Dolci natalizi

Panettoni Vergani: in 10 anni giro d’affari salito da 3,5 a 14 milioni

Boom di vendite all’estero: + 70% in 30 paesi grazie a ricetta tradizionale e innovazione. Una linea per “Il milanese imbruttito”

di Maria Teresa Manuelli

Panettone Vergani

2' di lettura

Un fatturato cresciuto del 47% in un anno e vendite che supereranno 1,7 milioni di panettoni a Natale. Vergani, fondata nel 1944, si conferma un baluardo milanese del tradizionale dolce natalizio con un trend in ascesa che non si è mai fermato: anche lo scorso anno il trend era stato del +10% sul 2019. Il giro d’affari del 2021 si attesterà a 13,5-14 milioni di euro (erano 3,5 nel 2011), con un vero e proprio boom di vendite all’estero.

«Cresciamo tantissimo in Usa, Inghilterra, Francia, Canada, Svizzera, Germania, paesi dell'est Europa ma anche Asia e Australia – afferma Andrea Raineri, direttore commerciale e quarta generazione dell’azienda fondata dal bisnonno Angelo –. Quest'anno il nostro export è aumentato rispetto all’anno scorso del 70% ed esportiamo in più di 30 Paesi». E la referenza preferita dagli stranieri è ovviamente il panettone, ma declinato nelle versioni al limoncello, al pistacchio, alle amarene e al caramello salato.

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Dalla bottega artigiana alla produzione aziendale, oggi il fatturato di Vergani è composto per il 40% dalla distribuzione moderna, il 25% dall’estero e altrettanto dal dettaglio specializzato. Il restante 10% è realizzato nei negozi diretti e con l’e-shop. «La grande distribuzione sta anticipando gli ordini e le esposizioni, e il sell out è partito veramente bene. Anche se c’è da mettere in conto l’aumento dei costi delle materie prime e dei packaging. Inoltre, i tempi di consegna dei materiali si sono enormemente allungati».

«Oggi siamo rimasti gli unici (e gli ultimi) milanesi a produrre a Milano il panettone su scala industriale», dice Raineri. Qual è il segreto? «Ingredienti eccellenti, naturalmente, e la ricetta originale. Ancora oggi utilizziamo il lievito madre creato dal bisnonno Angelo, legato in un telo e rinfrescato tre volte al giorno per 365 giorni l’anno. E far lievitare l’impasto per settantadue ore, come vuole la vera tradizione milanese». Ma c’è anche la capacità di intercettare le tendenze e i gusti dei consumatori. Per i fan del “panettone tutto l’anno”, per esempio, Vergani ha rivisitato la tradizione con il Panettone alle Amarene, una special edition dedicata all’estate. «Sono numeri piccoli, ma in costante crescita. Lo vendiamo molto bene in Inghilterra, Francia o nei posti di villeggiatura. Soprattutto vicino al confine».

L’ultimo successo messo a segno è la licenza per la produzione dei dolci a marchio “Il Milanese Imbruttito” (panettone, pandoro, cioccolatini e chiacchiere), che l’ha vista impegnata nello sviluppo assieme all’agenzia creativa Shewants di tutte le referenze in assortimento. Anche quest’anno, inoltre, Vergani partecipa all’iniziativa solidale patrocinata dal Comune di Milano: fino al 21 dicembre in sedici pasticcerie della città si potrà lasciare un panettone “in sospeso” per chi non ha la possibilità di comprarlo.

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