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Paolo Grassi, una mostra a Palazzo Reale nel centenario della nascita

di Adriana Fracchia

(Fotogramma)

2' di lettura

Nasceva cento anni fa Paolo Grassi, impresario teatrale, ma soprattutto organizzatore culturale, fondatore insieme a Giorgio Strehler del Piccolo Teatro di Milano, poi sovrintendente del Teatro alla Scala e infine presidente della Rai. E per celebrare il centenario della sua nascita Milano gli ha voluto dedicare una mostra intitolata: “Paolo Grassi... 'Senza un pazzo come me, immodestamente un poeta dell'organizzazione”, allestita - fino al 24 marzo - a Palazzo Reale. Foto, documenti, filmati e lettere per raccontare l'uomo che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha riportato Milano al centro della produzione culturale e intellettuale italiana.

Anticipata da un 'Prologo familiare', un percorso attraverso immagini di Paolo Grassi e di alcuni capitoli della sua vita privata, sono cinque le sezioni dell'esposizione - curata da Fabio Francione, e promossa dalla Fondazione Grassi e dalla figlia Francesca, oltre che dal Comune di Milano - che documentano gli anni dedicati da Paolo Grassi alla direzione del Piccolo, condivisa con Giorgio Strehler dal 1947 al 1967, e poi in direzione unica fino al 1972. Incarico lasciato per la Sovrintendenza del Teatro alla Scala dal '72 al '77.

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Sotto la direzione di Paolo Grassi il Piermarini si aprì ad innovazioni come la prima diretta televisiva di un'opera lirica in mondovisione. Era il 7 dicembre del 1976 e l'opera in questione l'Otello di Verdi con la regia di Franco Zeffirelli. Ma Paolo Grassi fu un innovatore anche nella sua presidenza alla Rai. Con lui la Terza rete divenne un canale culturale pubblico e aumentò la produzione di film e sceneggiati premiati ai festival più importanti: dall' “L'albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi, a “Padre padrone” dei Fratelli Taviani, da “Molière” di Ariane Mnouchkine, a “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli. Gli ultimi anni della sua carriera - seppur segnati dalla malattia - sono stati caratterizzati da un suo ritorno all'editoria, prima passione, mai sopita. La mostra sarà itinerante per tutto il 2019 e fino ai primi mesi del 2020.

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