Messa di Natale

Papa Francesco: aiutare gli altri invece che piangersi addosso

Messaggio del Santo Padre: «Ogni scartato è figlio di Dio». Poi ha spiegato come la fame di successo ci lasci il vuoto dentro. «Il nutrimento della vita è lasciarci amare da Dio e amare gli altri», ha spiegato Papa Francesco

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(AFP)

Messaggio del Santo Padre: «Ogni scartato è figlio di Dio». Poi ha spiegato come la fame di successo ci lasci il vuoto dentro. «Il nutrimento della vita è lasciarci amare da Dio e amare gli altri», ha spiegato Papa Francesco


3' di lettura

«Aiutare gli altri invece che piangersi addosso». È l’invito di Papa Francesco pronunciato nell’omelia della Messa di Natale, quest’anno anticipata alleore 19,30 del 24 dicembre per consentire a tutti di tornare a casa entro le 22, orario in cui comincia il cosiddetto “coprifuoco”, in ossequio alle misure anti-Covid. «Dio è nato bambino - ha detto il Santo Padre - per spingerci ad avere cura degli altri. Il suo tenero pianto ci fa capire quanto sono inutili tanti nostri capricci, e ne abbiamo tanti. Il suo amore disarmato e disarmante ci ricorda che il tempo che abbiamo non serve a piangerci addosso, ma a consolare le lacrime di chi soffre. Dio prende dimora vicino a noi, povero e bisognoso, per dirci che servendo i poveri ameremo Lui».

Chi ha fame di successo ci lascia il vuoto dentro
«La fame di successo ci lascia il vuoto dentro - ha proseguito Papa Francesco -. Abbiamo bisogno di lasciarci attraversare dal suo amore gratuito, dal suo amore instancabile, dal suo amore concreto. Quante volte invece - ha sottolineato ancora Papa Francesco -, affamati di divertimento, successo e mondanità, alimentiamo la vita con cibi che non sfamano e lasciano il vuoto dentro!. Insaziabili di avere, ci buttiamo in tante mangiatoie di vanità, scordando la mangiatoia di Betlemme. Quella mangiatoia, povera di tutto e ricca di amore, insegna che il nutrimento della vita è lasciarci amare da Dio e amare gli altri. Gesù ci dà l'esempio: Lui, il Verbo di Dio, è infante; non parla, ma offre la vita. Noi invece parliamo molto, ma siamo spesso analfabeti di bontà».

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La Messa della Notte di Natale
La celebrazione, a seguito delle misure anti-Covid, si è svolta con un numero contingentato di fedeli, circa 200 in una basilica che normalmente ne contiene 7mila. Quest’anno le emittenti collegate per la Messa sono state 120, mentre per l’Urbi et Orbi di domani, 25 dicembre, alle 12 sono previsti almeno 150 enti collegati a cui si aggiunge il pubblico dei fedeli che seguirà le celebrazioni attraverso internet.

La citazione della poetessa Emily Dickinson
Non solo Sacre Scritture: Papa Francesco nell’omelia della Messa della Notte di Natale ha citato anche la poetessa Emily Dickinson. «Da stanotte, come scrisse una poetessa, la residenza di Dio è accanto alla mia. L’arredo è l’amore».

Il messaggio alla pace
E nell’attesa del messaggio del giorno di Natale, che tradizionalmente è l’occasione per puntare i riflettori sulle aree più martoriate del pianeta, il Papa oggi ha voluto mandare il suo messaggio a due Paesi particolarmente in sofferenza: il Libano e il Sud Sudan. Ha parlato del “dolore” con il quale segue gli eventi del Paese dei cedri ed ha assicurato che intende visitare il Libano «appena possibile». Quindi ha lanciato un nuovo appello alla comunità internazionale: «Aiutiamo il Libano a rimanere fuori dai conflitti e dalle tensioni regionali. Aiutiamolo a uscire dalla grave crisi e a riprendersi». Ai politici del Sud Sudan, in una lettera scritta insieme all’Arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, e al Moderatore della Chiesa di Scozia, il rev. Martin Fair, chiede di fare progressi nel processo di pace, avviato nel 2019 con l’incontro in Vaticano. Qualche passo è stato fatto «ma sappiate che non è sufficiente per il vostro popolo».

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