Ecosostenibilità

Panerai battistrada della frontiera green

Il nuovo Submersible eLab-Id è realizzato quasi integralmente con materiali riciclati. Per il ceo Pontroué il brand si candida a diventare uno dei principali player sul tema della responsabilità ambientale e della salvaguardia degli oceani

di Paco Guarnaccia

Panerai. Sono 30 gli esemplari del concept watch Submersible eLab-Id per il 98,6% in materiali riciclati: vetro zaffiro, oro per le lancette ed EcoTitanium (80% in titanio riciclato) per la cassa, il quadrante e i ponti del movimento automatico di manifattura. Prezzo: 60mila euro.

2' di lettura

Il concept watch ecosostenibile Submersible eLab-Id di Panerai potrebbe segnare un punto di svolta per tutto il settore. È realizzato per il 98,6% del peso con materiali dall’alta percentuale di elementi riciclati come l’EcoTitanium (titanio riciclato all’80%) per la cassa, per il quadrante e i ponti, il SuperLuminova TM (al 100%) su indici e lancette e il silicio al 100%, utilizzato per il movimento. «È una rivoluzione. Per creare questo modello - spiega Jean-Marc Pontroué, ceo del marchio orologiero - alla cui base c’è il lavoro fatto sul recente Submersible Mike Horn Edition (che aveva già parti riciclate, ndr ), abbiamo coinvolto anche aziende extra settore. Il progetto è aperto. Non nascondiamo niente: chi vuole può seguirlo o migliorarlo. Non vogliamo essere i soli, perché non è da soli che salveremo il mondo».

Il Submersible eLab-Id rientra nel programma Panerai Ecologico che da aprile aggiunge la collaborazione con la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’Unesco per progetti mirati alla salvaguardia degli Oceani. «Vogliamo diventare uno dei primi player del settore nella sensibilizzazione sul tema della responsabilità ambientale», sottolinea il ceo.

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Insieme al concept watch, Panerai ha anche presentato i Luminor Marina eSteel che entrano in collezione con una cassa in una lega inedita in acciaio riciclato.

«Panerai è nella top 15 del settore - prosegue Pontroué -. Negli ultimi due anni abbiamo aperto una boutique ogni tre settimane senza ridurre gli investimenti. Abbiamo un network con 150 vetrine nel mondo e pensiamo di realizzarne altre in Usa, Cina, Giappone, India e Australia». Sulle performance nei vari paesi, il manager spiega: «Dopo la riapertura, la crescita negli Usa è stata significativa, mentre attualmente la Cina è la benzina della nostra industria».

In Europa, e in Italia in particolare, per Pontroué tutto dipenderà dalla campagna vaccinale. «L’Europa è stata colpita dalle chiusure e sarà ancora così per un po’. L’Italia, senza la quota di turisti internazionali è stata la più penalizzata con il -8/9%. La clientela italiana è rimasta, invece, molto stabile». In crescita l’e-commerce: «L’aumento è stato in tripla cifra, sia nel 2020 sul 2019, sia nei primi tre mesi del 2021 su quelli del 2020». Quanto al futuro Pontroué anticipa che «non ci saranno nuove linee, ma tante innovazioni, altre partnership e nuove complicazioni per essere nel range di prezzo tra i 40-60 mila euro, un campo, da noi, mai esplorato prima».

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