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Paolo Sironi: «La tecnologia porta trasparenza sui mercati»

dal nostro inviato Stefano Carrer


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Paolo Sironi (Ansa/Ap)

3' di lettura

DAVOS – Ha da poco pubblicato il suo quarto libro, a coronamento di una decina d'anni di ricerca interdisciplinare tra finanza, economia, tecnologia, scienza e filosofia. Paolo Sironi, portavoce dell'innovazione FinTech per l'Ibm, propone una “teoria della trasparenza” con un approccio “biologico” ai meccanismi decisionali dell'essere umano, contestando l'idea secondo cui l'investitore si muova in base alla razionalità (senza che questo significhi dargli una patente di irrazionalità). Ed è un alfiere della capacità della tecnologia digitale di rafforzare i principi di trasparenza.

A margine del World Economic Forum di Davos, Sironi (che vive per lo più a Francoforte) ha presentato il suo “Financial Market Transparency - Essay on Theory and Principles” (Edizioni Accademiche Italiane, 2019), che aveva illustrato qualche giorno prima ad Hangzhou, in Cina. Una pubblicazione che cerca di superare i limiti della teoria neoclassica e della finanza comportamentale. “Tecnologia e trasparenza devono andare insieme”, sottolinea Sironi: solo la trasparenza può creare “un'etica consequenzialista in grado di cambiare i nostri comportamenti e riconciliare le esigenze personali immediate con obiettivi di sviluppo a lungo termine” (per etica consequenzialista si intende invitare le persone a trovare comportamenti che permettano di essere indirizzati verso il bene comune).

Paolo Sironi: «La tecnologia porta trasparenza sui mercati»

Una tematica che si inquadra in quello più generale dell'edizione 2019 del Wef, relativa a come forgiare una nuova architettura per la Globalizzazione 4.0, in un momento di incertezza crescente a livello mondiale sia dal punto di vista geopolitico sia economico sia dell'impatto delle tecnologie sul lavoro e sui modelli di business. “Financial Market Transparency”, sottolinea l'autore, intende recuperare l'importanza della biologia umana dietro ogni processo di investimento, ogni interfaccia digitale o algoritmo quantitativo, al fine di costruire un sistema finanziario più equilibrato e resistente. Il valore stesso dell'innovazione FinTech non va cercato negli algoritmi né negli elementi tecnologici, pur importanti e differenzianti, ma soprattutto nelle finalità e nella modalità con cui essi vengono utilizzati attraverso un percorso deontologico e regolamentare basato su trasparenza e tutela dell'investitore.

Sembra un discorso astratto, ma le conseguenze dei cambiamenti in corso sono di portata storica. Ad esempio nel settore bancario, a parere del “Fintech Thought Leader” di Ibm Industry Academy, “la competizione vera alle banche verrà sempre più dai grandi gruppi tecnologici”. Di qui la necessità di collaborazioni tra i due settori, al fine di trasformare il sistema bancario e renderlo differenziato, evitando un processo di commoditizzazione: “La sfida tra volumi e valore portera' le FinTech, le banche, le assicurazioni a cooperare sempre di piu' per creare un nuovo modello di impresa”. Da imprese che guadagnano sulle transazioni, le banche sono chiamate a diventare organizzazioni in grado di confezionare offerte e servizi su misura: “La trasparenza sui servizi bancari, che è figlia della competizione delle FinTech, non è sinonimo di disintermediazione, ma di un nuovo modo di fare banca, non più basato sulle quantità e sui volumi ma sulla qualità, la professionalità e la consulenza”.

Anche la tecnologia Blockchain può accrescere la trasparenza: ad esempio, in un prodotto definito “bio”, ci si fida del fatto che tutta la catena produttiva abbia rispettato le regole legate all'ecologia: con la blockchain tutti i passaggi possono essere registrati in modo trasparente per assicurare al consumatore che cio' che viene comunicato sia stato effettivamente fatto. Sironi, infine, critica la “Silicon Valley” nel suo modo di concepire l'utilizzo della tecnologia in quanto, in generale, non ha compreso la finanza comportamentale e quindi la psicologia dell'investitore: con il pieno sviluppo dell'intelligenza artificiale in direzione sempre piu' “conversativa”, la cosiddetta “economia dell'offerta” (spronata dagli investitori) si imporra' sulla “tecnologia della domanda” e potrà quindi trasformare il sistema finanziario globale.

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