visita pastorale

Papa: bene ”sistema Emilia”, fatto di dialogo, solidarietà e welfare

di Vittorio Nuti


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3' di lettura

Lavoro e cooperazione, buona politica, e accoglienza degli stranieri: sono questi gli assi portanti del “sistema Emilia” che Papa Francesco ha voluto porre al centro della sua visita pastorale nella regione. La prima tappa a Cesena, di buon mattino, dove ha parlato della corruzione, «il tarlo della vocazione politica» che «non lascia crescere la civiltà». Contro questo male della democrazia combatte il «buon politico», il cui servizio alla società consiste spesso nel «lasciare da parte le sue idee personali per prendere le iniziative degli altri e armonizzarle, accomunarli perché sia bene comune». Se questo accade, il «buon politico» additato ad esempio dal Papa agli emiliani, può essere paragonato ad «un martire» perché «lascia le proprie idee, ma le mette a servizio per andare verso il bene comune».

L’appello perchè più paesi attuino corridoi umanitari
A metà mattina, l'arrivo a Bologna, in coincidenza con la conclusione del Congresso eucaristico diocesano, dove incontra i giovani nordafricani nell'Hub della città. Un appuntamento delicato, che il Papa ha voluto aprire con un elogio di Bologna, prima città in Europa, 760 anni fa, a liberare 5855 schiavi. «Tantissimi, eppure Bologna non ebbe paura», ha spiegato Francesco: la città li riscattò, «forse anche per ragioni economiche, perché la libertà aiuta tutti e a tutti conviene». Nel suo intervento, Francesco ha quindi sottolineato la necessità che «un numero maggiore di Paesi adottino programmi di sostegno privato e comunitario all'accoglienza e aprano corridoi umanitari per i rifugiati in situazioni più difficili, per evitare attese insopportabili e tempi persi che possono illudere».

Al polso un braccialetto di identificazione dei migranti
lL'appello a velocizzare le procedure è risuonato come un forte richiamo alla politica, anche perché lanciato proprio nel centro di prima accoglienza per migranti di Bologna, il luogo in cui centinaia di migranti avviano le procedure burocratiche per il riconoscimento dello status di rifugiati. «Ognuno di voi ha la propria storia mi diceva la signora ce mi ha accompagnato - ha raccontato il Papa ai presenti - e questa storia è qualcosa di sacro, dobbiamo rispettarla, riceverla, servirla». E ha indossato al polso destro il braccialetto numero 3900003 donatogli da uno degli ospiti dell'Hub.

Papa Francesco in visita in Emilia-Romagna

Papa Francesco in visita in Emilia-Romagna

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Appuntamento con il mondo del lavoro in piazza Maggiore
A seguire, in una giornata densa di appuntamenti di rilievo, l’incontro del Papa con il mondo del lavoro in piazza Maggiore. «Voi rappresentate parti sociali diverse, spesso in discussione anche aspra tra loro, ma avete imparato che solo insieme si può uscire dalla crisi e costruire il futuro», ha spiegato il Papa rivolgendosi ai rappresentanti del mondo del lavoro. Alla piazza gremita il Pontefice ha quindi ricordato che «solo il dialogo, nelle reciproche competenze, può permettere di trovare risposte efficaci e innovative per tutti, anche sulla qualità del lavoro, in particolare l’indispensabile welfare. È quello che alcuni chiamano il “sistema Emilia”. Cercate di portarlo avanti». Parlando delle condizioni del lavoro e dei lavoratori, Francesco si è quindi schierato per quelle che ha chiamato le «soluzioni stabili e capaci di aiutare a guardare al futuro per rispondere alle necessità delle persone e delle famiglie». Ha poi ricordato la «esperienza cooperativa, che nasce dal valore fondamentale della solidarietà», sviluppata da tempo in Emilia Romagna, che «ha ancora molto da offrire, anche per aiutare tanti che sono in difficoltà e hanno bisogno di quell'”ascensore sociale” che secondo alcuni sarebbe del tutto fuori uso».

A pranzo con i poveri, poi l’incontro con il mondo accademico
Al termine dell'incontro con i lavoratori in piazza Maggiore, il Papa ha recitato l'Angelus per poi pranzare con i poveri all'interno della basilica di San Petronio. Il programma della visita del Pontefice a Bologna prevedeva anche l'incontro con i sacerdoti e i religiosi della città all'interno della Cattedrale di San Pietro e con il mondo accademico in Piazza San Domenico, con la consegna del Sigillum massimo d'ateneo. Alle 17 la messa allo stadio Dall'Ara che ha chiuso la visita. Davanti a circa 40mila fedeli, il Papa ha ricordato che «non esiste una vita cristiana fatta a tavolino, scientificamente costruita, dove basta adempiere qualche dettame per acquietarsi la coscienza».
Nella omelia, anche la critica agli«intellettuali della religione», che «non sbagliavano in qualcosa ma nel modo di vivere e pensare davanti a Dio: a parole e con gli altri inflessibili custodi delle tradizioni», incapaci di «comprendere
che la vita secondo Dio è in cammino, e chiede l'umiltà di aprirsi, pentirsi, e ricominciare». Da qui la critica a «clericalismo, ipocrisia, distacco dalla gente, legalismo».

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