Competitività

Panguaneta, accordo con Intesa Sanpaolo per la filiera del pioppo nel Mantovano

Economia circolare

di Giovanna Mancini

3' di lettura

Un accordo di filiera per valorizzare e sviluppare la pioppicoltura in Italia. Un tipo di coltura che in Italia è stata riscoperta da alcuni anni e ha ricominciato a crescere a ritmi importanti, dopo un lungo declino tra gli anni 80 del Novecento e il 2010 circa. Oggi la filiera del pioppo si concentra nelle regioni del Nord Italia, in particolare nella Pianura Padana.

Proprio qui, nel Mantovano, nasce nel 1960 Panguaneta, azienda specializzata nella produzione di compensati di pioppo, che ha siglato con Intesa Sanpaolo un accordo di collaborazione per sviluppare progetti di economia circolare e di investimento dell’azienda sulla filiera. «È un accordo importante per noi, perché si iscrive in un percorso di sviluppo responsabile e sostenibile che portiamo avanti da tempo – spiega l’amministratore delegato dell’azienda, Nicoletta Azzi –. Nel 2018 abbiamo ottenuto l’Epd, cioè la Dichiarazione ambientale di prodotto ed entro quest’anno faremo il nostro primo bilancio di sostenibilità».

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Lo sviluppo della pioppicoltura in Italia è infatti impostato su criteri di sostenibilità e circolarità. Ma non solo: è strategico per tutta l’industria italiana del pannello, vista la storica (e paradossale) scarsità di materia prima legnosa che caratterizza il nostro Paese, dotato di una delle più grandi filiere europee del legno-arredo eppure costretto a importare l’80% del legname dall’estero. Da qui l’interesse, per una realtà come Panguaneta (220 dipendenti diretti e un fatturato di 80 milioni di euro nel 2019) di favorire lo sviluppo e l’ammodernamento della filiera e in particolare dei propri fornitori. Circa 250 imprese, tra pioppicoltori e commercianti, che grazie a questo accordo potranno accedere, in modo più rapido e a migliori condizioni, al credito per lo sviluppo delle proprie attività. Panguaneta diventa capofila di filiera, facendosi garante per la propria rete di fornitori, dando vita così a un circuito virtuoso di promozione degli investimenti, sempre in un’ottica di economia circolare.

L’accordo si inserisce nel Programma Sviluppo Filiere della banca, avviato nel 2015, che solo in Lombardia ha dato vita in questi anni a contratti sottoscritti con circa 200 filiere, per un totale di oltre 4.200 piccole realtà produttive e del commercio. Non solo: si inserisce anche nell’impegno di Intesa Sanpaolo a favore della Circular Economy, come spiega Anna Roscio, executive director Sales&Marketing Imprese dell’istituto: «L’obiettivo è sostenere aziende che lavorano in una logica di riuso e recupero del materiale. Nel caso dell’accordo con Panguaneta, si tratta di valorizzare l’uso sostenibile del legno, materia prima importante non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico, vista la rilevanza del settore casa nell’economia italiana».

«L’idea di fondo è che noi e la nostra rete di fornitori cresciamo insieme – aggiunge Azzi –. La continuità aziendale dei nostri partner, il loro aggiornamento e ammodernamento costanti diventano un elemento di competitività anche per noi come azienda. Non possiamo interferire nelle loro strategie aziendali, ma farci da garanti per offrire loro nuove opportunità di crescita e investimento è fondamentale anche per noi. Il nostro scopo è sviluppare una filiera che lavori sempre più sulla qualità del prodotto, nel rispetto dell’ambiente, con materiale certificato e gestito in maniera sostenibile».

Uno strumento in più per ripartire dopo la frenata imposta dalla pandemia: nonostante il buon andamento del mercato nella seconda metà del 2020, Panguaneta non è riuscita a recuperare completamente le perdite dei due mesi di lockdown: «Il fatturato nel 2020 è diminuito del 10% circa – spiega Azzi – ma siamo ripartiti bene, grazie soprattutto alle esportazioni, che per noi rappresentano l’80% dei ricavi. Contiamo quest’anno di recuperare integralmente il fatturato e tornare ai livelli pre-Covid».

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