nuovo mulino e i soci conferiranno il grano frutto di 2.000 quintali di sementi certificate di Anapo, Anforeta e Palesi seminati a ottobre dell’anno scorso. Ed è un punto di arrivo di un lavoro che va avanti ormai da tempo: i 23 socia della cooperativa coltivano infatti il frumento tenero già da cinque anni. La novità di quest’anno è rappresentata dall’innovazione nella filiera. La strategia aziendale prevede che, con questo passaggio, la cooperativa Valle del Dittaino completi il processo di tracciabilità di tutte le pratiche agricole: dalla ricerca delle materie prime, alla semina del grano, alla raccolta, allo stoccaggio e infine alla lavorazione finale del prodotto. «Saremo - spiega il presidente della cooperativa Nino Grippaldi - la prima azienda agro-industriale in Italia che farà verticalizzazione del processo di filiera sia di grano duro che di grano tenero. Aggiungiamo un nuovo tassello a una storia lunga 44 anni, cominciata quando i padri fondatori della cooperativa ebbero l’intuizione di verticalizzare la filiera del grano duro. Investiamo oggi sulla filiera cerealicola del grano tenero senza rinnegare nulla ma implementando l’offerta e seguendo anche la domanda dei consumatori». E c’è un altro risvolto in questa scelta di puntare anche sul grano tenero: far crescere le rese attuali di 20-25 quintali per ettaro, portandole a 35-40 quintali per ettaro. «Il grano che usiamo per i nostri prodotti è per il 60% rappresentato dal tenero siamo diventati il terzo player in Italia per panetteria confezionata con diversi gradi di shelf life (la quota di mercato è pari all’8%), siamo ben piazzati in Francia e Germania, ed è lo stesso mercato ad indicarci la strada da percorrere. I consumatori apprezzano i nostri prodotti a lunga conservazione, ma per soddisfare ordini e tendenze dobbiamo anche adattare l'indirizzo produttivo delle aziende associate».

Fin qui la strategia dell’azienda, che nello stabilimento di Assoro dà lavoro a 65 persone, ha portato benefici anche ai conti: la coop ha chiuso il bilancio del 2020 con un fatturato di oltre 12 milioni quasi interamente grazie alla presenza negli scaffali della grande distribuzione e punta a una crescita del 30 per cento nel 2021 puntando a chiudere con 15 milioni di fatturato «incrementando proprio la produzione dei prodotti a grano tenero, tanto apprezzati soprattutto fuori dalla nostra regione» aggiunge Grippaldi.

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I prodotti più performanti, spiegano dall’azienda, restano i panini di grano tenero a lunga conservazione, in particolare maxi burger e hotdog, «ma piacciono sempre di più anche i prodotti da colazione e i panini al latte». In Sicilia, dove l’azienda raccogliere la metà dell'intero fatturato, regge invece il pane fresco e in Atm (Atmosfera modificata) di grano duro con un solido 40% sul totale del venduto. «Un dato - dice Grippaldi - che rispecchia fortemente la mission dell'azienda, di rinsaldare le sue radici siciliane, promuovendo un prodotto tipico che arriva ogni giorno, appena sfornato, sui punti vendita della grande distribuzione, grazie ad una rete composta da circa 40 operatori, capillarmente presenti sul territorio».

Intanto Pandittaino si affaccia anche all'estero, provando a far crescere quel 3 per cento di fatturato raccolto per ora fuori dai confini italiani. In cantiere ci sono due progetti, rivolti ai consumatori di Francia e Ungheria, che potrebbero partire il prossimo aprile e assicurare un incremento fino all'8% del fatturato. «E poi - aggiunge Grippaldi -, c'è la curiosità del pangrattato che tanto piace ai giapponesi. Non che il grano sia sconosciuto ai giapponesi, a differenza del resto delle popolazioni asiatiche che non hanno subito nel dopoguerra l'influenza americana con prodotti a grano tenero, essenzialmente canadese, ma certamente il pane di grano duro dalla crosta croccante e il cuore morbido e profumato, riscuote molto interesse e curiosità».

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