vaticano

Papa: il capitalismo di solo profitto diventa una struttura idolatrica

di Carlo Marroni

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(LaPresse)


2' di lettura

«Quando il capitalismo fa della ricerca del profitto l'unico suo scopo, rischia di diventare una struttura idolatrica, una forma di culto. La “dea fortuna” è sempre più la nuova divinità di una certa finanza e di tutto quel sistema dell'azzardo che sta distruggendo milioni di famiglie del mondo». Parole di Francesco, pronunciate questa mattina nell'udienza con oltre mille imprenditori e attivisti partecipanti all'Incontro sull'Economia di Comunione, rete di imprese nata 25 anni fa sulle orme di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari.

L’avarizia è idolatria: «L’accumulo di denaro per sé diventa il fine»
«Il denaro è importante, soprattutto quando non c'è e da esso dipende il cibo, la scuola, il futuro dei figli. Ma diventa idolo quando diventa il fine». Quanto all'avarizia, vizio capitale, «è peccato di idolatria perché l'accumulo di denaro per sé diventa il fine». Per il Papa «questo culto idolatrico è un surrogato della vita eterna». I singoli prodotti (le auto, i telefoni) invecchiano e si consumano, «ma se ho il denaro o il credito posso acquistarne immediatamente altri, illudendomi di vincere la morte». Quindi si capisce il valore etico e spirituale della scelta «di mettere i profitti in comune. Il modo migliore e più concreto per non fare del denaro un idolo è condividerlo con altri, soprattutto con i poveri, o per far studiare e lavorare i giovani, vincendo la tentazione idolatrica con la comunione». Secondo Francesco quando si condivide donando i profitti, si fa un atto di alta spiritualità, «dicendo con i fatti al denaro: tu non sei Dio».

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Evasione ed elusione fiscale negano il reciproco soccorso
Poi un richiamo (uno dei tanti) a fare il proprio dovere verso la comunità civile: «Oggi abbiamo inventato modi per curare, sfamare, istruire i poveri, e alcuni dei semi della Bibbia sono fioriti in istituzioni più efficaci di quelle antiche. La ragione delle tasse sta anche in questa solidarietà, che viene negata dall'evasione ed elusione fiscale, che, prima di essere atti illegali sono atti che negano la legge basilare della vita: il reciproco soccorso». Secondo Francesco «il capitalismo conosce la filantropia, non la comunione. È semplice donare una parte dei profitti, senza abbracciare e toccare le persone che ricevono quelle “briciole». Invece, anche solo cinque pani e due pesci possono sfamare le folle se sono la condivisione di tutta la nostra vita. Nella logica del Vangelo, se non si dona tutto non si dona mai abbastanza». Queste cose voi le fate già - ha aggiunto Francesco. Ma «potete condividere di più i profitti per combattere l'idolatria, cambiare le strutture per prevenire la creazione delle vittime e degli scarti; donare di più il vostro lievito per lievitare il pane di molti. Il 'no' a un'economia che uccide diventi un 'sì' ad una economia che fa vivere, perché condivide, include i poveri, usa i profitti per creare comunione».

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