orologeria

Panerai coccola i clienti con servizi sempre più sofisticati

Il ceo della maison del gruppo Richemont presenta i progetti Pam.Guard (estensione della garanzia) e Remaster (remise-en-forme)

di Paco Guarnaccia


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3' di lettura

Come tutti i brand orologieri del gruppo Richemont, Panerai ha deciso di estendere di molti anni la garanzia su ogni segnatempo. Il nome che la maison italiana ha dato a questo neonato progetto è Pam.Guard. «Per noi è un key program che dimostra quanto sia alta l’attenzione verso i clienti, ai quali garantiamo un’assistenza di otto anni con i nostri standard – spiega Jean–Marc Pontroué, ceo di Panerai –. Siamo tra i brand leader in fatto di qualità meccanica e siamo certi di poter offrire questo servizio per ognuno dei nostri movimenti».

Per entrare in Pam.Guard, gli orologi devono essere stati acquistati da non più di due anni; registrandosi al sito del brand si ha accesso a tutti i vantaggi del programma.

Ma Panerai non si limiterà solo a questo progetto, spiega Pontroué: «Arriverà a breve a Milano un servizio che stiamo testando a Monaco di Baviera e a Parigi. Si chiamerà Remaster e fornirà ai possessori di un Panerai una certificazione di autenticità del proprio orologio, solo dopo aver effettuato il test dell’impermeabilità, il refinishing della cassa e la revisione del movimento. Come per Pam.Guard, Remaster riflette la volontà di essere sempre più vicini a coloro che consideriamo nella nostra community».

Garanzia Panerai

Nel quadro si inserisce un’altra iniziativa del 2019: legare l’acquisto di alcuni modelli speciali alla possibilità di vivere delle vere esperienze con i partner del brand, come i Comsubin, il comando subacquei e incursori, della Marina Militare.

«Dopo le due del 2019, nel 2020 avremo altre otto experience: quattro saranno globali per clienti da tutto il mondo e quattro per la clientela locale di Cina, India, Italia e Regno Unito», rivela Pontroué. Per il 2021 è già fissata l’experience legata a Luna Rossa per l’America’s Cup.

Sull’andamento del business, il ceo dice: «L’anno fiscale per noi si conclude a fine marzo, ma finora è stato buono. Abbiamo aumentato la quota di mercato dove già andavamo bene, come negli Stati Uniti, che per noi è il primo mercato e dove apriremo nuove vetrine. Lo stesso vale per l’Italia, prima nazione in Europa. Incrementeremo la presenza negli aeroporti e in location di prestigio come le più rinomate località sciistiche e potenzieremo la boutique di Firenze».

Crescono inoltre le vendite Panerai in Cina, Macao, Taiwan, Corea del Sud e Giappone: «Compensano le perdite dovute alla crisi di Hong Kong. Una situazione sfidante per tutti i player del mercato, ma resto ottimista». Difficoltà oggettive confermate dai dati della Fedération de l’industrie horlogère suisse: nel periodo gennaio-ottobre le esportazioni del comparto orologiero svizzero verso Hong Kong hanno segnato un -8,8% sul 2018, che arriva al 29,7% se si confronta l’ottobre 2019 con quello del 2018.

«In un contesto di grande trasformazione, le nostre boutique e i nostri partner sono sempre più importanti. L’e-commerce è in crescita, anche grazie alle forti connessioni con gruppi come Yoox Net-A-Porter e Ali Baba», aggiunge il ceo di Panerai. Per quanto riguarda i prodotti che verranno lanciati in futuro, il focus sarà tutto sulla collezione regina del brand, Luminor (vale circa il 50% del totale dei modelli venduti ), che nel 2020 compirà 70 anni: «Presenteremo 70 innovazioni legate alla cassa e alla luminosità del quadrante: i marchi di fabbrica di questa linea», conclude Marc Pontroué.

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