l’esortazione del pontefice

Papa: «Disoccupazione giovanile deve essere una priorità per la politica»

di Carlo Marroni


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2' di lettura

«La preoccupazione della Chiesa riguarda in particolare coloro che fuggono dalla guerra, dalla violenza, dalla persecuzione politica o religiosa, dai disastri naturali dovuti anche ai cambiamenti climatici e dalla povertà estrema»: sono alla ricerca di un’opportunità, sognano un futuro migliore. É un passaggio contenuto nella Esortazione Apostolica post-sinodale scritta da papa Francesco dopo il Sinodo sui giovani dello scorso ottobre.

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Trafficanti senza scrupoli
In un paragrafo il Papa ricorda come altri migranti sono «attirati dalla cultura occidentale, nutrendo talvolta aspettative irrealistiche che li espongono a pesanti delusioni. Trafficanti senza scrupolo, spesso legati ai cartelli della droga e delle armi, sfruttano la debolezza dei migranti... Va segnalata la particolare vulnerabilità dei migranti minori non accompagnati... In alcuni Paesi di arrivo, i fenomeni migratori suscitano allarme e paure, spesso fomentate e sfruttate a fini politici. Si diffonde così una mentalità xenofoba, di chiusura e di ripiegamento su se stessi, a cui occorre reagire con decisione». I giovani migranti spesso sperimentano anche uno sradicamento culturale e religioso. Francesco chiede «in particolare ai giovani di non cadere nelle reti di coloro che vogliono metterli contro altri giovani che arrivano nei loro Paesi, descrivendoli come soggetti pericolosi».

«Disoccupazione giovanile deve essere una prorità per la politica»
Per quanto riguarda il lavoro, il Papa scrive: «Invito i giovani a non aspettarsi di vivere senza lavorare, dipendendo dall'aiuto degli altri. Questo non va bene, perché «il lavoro è una necessità, è parte del senso della vita su questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale. In questo senso, aiutare i poveri con il denaro dev'essere sempre un rimedio provvisorio per fare fronte a delle emergenze». E dopo aver notato come nel mondo del lavoro i giovani sperimentino forme di esclusione e di emarginazione, afferma a proposito della disoccupazione giovanile: «È una questione… che la politica deve considerare come una problematica prioritaria, in particolare oggi che la velocità degli sviluppi tecnologici, insieme all'ossessione per la riduzione del costo del lavoro, può portare rapidamente a sostituire innumerevoli posti di lavoro con macchinari». E ai giovani dice: «È vero che non puoi vivere senza lavorare e che a volte dovrai accettare quello che trovi, ma non rinunciare mai ai tuoi sogni, non seppellire mai definitivamente una vocazione, non darti mai per vinto».

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