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Pannelli in multiproprietà, primo progetto per le imprese energivore

Le acciaierie Beltrame, Altair Chimica e una società farmaceutica investono 30 milioni nel consorzio Renewability. Energia green fornita da remoto al costo di 60 euro a MWh per 25 anni

di Laura Serafini

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3' di lettura

La crisi dell’energia sta spingendo le imprese energivore ad affrancarsi dai contratti di fornitura tradizionali e a organizzarsi in proprio. Prende il via in questi giorni il primo progetto di aggregazione di consumatori di energia da fonte rinnovabile e che vede protagoniste tre eccellenze industriali italiane.

Le società che hanno investito

Afv Acciaierie Beltrame Spa, primario gruppo siderurgico leader europeo nel mercato del laminato mercantile, Altair Chimica Spa, leader nella produzione e commercializzazione di prodotti per l’industria della chimica inorganica, e una primaria società del settore chimico-farmaceutico hanno investito, complessivamente 30 milioni, nel primo sistema di impianti fotovoltaici (da 24 megawatt) che fornisce energia rinnovabile da remoto.

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Il ruolo di Renewability

Il nuovo modello di autoproduzione e consumo sostenibile da remoto (diverso dalla comunità energetica che invece è raggruppata a livello territoriale) si chiama Renewability, i cui soci fondatori sono Epq e Dolomiti Energia Trading. Si tratta di una realtà di aziende aggregate in una società consortile che investono nell’acquisto di impianti fotovoltaici realizzati da Epq, anche con il supporto di altri partner, in varie parti del territorio nazionale e che può far arrivare l’energia prodotta dagli impianti ai siti delle aziende consorziate ovunque in Italia.

Nel caso del primo progetto, in cui 5 impianti stanno entrando in esercizio queste settimane per cominciare e erogare l’energia a inizio 2023, i parchi solari sono distribuiti tra Lazio e Abruzzo mentre le imprese acquirenti hanno realtà produttive in varie zone del paese. Il valore aggiunto di questo modello, oltre all’indubbio contributo al percorso di sostenibilità, è nella possibilità di autoprodurre energia elettrica a un costo contenuto e fisso per un periodo di 25-30 anni. «Questa iniziativa non richiede incentivi pubblici, perché beneficia dei vantaggi che genera attraverso l’economicità del progetto – spiega Sarah Jane Jucker, presidente di Renewability e managing partner di Epq -. L’approvvigionamento di energia è a prezzi vantaggiosi: il prezzo complessivo si aggira attorno ai 60 euro a megawattora (contro i 470 euro del mercato, ndr). È calcolato considerando il capitale iniziale e i costi di manutenzione e distribuendo l’importo nell’arco di vita dell’impianto. Il nostro modello rappresenta un unicum in Italia, ma credo anche in Europa».

I progetti futuri

Il sistema pensato da Renewability prevede fasi di ampliamento successive: nuovi impianti verranno realizzati e quindi le imprese che oggi partecipano all’iniziativa possono investire ancora e aumentare l’approvvigionamento di energia. Oppure possono entrare nuovi soci. «Gli attuali soci sono società energivore che non riescono a soddisfare con questi impianti tutto il loro fabbisogno energetico, ma iniziano a ridurre il peso della bolletta – continua Jucker -. In questo momento abbiamo un interesse fortissimo, ci sono molte più richieste dei progetti che riusciamo a sviluppare. Ci sono molti soggetti anche diversi dalle imprese energivore, come aziende commerciali, del terziario, grandi gruppi che sono esclusi dalle misure di supporto del governo. Ci sono poi i Data server, le tlc, la grande distribuzione, settori che hanno bisogno di accelerare nella sostenibilità. Il nostro modello ha il vantaggio di fornire un accesso molto semplificato rispetto a chi deve costruirsi un impianto per conto proprio».

Una volta che un nuovo lotto di impianti comincia a entrare in esercizio ci vuole quale mese per avere la fornitura. «Stiamo lavorando allo sviluppo di nuove iniziative – prosegue la manager -. Epq è il partner tecnico che ricerca progetti chiavi in mano, autorizzazioni da acquistare sul mercato o da sviluppare con partner con i quali realizziamo gli impianti».

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